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M’editar is so good: pillola #12

Ciao a tutti e benvenuti!

Bentornati all’ultimo episodio della rubrica M’editar is so good: pillole di autorevisione. Questa settimana ci occupiamo delle fonti, dove reperirle e come trattarle.

Le fonti

Prima regola del #WritingClub:
Documentarsi è importante.
Seconda regola del #WritingClub:
Sii critico quando ti documenti.
Terza regola…

… scrivi solo quando sei certo di una informazione.

Al pari della scrittura non-fiction, la scrittura narrativa necessita di una fase di ricerche, prima e durante la stesura del testo. Scrivere ciò che si conosce (cui ho dedicato una rubrica consultabile qui) è importantissimo per rendere le descrizioni fluide e i contenuti credibili.

Per un lavoro ottimale, si dovrebbe dedicare un periodo di ricerca prima di iniziare la stesura del romanzo. Creare una cartella dove inserire le informazioni relative ai luoghi, agli argomenti trattati, alle informazioni inerenti i personaggi, persino una cartella con le malattie, se queste sono importanti ai fini della trama o della risoluzione del conflitto.

Ancora una volta, la tecnologia viene in nostro soccorso. Fino agli ultimi anni del secolo scorso dovevamo andare nelle biblioteche, intervistare persone informate di avvenimenti, e argomenti, che volevamo trattare in una storia, leggere altri libri. Insomma, documentarsi nell’era pre-internet era piuttosto costoso in termini di tempo, spostamento e reperimento dei materiali. Oggi, invece, abbiamo a disposizione elementi audio-visivi, e possiamo intervistare le persone a distanza, tramite i programmi di chat e video-conferenza. Inoltre, il web è una fonte inesauribile di informazioni. Alcune vere, altre… Rivedute e corrette.

Cos’è una fonte

Viste le insidie della mancanza di ricerca all’interno dei tuoi romanzi vediamo però cosa si intende per fonte, dal punto di vista generale e storico. In questo articolo ci concentreremo sulla valutazione delle ricerche effettuate tramite internet. Tuttavia, per chi di voi deciderà di procedere con le ricerche “vintage” i principi da tenere conto in base al genere sono gli stessi. 

Una fonte è un oggetto, o un documento, dal quale si può ricavare una testimonianza sul passato. Ovvero, tutti i resti, materiali e immateriali, che raccontano le attività umane nel tempo.

Scegliere le fonti

La scrittura creativa, detta anche fiction, è un tipo di narrazione che utilizza le informazioni senza citare esplicitamente le fonti. Anzitutto, è necessario operare una distinzione tra i romanzi fantasy puri e i romanzi ambientati nel mondo reale, storici e ucronici.

Romanzo fantasy puro

Nel genere fantasy lo scrittore inventa un mondo completamente diverso da quello in cui vive. È il caso del Trono di spade, per esempio. Prima della narrazione ci troviamo di fronte alla mappa di Westeros, che ci guiderà durante la lettura. Ci sono lettori che amano studiarsi le mappe prima di immergersi nella lettura; altri preferiscono consultarla all’occorrenza.

Quando si inizia un’impresa come quella di George R.R. Martin la fase di documentazione è fine alla realizzazione di un nuovo mondo che risulti coerente e credibile. Difficilmente troverete la citazione delle fonti, o riferimenti espliciti a ciò che lo ha ispirato. Eppure, sono chiari i riferimenti al periodo medievale, sia per la tecnologia usata, che per i cavalieri nelle loro armature lucenti. Anche gli stemmi sono un richiamo alla nobiltà antica, all’onore di appartenere ad antiche famiglie, che comporta degli oneri. Meno evidenti, se non per gli appassionati di storia, sono di eventi e personaggi alla guerra delle due rose, avvenuta nel XV secolo; mentre per le ambientazioni George Martin è tornato un po’ più indietro, alla guerra dei cent’anni, fino a ispirarsi al Vallo di Adriano per la famosa Barriera.

Come vedete per creare un mondo nuovo, ma verosimile, è necessario conoscere i luoghi di cui si parla (come vi accenno in questo articolo) e il periodo storico di riferimento. La fantasia poi rielabora ambientazioni, personaggi e avvenimenti.

Ambientazione reale moderna, e storica

La situazione si complica quando avete intenzione di narrare vicende nel mondo reale. I lettori saranno più critici a ogni incongruenza, perché conoscono le regole di questo piano materiale. Ogni trasgressione, incoerenza, errore storico, di informazioni sarà recepito con maggiore velocità, e il rischio che il castello di carte che avete costruito crolli inesorabilmente è molto alto.

La scelta delle fonti, le informazioni da reperire prima, e durante la stesura, sono ancora più fondamentali. Nei romanzi ad ambientazione moderna e storica le informazioni sono contenute esplicitamente all’interno dei libri. Con questo non voglio dire che dovete inserire ogni singolo riferimento storico, subissare i vostri lettori di date. Basta utilizzare un episodio, o un luogo conosciuto, e il lettore lo collegherà all’epoca storica di cui state narrando.

Ad esempio,

se descrivete un inseguimento mozzafiato, fra le strade di Roma, passando sulla Tangenziale Est, nel tardo pomeriggio di una giornata lavorativa (in cui, magari c’è sciopero dei mezzi) probabilmente i lettori romani troveranno inverosimile una scena del genere, dato che la Tangenziale Est è – solitamente – intasata dal traffico. Se poi il racconto è ambientato negli anni cinquanta, a richiamare un James Bond ante-litteram, siete completamente fuori strada, perché i lavori della Tangenziale Est di Roma sono iniziati nei primi anni sessanta del secolo scorso1.

Il romanzo storico è ancora più delicato. Reperire le fonti relative a avvenimenti minori, e legarli coerentemente alle vicende dei personaggi da voi inventati, può rivelarsi terribilmente arduo. Si potrebbe pensare che, in questo caso, i lettori sono meno informati rispetto a un romanzo moderno, magari ambientato nella propria città di origine. Al contrario, chi ama il genere è molto preparato in storia e, spesso, potrebbe saperne più di voi. Sbagliare un riferimento, senza fornire una motivazione plausibile per cui si è deciso di distorcere un determinato evento storico, verrà visto come una mancanza di professionalità (di cui vi sto parlarndo nella rubrica Writiquette). 

Ambientazione ucronica

Questa è l’ambientazione che ho sentito spesso chiamare la terra di mezzo: siamo lontani dal fantasy, e non si tratta di una ambientazione realistica. Qui il mondo in cui viviamo e quello fantastico si intrecciano a metà strada. La base di partenza è la realtà che ci circonda: inizia in questo mondo e finisce con la vostra immaginazione.

Stravolgere la storia passata, inventare un futuro arbitrario, è complesso e richiede un lungo lavoro di studio alla base.

Le regole esistono per essere infrante. Però, prima devi conoscerle.”

Mai come per l’ucronia questo detto è stato più vero. Infrangere le leggi della fisica, morali, sociali che regolano questo mondo richiede una conoscenza pressoché perfetta sull’argomento. Cercare di modificare una città senza perderne l’identità può condannare il tuo libro, ed etichettarlo come un guazzabuglio inverosimile e incomprensibile. Per descrivere vividamente le scene devono essere nitide nella tua mente. Altrimenti i lettori non capiranno cosa gli stai raccontando e chiuderanno il tuo libro.

 

 

Qualità di una fonte internet

Internet ha aperto letteralmente le porte alla conoscenza. Siamo in grado di conoscere gli avvenimenti e le testimonianze su un evento praticamente in tempo reale. Il facile accesso alle informazioni e alla loro modifica sul web ha visto nascere quelle che oggi chiamiamo Fake News.

Per scrivere un romanzo realistico, specie se storico, occorre saper distinguere le informazioni veritiere da quelle fasulle, o parziali. Per cui si devono affinare alcune abilità per ricavare ciò che cerchiamo senza un dispendio eccessivo di tempo. Citare, o avvalersi di fonti parziali, o false, minerà la vostra credibilità (di cui parlo in questo articolo). Occhi aperti nella fase di ricerca delle fonti cui vi ispirerete per il vostro romanzo.

Parole chiave

Usare parole chiave generiche aprirà un mondo di informazioni generali. Mentre, il tuo romanzo ha bisogno di dati più approfonditi. Rifletti sulle parole da cercare, prova a scrivere la frase lineare “quali posate si usavano nel medioevo”

Verranno visualizzati vari risultati, a meno che non siate dei temerari e vi siate affidati dal tasto “Mi sento fortunato” di Google™. In quel caso la ricerca vi aprirà direttamente il primo risultato.

Se il brivido non fa per voi, inizia la fase di valutazione. Google™ ci dice che, per questa ricerca, eistono circa 25k risultati. Visionarli tutti sarebbe uno spreco di tempo immenso.

Valutare criticamente la bontà di una fonte internet

  1. Assicurarsi che sia un posizionamento per qualità e non per inserzione: quando sotto  al titolo compare la targhetta “Ann.” si tratta di articoli posizionati in alto dietro un compenso. Se non c’è questa dicitura già ci dice che l’articolo è ben posizionato per contenuti, seo, commenti, like, etc.
  2. Il nome del sito. Nel nostro caso si tratta di un sito che parla di cibo. Aprendo il link si scopre che, alla fine dell’articolo, sono state citate delle fonti. Questo è un ottimo punto di partenza per visionare anche quelle e farsi un’idea delle informazioni lette.
  3. Leggere più articoli sullo stesso argomento.
  4. Effettuare la stessa ricerca aggiungendo “bufala” o “fake news”. In questo modo potrete verificare, con ulteriori informazioni, quei dati che vengono smentiti da altri siti (seguite sempre i punti precedenti per valutare).

Conclusioni

Con questo articolo termina la rubrica M’editar is so good: pillole di autoediting. Sono lieta che mi abbiate accompagnata in questo percorso e, come ultimo regalo per autorevisionare i vostri testi, la prossima settimana ci sarà una pillola bonus sugli usi del congiuntivo.

Occhi aperti e buona revisione!
Parole in Linea

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