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M’editar is so good: la D eufonica | pillola #1

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Ciao e benvenuto!

Eccoci finalmente al primo incontro della rubrica M’editar is so good: pillole di autoediting. Nei prossimi incontri cercherò di aiutarti a correggere, e pulire il tuo testo, prima di consegnarlo nelle mani esperte di un editor professionista.

In questa prima pillola iniziamo trattando un tema a me molto caro e troppo spesso bistrattato:

La D Eufonica

Prima regola del #WritingClub:
La d eufonica è vietata!
Seconda regola del #WritingClub:
La d eufonica è vietata!
Terza regola…

… ok, non è proprio vietata.

La D eufonica svolge la funzione di agevolare la pronuncia di alcune parole che, in mancanza di un elemento di coesione, sarebbero difficili da articolare o, addirittura, produrrebbero suoni cacofonici. Quindi, si tratta di un elemento volto a creare armonia musicale all’interno di una frase.

Per utilizzarla in modo corretto bastano poche accortezze. Infatti, la d eufonica segue una regola molto semplice, spiegata dall’Accademia della Crusca, uno dei massimi esponenti di linguistica italiana. Vediamo cosa dice:

“L’uso della d eufonica, (…), dovrebbe essere limitato ai casi di incontro della stessa vocale, […]. Si tratta di una proposta di semplificazione […] ma dobbiamo comunque tener presente che la d eufonica non è un elemento posticcio, ma trova le sue radici nella struttura originaria delle due parole interessate che in latino erano et e ad.”
Accademia della Crusca
Linguistica Italiana

La D Eufonica

Ieri e Oggi

L’Accademia della Crusca è molto chiara sugli utilizzi della d eufonica, che è una eredità della lingua latina. Tuttavia, l’italiano è ancora una lingua viva e ciò significa che l’italiano cambia nel tempo. Quindi, se leggerai gli autori di fine ottocento, inizio novecento, molto probabilmente troverai la d eufonica usata in contesti che oggi sono ritenuti non corretti.

Vediamo alcuni esempi:

“Pinocchio si voltò e vide un grosso Grillo che saliva lentamente su su per il muro.
– Dimmi, Grillo: e tu chi sei?
– Io sono il Grillo-parlante, ed abito in questa stanza da più di cent’anni.
– Oggi però questa stanza è mia, – disse il burattino, – e se vuoi farmi un vero piacere, vattene subito, senza nemmeno voltarti indietro.”
Le avventure di Pinocchio
Carlo Collodi
Prima edizione: 1883
Letteratura italiana einaudi – pag. 11
edizione di riferimento disponibile su letteraturaitaliana.net
“Il padre Cristoforo camminava, con una consolazione che non aveva più provata, dopo quel giorno terribile ad espiare il quale tutta la sua vita doveva esser consacrata.”
I Promessi sposi
Alessandro Manzoni
Prima edizione: 1827
Letteratura italiana einaudi – pag. 71
edizione di riferimento disponibile su letteraturaitaliana.net
“Mio padre mi condusse ieri a vedere le scuole serali della nostra sezione Baretti, che eran già tutte illuminate, e gli operai cominciavano ad entrare.”
Cuore
Edmondo De Amicis
Prima edizione: 1886
Letteratura italiana einaudi – pag. 156
edizione di riferimento disponibile su letteraturaitaliana.net

Dagli autori del secolo scorso, fino a noi, l’Accademia della Crusca ha studiato come si è modificata la lingua italiana e si è espressa in modo chiaro su quelle che sono oggi le regole grammaticali secondo cui la d eufonica assolve la sua funzione.

Se hai deciso di intraprendere la carriera di scrittore professionista, scrivere, pubblicare e vendere il tuo romanzo, in self publishing o con una casa editrice, non puoi nasconderti dietro la scusa che Manzoni & Co. la usavano in un altro modo. Impara la regola e dimostrerai di conoscere gli strumenti del tuo lavoro, di avere la curiosità e l’umiltà di tenerti al passo con i tempi e studiare la tua alleata principale: la grammatica.

Come ogni regola, anche la d eufonica, ha le sue eccezioni. Vediamo alcuni casi in cui è corretto usare la d eufonica e le eccezioni consolidate che non seguono la regola generale.

La D Eufonica

Esempi pratici

Corretto

  • Ad avere;
  • Ad aggiungere;
  • Ed ecco;
  • Ed elementi;
  • Ed educare;
  • Od odorare (desueta).

Eccezione Consolidata

  • Ei ed io;
  • Ad esempio;
  • Ad eccezione;
  • Ad ogni;
  • Fino ad ora;
  • Dare ad intendere.

Errore

  • Ed ultimo;
  • Ad ottenere;
  • Ad indicare;
  • Ad oltranza;
  • Ed uscire;
  • Ed illustrare.

