Evitare l’allitterazione: sinonimi e riscrittura

La riuscita di un romanzo è una sottile arte alchemica: occorre trovare ingredienti spesso difficili da reperire e saperli mescolare nelle giuste proporzioni. Ambientazione, trama, conflitto, personaggi, ma anche grammatica, semantica e punteggiatura.

Sembrano elementi semplici: te li hanno spiegati alle elementari. Perciò, cosa vuoi che siano?

È vero.

Sono tutti concetti che vengono affrontati nella scuola primaria, nelle medie, e nelle superiori… e, poi, c’è chi continua a studiarli all’università e con corsi di specializzazione e lifelong learning.

Se c’è tanto studio dietro, forse, alla fine, non sono poi così scontati.

Padroneggiare gli strumenti della scrittura ti aiuterà a tenere il lettore incollato alla pagina. Infatti,

uno dei fattori che annoia maggiormente il lettore è la ripetitività.

Usare troppe parole per i concetti stanca la mente, la annoia e la induce a pensare ad altro. Una volta che il lettore ha perso la concentrazione è andato. Chiuderà il libro e tanti cari saluti.

Uno dei fattori di abbandono in un romanzo è l’allitterazione.

Cos’è l’allitterazione?

L’allitterazione è una figura retorica che si basa sulla ripetizione di suoni simili, o uguali, a fini stilistici o per consolidare un concetto. Molto usata in poesia, trova una sua collocazione anche nell’uso comune e, in alcuni casi, nella letteratura narrativa.

Allitterazione o vocabolario povero?

Uno degli errori più comuni tra gli scrittori inesperti è di creare un’allitterazione di intere parole.

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Prima di bandire completamente le ripetizioni dalla tua vita, è bene specificare che in alcuni casi la ripetizione è voluta e ha una sua funzione.

Quando l’allitterazione è voluta, come nel caso della poesia, crea ritmo nella frase.

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Però, quando le ripetizioni non sono di carattere omofonico interrompono il flusso di lettura, appesantendola e rendendola difficoltosa. Già un romanzo è ricco di informazioni, se allunghi il brodo danneggi solo te stesso.

I tipi di ridondanza pleonastica (= superflua) possono essere di vario genere. I più frequenti sono dovuti alla difficoltà a immaginare la scena nella propria mente e, di conseguenza, nel descriverla. Altre volte invece, si tratta della scarsa conoscenza dei vocaboli adatti e, per sopperire, l’autore si cimenta in spiegazioni lunghe e tortuose, invece di avvalersi del termine più diretto.

Nel primo caso è sufficiente soffermarsi a riflettere sull’immagine che si vuole suggerire alla mente del lettore; nel secondo, è necessario un approfondimento dello studio della semantica (= significato delle parole) e una lettura più attenta degli autori consolidati.

Soluzioni alle ripetizioni

Anche se l’ho appena detto lo ripeto: lo studio, la lettura e la pratica, sono alla base di una scrittura fluida e priva di ripetizioni. Per cui il consiglio che mi sento di darti prima di qualunque altro è di annotare tutte le frasi ripetitive che trovi nei romanzi e riscriverle usando meno parole possibili.

“Omettete le parole superflue”

William Strunk Jr. —
—Scrittore e Sceneggiatore —

Ripetizione e Ridondanza: cosa guardare

Limitare l’uso dei verbi fare e dare

Esempio:

Luca fece un gran sorriso a Luisa. Luisa fece altrettanto; → Luca sorrise a Luisa, che ricambiò.
Gianmarco dette dello stupido a Fabio e lui gli ha dato un pugno; → Gianmarco insultò Fabio, che lo colpì;

Esercizio: ogni volta che trovi questi due verbi in una frase, domandati se sono indispensabili e riscrivila omettendoli.

