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M’editar is so good: pillola #Bonus

Ciao a tutti e benvenuti!

Come anticipato la scorsa settimana, questa è una Pillola Bonus della rubrica M’editar is so good: pillole di autorevisione. Vi avevo promesso, infatti, un episodio su uno degli argomenti più ostici della lingua italiana: il congiuntivo.

Il Congiuntivo

Prima regola del #WritingClub: Batti lei… È contiuntivo solo per Fantozzi. Seconda regola del #WritingClub: Una canzone può salvarvi la vita. Terza regola…

… se avete un dubbio ci siete quasi.

Il congiuntivo è infatti il tempo verbale che esprime, appunto, dubbi, incertezze, possibilità, timori e desideri e si contrappone all’indicativo, il tempo verbale della certezza e della realtà.

INDICATIVO (Certezza) CONGIUNTIVO (Dubbio)
Sono certa che questa è la verità. Non sono certa che questa sia la verità.
Il termine per sottoporre il tuo romanzo scade domani. Credo che il tempo per sottoporre il tuo romanzo scada domani.

Il congiuntivo nelle frasi dipendenti

Il congiuntivo può essere utilizzato in frasi dipendenti, ovvero quelle proposizioni che da sole non possiedono un senso compiuto, ma necessitano di un’ulteriore locuzione cui congiungersi per definirne il significato. Viene introdotto dai verbi credere, pensare, augurare, volere, sperare, e dalle congiunzioni che, affinché, nonostante, se, etc.

PRINCIPALE (Condizionale) DIPENDENTE (Congiuntivo)
Avremmo giocato (condizionale passato) bene se ci fossimo allenati (congiuntivo trapassato) di più.
Avrei preparato (condizionale passato) una torta se mi avessi avvisato (congiuntivo trapassato) che passavi.

e in frasi indipendenti, che assumono un senso compiuto senza l’ausilio di ulteriori proposizioni. In molti casi si tratta di frasi fatte, usate in situazioni particolari come un invito, per desideri, dubbi e, persino, maledizioni.

INDIPENDENTE (Congiuntivo)
Che resti tra noi!
Che Dio ci aiuti!
Entrino pure, prego.
Fosse vero!
Che l’abbia scritto Maria?

Tempi e uso del congiuntivo

Esistono quattro forme verbali del congiuntivo: due semplici (c. presente e c. imperfetto) e due composte (c. passato e c. trapassato) ricavate dalle prime due. Ogni tempo verbale ha un suo specifico utilizzo, come si può leggere nella tabella.

Quando usare il congiuntivo? #Consiglio

Per individuare i casi in cui è necessario utilizzare il congiuntivo basta ricordare la sua funzione. Il congiuntivo indica dubbi, esprime opinioni, volontà, desideri, aspettative, preferenze, paure, fantasie e fatti irreali, stati d’animo. Per cui si usa con tutti i verbi che esprimono queste situazioni: credo che, vorrei, mi piacerebbe, penso, temo, immagino, sembra, sebbene, nonostante, malgrado, dubitare, trovare assurdo/strano, etc. Quando questi verbi sono accompagnati dalla congiunzione che è quasi matematico che segua un congiuntivo.

In caso di dubbi basta ripassare le regole grammaticali, valutare i casi, o cercare su Google™ qualche esempio analogo, anche se il miglior alleato del congiuntivo è la lettura: leggete, leggete come se fosse l’aria che respirate!

Conclusioni

Con questo articolo termina definitivamente la rubrica M’editar is so good: pillole di autoediting. Vi ringrazio per avermi seguito fino a questo punto. Spero vi sia stata utile e che vi aiuti a rifinire e scrivere i vostri testi con maggiore accuratezza e professionalità. Per qualsiasi dubbio potete scrivermi un’e-mail, o nei commenti sotto ogni articolo. Mi raccomando quando si revisiona l’aspetto più importante è la pratica, per cui occhi aperti e buona revisione!

Alla prossima rubrica! Parole in Linea

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