La D Eufonica

Casi particolari e lingue straniere

Ci sono tre casi in cui la d eufonica si deve evitare, nonostante la regola grammaticale. Vediamo insieme quali sono:

1. parole o nomi stranieri

Le parole straniere che iniziano con l’acca aspirata non vogliono la d eufonica. Per cui, occorre conoscere bene la lingua cui appartiene la parola la pronuncia corretta su internet o sul dizionario.

Oggi esistono dei siti che pronunciano la parola digitata. Uno di questi è Google Translate™ che, non sarà il massimo per tradurre professionalmente un testo, ma è un buon compromesso per un controllo veloce sulla pronuncia di una parola. Se invece vuoi essere sicuro e professionale allora ti consiglio un buon dizionario interattivo, come quelli della Zanichelli che, oltre alla definizione e alle curiosità storiche, per ogni lemma, sono dotati di un’icona audio per ascoltare la pronuncia delle parole.

  • Suono per piacere o hobby;
  • Dillo a Harry;

Aggiornamento: a causa del #Covid19 dal mese di marzo 2020 la Zanichelli mette a disposizione gratuitamente per 90 giorni i dizionari interattivi di lingua italiana, inglese, francese, tedesca e spagnola a questo indirizzo.

2. Inciso

L’inciso è una frase indipendente racchiusa all’interno di un’altra frase, solitamente segnalata da due virgole, due trattini o due parentesi tonde.
La presenza della virgola, del trattino o delle parentesi, a spezzare la frase principale rende superfluo l’uso della d eufonica, in quanto non c’è il rischio di creare cacofonia.

  • E, come ogni volta, è arrivato in ritardo;
  • E – che fortuna sfacciata – essendo lui l’unico erede, diventerà ricco!

3. armonia della frase

Abbiamo visto all’inizio che la d eufonica ha la funzione di creare armonia nella frase, evitando la formazione di suoni cacofonici durante la lettura o il dialogo.

Pertanto, quando la d eufonica, o la sua assenza, crea cacofonia, ovvero un suono disarmonico e sgradevole, allora è opportuno valutare se contravvenire alla regola grammaticale – prima di rompere le regole occorre conoscerle.

Nei tre esempi che seguono è opportuno togliere la d eufonica, nonostante la regola suggerisca di inserirla:

  • Fino ad adesso → Fino a adesso;
  • Ad adempiere → A adempiere;
  • Case ed edifici → Case e edifici.

Nei secoli il gusto estetico, la grammatica e la lingua italiana si sono evoluti. Perciò, questa regola è mutata nel tempo in base alle esigenze e alle evoluzioni linguistiche.

Occorre quindi ricordarne la ratio, cioè la ragione per cui esiste, che nasce dalla necessità di creare armonia all’interno di una frase. Pertanto, in caso di dubbio, è bene affidarsi al proprio istinto, leggere la frase a voce alta e valutare se l’insieme risulta armonico o cacofonico. Oppure, apri Google™ e verifica la versione più utilizzata.

Ho voluto iniziare questa M’editar is so good con la d eufonica, perché, nonostante sia molto semplice applicare, questa regola è spesso bistrattata o ignorata. Ciò denota uno scarso livello di conoscenza dell’uso corrente della lingua italiana e può rappresentare un pessimo biglietto da visita per chi vuole intraprendere la carriera professionale di scrittore e presenta il proprio manoscritto a una casa editrice.

Infatti, molto spesso gli editori, o gli editor con cui collaborano e che si occupano di valutare i manoscritti proposti, si limitano a vedere l’utilizzo della d eufonica all’interno dell’eMail (sì, devi stare attento anche a quella!), della sinossi e del manoscritto arrivato, prima di decidere se proseguire con la lettura dell’intera proposta editoriale o scartarla.

Per cui, occhi aperti e buona revisione!

Arrivederci alla prossima pillola,

Cristina Mantione


© Riproduzione riservata


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Parole in Linea
Mi chiamo Bianca, anche se la mia carta di identità dice altro, ma ormai le persone mi conoscono con questo nome e soprattutto sembra riescano a pronunciare meglio il cognome teutonico che quello ufficiale... Da qualche anno mi sono avvicinata alla traduzione, all'editing e alla correzione di bozze, studiando e facendo pratica e ora mi sto addentrando nell'ambito dal punto di vista professionale anche se, in effetti devo dire che, se vogliamo vederla sotto l'ottica della revisione, mi sono sempre occupata di editing, solo che prima facevo "editing aziendale e amministrativo". Dopo 10 anni passati a "litigare professionalmente" con avvocati e commercialisti, ingegneri e compagnia bella, ho capito che se sono sopravvissuta a loro posso affrontare gli autori... Del resto ormai sono a un bilancio dall'inferno e lì, si dice, di revisori ne cercano parecchi per rimettere in riga le anime.
https://www.paroleinlinea.com

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