Errori di ortografia: Grammar Nazi o Correttore di bozza?

Sui social network vige una certa intolleranza per gli errori di grammaticali e, più in generale, per gli errori di ortografia tout  court.
 
Insegnare italiano sia agli italiani, sia agli stranieri, mi ha aiutato ad analizzare il tipo di errore prima di affilare la ghigliottina e condannare a morte il povero malcapitato di turno.
 
Gli errori di ortografia, ma anche quello quello grammaticale, non è sempre segno di ignoranza, né la sua assenza indica il contrario.
 
Molte volte nemmeno si tratta di errori di ortografia in senso assoluto, ma di refuso o lapsus.
Per capirlo basta leggere i testi di una persona.
 
Gli errori di ortografia si reiterano sempre, o quasi; mentre, il refuso capita di tanto in tanto.
 
errori di ortografia, refuso, correzione di bozza, editing, errore ortografico, writing coach

Nel tempo ho individuato 5 tipi di errori di ortografia:

Distrazione

Il multitasking è tuo nemico

Viviamo in un mondo pieno di stimoli visivi e auditivi. Siamo abituati a compiere più azioni nello stesso momento al grido di Produttività e Multitasking. Perciò, è facile capire che gli errori di grammatica e gli errori di ortografia possono sempre capitare. Ed è qui che nascono i famosi Lapsus e Refusi tanto cercati dai correttori di bozza di tutto il mondo.
 
Per ovviare basterebbe rileggere ciò che si scrive, ma non sempre se ne ha il tempo o la voglia.
 
Nel caso di un post scritto sul profilo privato di un social network il problema non è poi così grave. Il dramma inizia quando gli errori e le sviste si leggono a fiumi su bacheche, siti web e articoli che vogliono essere professionali, vendere qualcosa o, peggio, vogliono insegnare agli altri come si scrive.

Rileggi sempre prima di premere Invio.

L’attimo dello sciocco

A Roma si dice in un altro modo, meno lusinghiero, ma comunque lo si voglia chiamare, l’attimo dello sciocco esiste.

Prima o poi, tutti viviamo quell’attimo in cui la mente si svuota. Un minuto prima conosci la regola, ma quando la devi applicare: il vuoto!

V
uoi per stanchezza, vuoi per il multitasking, vuoi perché non si può essere sempre al 100% –, il cervello dichiara forfait e si prende una pausa.

Si può pensare all’errore quando si ripete nel tempo e con sistematicità. Sbagliare sempre un congiuntivo indica scarsa conoscenza della regola, sbagliarlo di tanto in tanto potrebbe non essere un errore dovuto all’ignoranza.

Sii indulgente con te stesso: capita a tutti. Prendi una pausa, fai altro, oppure chiedi a un amico. In alternativa, c’è sempre il dizionario e santo Google®, che è una manna per le verifiche al volo, ma occhio che a volte si basa sulla consuetudine!

Abitudine e primi insegnamenti

Si dice che l’abitudine sia dura a morire, una volta imparato un concetto in un modo è difficile lavare via l’errore.

Purtroppo è vero.
 
Sebbene in Italia ci siano insegnanti ottimi, spesso sottopagati, nell’universo docenti esiste anche la categoria che va a scuola per lo stipendio o insegna secondo metodi ormai datati, dando più importanza ad alcuni elementi piuttosto che altri.
 
I primi anni delle elementari ho passato più tempo sul galateo – tanto da doverne comprare una copia come parte aggiuntva del programma scolastico (che ne ha risentito), a imparare a disporre la posata (già, il set completo anticamente si chiamava “posata”) che nemmeno Csaba dalla Zorza, che a studiare la grammatica e l’ortografia italiana e, chiaramente, se da un programma scolastico ritagli delle ore per insegnare ad apparecchiare, poi, le lacune di grammatica e ortografia si fanno sentire.
Inutile dire che gli anni successivi ho dovuto studiare molto di più per recuperare.
 
