Su questo argomento sono state spese così tante parole da poterci rilegare il romanzo più lungo del mondo: pagine e pagine di drammoni, speranze disattese, uscite economiche degne di una finanziaria. Insomma, ogni volta che uno scrittore decide di uscire dal suo bozzolo e trasformarsi in autore pubblicato, ecco che il magico mondo incantato, con gli usignoli che cantano e fatine buone che svolazzano, si trasforma in una foresta maledetta piena di rovi avvelenati e indicazioni stradali scritte in braille.

«Autopubblicarsi o farsi pubblicare da una Casa Editrice? Questo è il problema!»

Scarti la prima via perché credi nella tua storia, l’hai scritta con passione e amore e, sei certo, le case editrici sapranno capire il suo potenziale. Anche perché – diciamocelo – l’idea di autopubblicarti, così d’emblée senza sapere dove mettere le mani, un po’ ti spaventa.

No? Allora che ci stai a fare qui? Corri a pubblicarti! E se lo hai già fatto: su! Su! Occupati del Marketing – che non significa spammare.

Pubblicare con una Casa Editrice

Se appartieni alla seconda categoria e preferisci cercare un editore, quale che sia la ragione della tua preferenza, la prima cosa da fare è inoltrare il tuo manoscritto a tutte le case editrici. Giusto? Giustissimo… se ti vuoi subito bruciare il romanzo.

Prima di inviare nel mondo la lieta novella, è il caso di acquistare una mappa dal negozio dell’esperienza (altrui) e capire quanto è insidiosa la Foresta dei Manoscritti Perduti.

Il modo migliore per bruciare il tuo romanzo è spammarlo a tutte le case editrici sul mercato.

Pubblicare con una casa editrice significa comunicare in maniera efficace che la tua storia può essere trasformata in un prodotto editorialmente vincente, in un mercato dove si pubblicano migliaia di romanzi ogni anno. L’editore, infatti, gestisce un’impresa e deve saper valutare la possibile remunerazione per ogni titolo, in quanto si assumerà dei costi. Hai letto bene.

L’editore si assume il rischio d’impresa, ovvero l’insieme delle responsabilità derivanti dalla gestione aziendale, che può comportare ricavi oppure perdite.

In altre parole, l’editore sostiene tutti i costi relativi alla pubblicazione del tuo romanzo, dalla revisione, all’illustrazione, fino al marketing e alla distribuzione.

Pertanto, è opportuno illustrargli il tuo progetto in modo esaustivo e professionale, tenendo presente che l’obiettivo è convincere l’editore a credere in te.

Definisci il tuo target

Correda il manoscritto con una lettera di presentazione, contenente alcune informazioni su di te, sul genere di appartenenza del tuo romanzo, e una sinossi esaustiva delle vicende narrate, ma andiamo con ordine: prima, individua il pubblico di destinazione per il tuo romanzo e le case editrici specializzate nel tuo genere.

Inviare il manoscritto a tutte le case editrici è un ottimo modo per ricevere rifiuti o silenzi estenuanti e dare un’idea poco professionale di te.

Quindi, armati di carta e penna e:

  • Stila un elenco del genere principale e secondario cui appartiene il tuo romanzo. Se hai dubbi, domanda ad amici e colleghi o cerca nei forum e sui social network;
  • Seleziona le case editrici che trattano il tuo genere e cerca le modalità di inoltro delle proposte editoriali.

Scegliere la rosa delle Case editrici

L’impulso di spammare nell’etere il tuo gioiello sarà grande. Tempo di reperire le eMail et voilà! Resisti! Ogni casa editrice ha una sua policy specifica per ricevere le proposte editoriali da parte degli (aspiranti) autori: alcune preferiscono il manoscritto cartaceo, altre l’inoltro via eMail. Di solito, è specificato nella sezione manoscritti o contattaci.

Ignorare le linee guida comunicate da una casa editrice è un chiaro segno di scarsa professionalità.

Sì, ma dove trovo le case editrici?
Internet è un oceano inesauribile di informazioni. Basta cercare con Google™ e troverai facilmente elenchi aggiornati di case editrici.

Qui viene il bello! Noterai che alcuni siti le catalogano in base ad alcune sigle: Tradizionale o Free, DB, CF o EAP. Cosa significano queste sigle?

CE Free, DB, CF, EaP: orientarsi tra le sigle

Le normative afferenti l’editoria non distinguono tra queste sigle, se non indirettamente, attraverso la legge sul diritto d’autore (L.D.A.) n. 633/41, nella quale si specifica che il proprietario dell’opera di ingegno – in questo caso, l’autore del manoscrittocede i diritti economici di pubblicazione e distribuzione all’editore, che sosterrà tutti i costi relativi, e le due parti – autore ed editore – dovranno pattuire un adeguato compenso, espressamente indicato nel contratto di edizione stesso. (Riassunto degli Artt. 118 e seguenti della L.D.A.)1:

L’articolo 118 della legge sul diritto d’autore n. 633/41:
“Il contratto con il quale l’autore concede a un editore l’esercizio del diritto di pubblicare per le stampe, per conto e a spese dell’editore stesso, l’opera dell’ingegno, è regolato, oltreché dalle disposizioni contenute nei codici, dalle disposizioni generali di questo capo e dalle disposizioni particolari che seguono.”

Sulla base di queste informazioni possiamo già distinguere tra due grandi categorie:

Editoria tradizionale (CE Free) ed Editoria a Pagamento (EaP)

La prima categoria, l’editoria a tradizionale o editoria free è quella di cui ti ho accennato sopra, la cosiddetta: la Casa Editrice Free che si assume il rischio di impresa e sostiene tutti i costi relativi alla revisione, pubblicazione, distribuzione e promozione di un romanzo.

La seconda, è l’editoria a pagamento, anche detta EaP o Vanity Press come dicono oltreoceano, e si distingue dall’editoria tradizionale free in quanto l’investimento economico non è sull’autore bensì dell’autore.

Nell’editoria a pagamento, editore non si assume il rischio d’impresa: l’autore paga un compenso per revisionare, pubblicare, distribuire e promuovere il proprio manoscritto e cede all’editore i diritti afferenti.

Ring any bell?

In pratica, nell’editoria a pagamento l’autore sostiene il rischio di impresa, cede i diritti del proprio sudato lavoro – perché, diciamolo, scrivere non è una passeggiata – all’editore, dal quale riceverà (nei tempi e nei modi previsti dal contratto) delle royalties sulle vendite, derivanti dal proprio investimento. Cosa cambia rispetto alla pubblicazione in self? I soldi pagati all’eap per collazionare il libro, distribuzione e i servizi pattuiti.

Le case editrici tradizionali tendono a scartare chi ha pubblicato in precedenza con una CEaP.

Nell’editoria tradizionale, quella che investe sull’autore, si tende a non pubblicare chi in precedenza si è lasciato abbindolare dalle lusinghe della Vanity Press, sia per non collegare il proprio brand a una pratica che si discosta dall’editoria, benché la legge non vieti di definirla tale, sia perché l’editore free, in quanto imprenditore, non è incline a investire denaro su chi non ha creduto in sé stesso al punto di pagare per pubblicare il proprio testo.

Doppio Binario (DB) e Crowdfunding (CF)

La continua evoluzione in campo tecnologico e digitale ha permesso l’avvento degli eBook, i libri digitali, e ha visto nascere una fiorente impennata di pubblicazioni – self e tradizionali. Ciò ha lasciato emergere modalità alternative per pubblicare un romanzo: le case editrici a doppio binario e il crowdfunding;

Personalmente, ritengo che l’unico modo sano per pubblicare con un editore, ovvero cedendo i diritti di sfruttamento economico e pubblicazione del proprio romanzo, sia mediante editoria tradizionale free, è bene conoscere anche le altre realtà.

Case editrici a Doppio Binario

Le case editrici a doppio binario sono normalissime aziende che hanno più core business (attività principali), divisi in settori differenti in base al rischio di impresa: una parte dell’azienda si comporta una casa editrice free, per cui si assumerà pieno rischio e i costi relativi al progetto editoriale intrapreso; l’altra, invece, richiede un compenso all’autore, se non direttamente per la pubblicazione, lo fa per i servizi afferenti il mondo editoriale: editing, correzione di bozze, illustrazione e grafica della copertina, distribuzione, pubblicità… o, peggio, tramite l’acquisto delle copie che, se non imposto, è caldamente consigliato. Ogni casa editrice a doppio binario stabilisce i criteri di pertinenza dell’uno o l’altro settore e a quali autori proporre un tipo di pubblicazione piuttosto che l’altro.

La richiesta di acquisto copie è una forma mascherata di contributo dell’autore alla pubblicazione.

Dal Doppio Binario al Crowdfunding: differenze e analogie

Negli ultimi anni, anche in Italia, è approdata una nuova possibilità di finanziare il processo di pubblicazione grazie a soggetti diversi dall’editore. Gli autori sono diventati più savvy (anche se qualcuno ci casca ancora) e tendono a evitare l’editoria a pagamento.  Molti vedono il doppio binario come un ibrido tra l’autopubblicazione e la pubblicazione a pagamento e, perciò, nella nuova realtà del crowdfunding il costo viene splittato in tanti soggetti diversi: i lettori finali.

Il crowfunding puro è una grande opportunità per chi ha un’idea valida, basti vedere al caso editoriale storie della buonanotte per bambine ribelli, e scarse possibilità economiche per realizzarla.

Sarò sempre dell’idea che finanziare, sia pure con pochi euro, un progetto strutturato, e in grado di migliorare le nostre vite, sia lecito, libero e soprattutto bellissimo.

Nel sostenere un autore, un progetto, ci sentiamo un po’ come i mecenati del Rinascimento, in versione low-cost. Questo avviene quando il proprietario dell’opera di ingegno, idea o progetto, è anche il destinatario delle donazioni, come persona fisica o tramite la sua società, e possiede il controllo diretto dell’impiego delle risorse.

Il Crowdfunding fa sentire gli investitori un po’ come i mecenati del Rinascimento, in versione low-cost.

Nel caso del crowdfunding letterario che si sta configurando in Italia, spesso compare un intermediario tra l’autore e, chi riceve le donazioni, che si occupa del loro impiego, la situazione potrebbe rivelarsi molto simile all’editoria a pagamento o al doppio binario, con la differenza che a pagare per la pubblicazione sono stati i lettori finali – i tuoi lettori – che potrebbero rimanere delusi dal prodotto finale, sul quale tu, autore, non hai nessun controllo. Ecco allora che il crowdfunding, se gestito male, può rivelarsi una nuova forma di editoria a pagamento 2.0.

Il crowdfunding sposta il rischio d’impresa dall’editore al lettore finale.

Chiaramente, non tutte le realtà di crowdfunding legate all’editoria sono per forza finalizzate ad aggirare l’ostacolo eap. Tuttavia, è sempre bene effettuare delle ricerche sulla società intermediaria che c’è dietro, leggere il contratto di edizione che si andrà a stipulare – magari chiedendo anche parere a un avvocato o nei forum di scrittura – domandare la testimonianza di chi ha pubblicato con la medesima società, il prezzo di copertina – nella mia esperienza avevano impostato € 20,00, che per un romanzo esordiente è un prezzo spropositato e fuori mercato: basti pensare che nemmeno i romanzi di Stephen King costano così cari; Un altro consiglio utile è leggere le anteprime dei romanzi e vedere se ci sono stati editing e correzione di bozze, la qualità delle copertine e se il romanzo arriva nelle librerie. In fondo, se è una casa editrice deve avere un distributore collegato alle librerie.

Personalmente, ho provato a vedere come funziona questa pratica, così come ho provato a vedere come funziona il torneo di IoScrittore, perché credo sia importante provare prima di parlare di una realtà, soprattutto nuova come questa, e me ne sono tirata fuori quando ho capito la modalità piramidale che mi era stata proposta.

Per cui, sconsiglio il crowdfunding letterario con un intermediario, mentre sono a favore del crowdfunding diretto dell’autore per autopubblicarsi con la qualità di un’opera degna di una casa editrice maggiore, ma il consiglio, per chi decide comunque di avventurarsi in questo genere di impresa è di essere consapevole del tipo di prodotto, dei risultati e dei compensi che si otterranno alla fine della campagna di raccolta fondi e che i i preordini non devono venire da parenti e amici: il tuo target sono lettori che non ti conoscono.

Differenze tra Casa editrice tradizionale free e Casa Editrice a Pagamento

Casa Editrice Tradizionale

  • Si assume il rischio d’impresa;
  • Guadagna sulle vendite del romanzo;
  • È motivato a promuovere il tuo romanzo (vedi sopra);
  • Sconsiglia lo spam selvaggio;
  • Ti riconosce delle royalties (compenso) in cambio della cessione dei diritti di pubblicazione e distribuzione del tuo romanzo, su tutte le copie vendute;
  • Seleziona attentamente i manoscritti proposti;
  • Potrebbe accettare nuove proposte editoriali solo in periodi di tempo (finestre) prestabiliti;
  • Si rivolge ai lettori;
  • Ha una linea editoriale definita;
  • Rispetta l’autore, anche in caso di rifiuto;
  • Non lusinga l’autore paragonandolo ai grandi della letteratura;
  • Un editore serio è regolare nell’invio dei report sulle vendite, senza doverlo sollecitare;
  • Non propone servizi aggiuntivi a pagamento;
  • Stabilisce formato, impaginazione, grafica, costo di copertina, etc.

Casa Editrice a Pagamento

  • Non si assume il rischio d’impresa;
  • Guadagna dagli autori e dalle vendite del romanzo;
  • La promozione non è prioritaria: ha già guadagnato dall’autore;
  • I consigli di promozione dipendono dalla realtà che si incontra;
  • Ti riconosce delle royalties sulle copie vendute o da una certa copia in poi;
  • Consiglia caldamente l’acquisto di copie da parte dell’autore o lo prevede esplicitamente nel contratto;
  • Seleziona attentamente gli autori;
  • È sempre disponibile alla valutazione (salvo rare eccezioni);
  • Contatta gli autori o sponsorizza l’inoltro dei manoscritti senza una linea editoriale definita;
  • Raramente rifiuta un manoscritto;
  • In caso di rimostranze e domande sui costi potrebbe far leva sulla vanità dell’autore o sulla sua insicurezza;
  • Si rivolge agli autori;
  • Può richiedere un pagamento per i servizi di correzione di bozze, editing e promozione del libro, e altri servizi aggiuntivi;
  • Stabilisce formato, impaginazione, grafica, costo di copertina, etc.

In questo articolo mi sono limitata a individuare le differenze più lampanti solo tra l’editoria free tradizionale e l’editoria a pagamento, perché l’editoria a doppio binario cambia per ogni società in base a variabili interne ed esterne e non fornirebbe un quadro comparativo esaustivo.

Altresì, la realtà del crowdfunding è un’opportunità relativamente nuova in Italia e come tale non è ancora possibile definire con precisione le molteplici modalità di gestione e finanziamento di un progetto, con e senza intermediario. Stilare differenze nette con l’editoria free mortificherebbe le potenzialità di un settore ancora giovane e ricco di possibilità.

Come avrai notato non ho elencato nessun nome, perché l’obiettivo di questo articolo non è quello di mettere alla gogna l’una o l’altra categoria, ma di aiutarti a valutare al meglio le opzioni a tua disposizione, per collocare sul mercato il tuo romanzo e ottimizzare le possibilità di guadagno.

Il mio consiglio, però, è di cedere i diritti solo dietro un equo compenso e mai pagare per pubblicare. Questo a prescindere dalla legge sul Diritto d’Autore che, peraltro parla chiaro.

Pagare per pubblicare denota una mancanza di sicurezza e lungimiranza, e sprofonda il tuo romanzo nell’averno dei manomalescritti a prescindere dalla qualità intrinseca della tua storia.

Inoltre, l’eterna domanda aleggerà nell’aria nei secoli dei secoli:

«Sono stato pubblicato perché valgo o perché ho pagato

Come già scritto sopra, personalmente, sono contraria a ogni forma di editoria diversa da quella in cui l’editore sostiene tutti i costi, cura l’editing e la correzione di bozze in modo oggettivo e riscontrabile (cosa non sempre scontata), ci tiene a realizzare una veste grafica accattivante e confezionare un prodotto di qualità oggettiva, partecipa attivamente alla promozione, e paga l’autore per ogni singola copia venduta, e non dopo aver venduto un certo numero di copie per le quali si tiene tutti i guadagni. 

Del resto, nel lavoro tradizionale cedi il tuo tempo e le tue competenze in cambio di uno stipendio. Nell’editoria vale lo stesso discorso, perché, quando svolta con serietà e professionalità, la scrittura è un lavoro, l’unica cosa che cambia è che tempo e competenze le hai già investite: ora sta all’editore decidere se investire le sue e credere in te e nel tuo progetto.

Tuttavia, l’obiettivo di questo articolo è meramente divulgativo, in quanto reputo importantissimo che ogni aspirante autore possa documentarsi e formulare una propria opinione in merito alla realtà editoriale italiana. Perciò, sentiti libero di giudicare le informazioni che hai letto come meglio credi e seguire la via che più ti è congeniale, ma una cosa lasciamela dire: punta sempre a chi crede veramente in te, al punto da sobbarcarsi di costi e incertezze per dar vita al tuo sogno.

Qual è la tua esperienza? Come hai reagito, se ti è capitato, alla richiesta di acquisto copie e pagamento per pubblicare? Condividi la tua storia nei commenti.

Buona pubblicazione,

1 Le informazioni riportate relative alle normative vigenti hanno mero valore informativo, e non sono da intendersi come sostitutive di una consulenza professionale da un avvocato abilitato e regolarmente iscritto presso l’ordine di categoria della sua città.

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Parole in Linea

Mi chiamo Bianca, anche se la mia carta di identità dice altro, ma ormai le persone mi conoscono con questo nome e soprattutto sembra riescano a pronunciare meglio il cognome teutonico che quello ufficiale... Da qualche anno mi sono avvicinata alla traduzione, all'editing e alla correzione di bozze, studiando e facendo pratica e ora mi sto addentrando nell'ambito dal punto di vista professionale anche se, in effetti devo dire che, se vogliamo vederla sotto l'ottica della revisione, mi sono sempre occupata di editing, solo che prima facevo "editing aziendale e amministrativo". Dopo 10 anni passati a "litigare professionalmente" con avvocati e commercialisti, ingegneri e compagnia bella, ho capito che se sono sopravvissuta a loro posso affrontare gli autori... Del resto ormai sono a un bilancio dall'inferno e lì, si dice, di revisori ne cercano parecchi per rimettere in riga le anime.

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