Ripetizione multipla di una o più parole nello stesso paragrafo

Esempio:

Qualcuno dei piani bassi cancellò la cerimonia di nomina del Sindaco, perché era un uomo molto geloso e fondamentalmente era un uomo che aveva sempre avuto molta ambizione e voleva essere nominato a sua volta Sindaco, ma quella nomina andò al suo peggior rivale, che aveva fatto carriera grazie ad aiuti non proprio puliti.

Versione pulita:

Il rivale del neo Sindaco cancellò la cerimonia di nomina per ambizione e gelosia, convinto che fosse coinvolta un’organizzazione criminale nell’esito della votazione.

Esercizio: taglia le ripetizioni e, se possibile, usa dei sinonimi.

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(Ab)uso di parole inutili – infodump

Esempio:

A causa delle impronte insanguinate di scarponi taglia 48 – sicuramente da montanaro – che conducevano verso la metropolitana, l’ispettore non aveva più nessun dubbio che l’assassino non fosse così stupido da aggirarsi ancora intorno a quel quartiere.

Versione pulita:

L’ispettore era certo che l’assassino si fosse dileguato, poiché le orme insanguinate conducevano alla metropolitana.
«A giudicare dal carrarmato, indossa anfibi di qualche tipo, forse un 46 o un 48» disse al collega.*

*opzionale in base alle informazioni già fornite nel romanzo.

Esercizio: Scegli una frase lunga e piena di informazioni. Elenca gli elementi fondamentali e riformula il paragrafo citando solo quelli, e usando il minor numero di parole possibili.

Frasi fatte

Esempio:

Il sospettato continuò a menare il can per l’aia, cercando di svicolare dalle domande degli investigatori.

Versione pulita:


Il sospettato rispose (in modo) evasivo alle domande degli inquirenti.

Esercizio: ricerca su internet il significato della parola che vuoi usare, e impara nuovi modi per descrivere.

Non chiamare i suoni con il loro nome

Esempio:

Le parti di congiunzione del cancello fecero un rumore che ispirava paura e ansia come di metallo che si contorce.

Versione pulita:

I cardini del cancello cigolarono minacciosi/in modo sinistro.

Esercizio: cerca su internet i suoni degli oggetti e degli animali. Annota quelli più utili.

Gods of Egypt insegna

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Thot: Verde, succosa, compatta. Uhm, come altro potrei definirla? Trovato! La sua vera essenza, il suo mistero, la sua vita…

Horus: È lattuga!

Dire o non dire?

Dolce far niente

Questi sono solo alcuni sinonimi possibili da usare al posto dei verbi fare e dire. Puoi sempre cercarne altri attraverso Google™, o sui siti dedicati. Te ne lascio alcuni per iniziare: Sinonimi & Contrari, Virgilio e Treccani.

Per tutti i dubbi sulle parole superflue ti ricordo, invece, il manuale di scrittura: Elementi di Stile di William Strunk Jr., un manuale piccolo, ma completo di esempi utili per dirimere ogni dubbio.

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Se vuoi aggiungere altri sinonimi alle liste scrivili nei commenti!

Buona lettura,

Parole in linea

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Parole in Linea

Mi chiamo Bianca, anche se la mia carta di identità dice altro, ma ormai le persone mi conoscono con questo nome e soprattutto sembra riescano a pronunciare meglio il cognome teutonico che quello ufficiale... Da qualche anno mi sono avvicinata alla traduzione, all'editing e alla correzione di bozze, studiando e facendo pratica e ora mi sto addentrando nell'ambito dal punto di vista professionale anche se, in effetti devo dire che, se vogliamo vederla sotto l'ottica della revisione, mi sono sempre occupata di editing, solo che prima facevo "editing aziendale e amministrativo". Dopo 10 anni passati a "litigare professionalmente" con avvocati e commercialisti, ingegneri e compagnia bella, ho capito che se sono sopravvissuta a loro posso affrontare gli autori... Del resto ormai sono a un bilancio dall'inferno e lì, si dice, di revisori ne cercano parecchi per rimettere in riga le anime.

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