In primo e secondo superiore, il mio docente di lettere era perplesso, la media nei compiti di grammatica era bassina, ancora non avevo recuperato del tutto, avendo passato il triennio delle medie a studiare ex novo le regole grammaticali, invece di approfondirle, ma scrivevo temi da 9 e 10.
 
La mia fortuna era la lettura, e che mi impegnavo, ma recuperare le lacune pregresse portando avanti lo studio di tutti i programmi (e ragioneria è tosta!) non mi permetteva di assimilare le regole grammaticali in modo così efficiente e in tempi brevi con il grado di approfondimento richiesto dalle scuole superiori.
 
Se nelle scuole precedenti avessi avuto la possibilità di imparare la grammatica e l’ortografia italiana come si deve, nei tempi e nei modi, avrei dovuto sudare di meno più avanti.
 
Fortunatamente, ho sempre amato leggere e sono curiosa di natura. Per cui, se non conosco una parola, una regola, oppure ho un dubbio apro i libri e studio.

Continuare a studiare italiano al di fuori della scuola dell’obbligo, anche per curare la corrispondenza di lavoro in modo professionale, è stata la mia salvezza e – a 15 anni non l’avrei mai detto –, oggi insegno italiano e il mio lavoro si basa su questa lingua, che applico e spiego quotidianamente occupandomi di editing, correzione di bozza e traduzione e writing coach.
 
Per cui, la scusa che “se non si impara da piccoli non si impara più”, per quanto mi riguarda, non ha senso:
Volere è potere.
Soprattutto oggi che ci sono molte più possibilità di studiare anche dopo la scuola dell’obbligo.
 
Purtroppo, però, questo è il motivo più rognoso da affrontare:
Quando si impara qualcosa in modo errato da piccoli è difficile lavare via l’errore, ma si può fare. 💪
writing coach, writing mentoring, assistenza scrittura, assistenza autori, aiuto autori, autori emergenti, autori esordienti, scrittori emergenti, aiuto per scrittori emergenti, aiuto a scrivere l'arco narrativo, aiuto a strutturare un romanzo, aiuto a struttura trama, aiuto trama, aiuto scrittura, scrittura creativa, scrivere un romanzo, coach di scrittura

Vuoi lavorare sulla qualità della tua scrittura?
Scopri di più

Errore sistematico

Ci sono errori di ortografia ricorrenti che ognuno di noi commette pur conoscendo la grafia esatta di una parola. Nel mio caso è Yogurt. Il primo istinto è di scriverlo Yoghurt (che comunque lo Zingarelli riporta, anche se meno usato), poi, mi fermo, respiro, controllo il dizionario e lo scrivo corretto secondo la forma più usata, ma quando sono di fretta ci scappa sempre una acca in più.

Lo sai come si scrive, conosci la regola, ma quando la applichi Titivillus ti sussurra nell’orecchio e, immancabilmente, sbagli!

Il correttore automatico

Il quinto errore si ricollega al primo, per chiudere il cerchio, ed è il correttore automatico. Ho parlato delle sue insidie in questo articolo di M’editar is so good, proprio per la pericolosità di questo strumento che ci attira come le fusa di un gatto, per poi sferrare graffi inaspettati.
Il correttore automatico è la più grande invenzione di Crowley, dopo la Circonvallazione.
Semicit. Good Omens

Non importa quanta cura ci metti a scrivere un testo, il correttore automatico ce la metterà tutta per modificare le parole appena ti sarai distratto, anche per un solo secondo!
 
In quale categoria ti riconosci di più?

©️ Riproduzione riservata

Parole in Linea

Romana di nascita, nordica nel cuore, editor nell'animo. Amo la natura, i gatti e i paesi scandinavi, mi piace leggere, scrivere e viaggiare.
Info e formazione → Bio

Ti potrebbe piacere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *