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Casa editrice o autopubblicazione

Pubblicare subito o investire tempo nella ricerca di una casa editrice? L’eterno dilemma, quasi quanto determinare se è nato prima l’uovo o la gallina.

Le motivazioni che possono spingere un autore a scegliere una delle due vie sono molteplici. Uno dei fattori più ingerenti, spesso, è la fretta. L’ansia di vedere il proprio lavoro confezionato, con una copertina e il titolo in bella vista in uno store online. L’ebbrezza di poter dire “Ho pubblicato un libro”. E diciamocelo, in qualche caso anche la possibilità tenersi gran parte delle royalties incide parecchio.

To be (published) or not to be?

Se l’unico motivo che ti sprona ad autopubblicare è la fretta di avere una risposta, in questo caso autoreferenziale, ti consiglio di fermarti un attimo e riflettere su come vuoi impostare la tua carriera letteraria. Per quanto, ormai, l’idea che l’autore autopubblicato venga scartato dalle case editrici sia stata sdoganata, ci sono alcuni aspetti che andrebbero valutati con maggiore calma e attenzione.

Sia chiaro che non ti sto scoraggiando ad autopubblicare. Al contrario, il mio intento è aiutarti ad autopubblicare in modo consapevole, illustrandoti tutta la mole di lavoro e costi che dovrai affrontare, in termini di esborso economico, tempo, organizzazione, e anche pensieri. Eh, già. Perché autopubblicare significa diventare manager di te stesso: dovrai interfacciarti con editor, correttore di bozze, illustratore, eventuali agente, avvocato e fiscalista; nonché di un esperto di marketing… A meno che tu non stia pensando di autopubblicarti alla sans façon (ti avverto: esiste un girone infernale per questo). Almeno per l’editing, la correzione di bozze e la fiscalità ti invito caldamente a provvedere esternamente anche in caso di autopubblicazione. Saper scrivere non significa saper revisionare, né tantomeno capire bene la tassazione afferente le royalties e la dichiarazione dei redditi.

Autopubblicazione chiavi in mano

Come abbiamo visto sopra, tra i motivi per autopubblicare c’è il tempo. Le case editrici impiegano molte settimane per rispondere, alcune mesi, altre potrebbero non contattarti mai. Ciò a prescindere dalla bontà del tuo testo. A questo punto che fare? Attendi un’opportunità che potrebbe non arrivare, oppure tenti la sorte e ti autopubblichi?

1. Tempo

Prima di imbarcarti nell’impresa, considera che il tempo risparmiato nel selezionare la casa editrice (vedi come) lo impiegherai in tutta una serie di attività satellite alla pubblicazione.

Prima di arrivare a caricare il tuo testo sugli store dovrai occuparti di:

  • Editing:

autopubblicare non ti esime dal proporre un testo di qualità, con una trama coerente e personaggi solidi; Anzi, con la tendenza che c’è stata, negli ultimi anni, a scrivere e caricare un libro online senza correzione alcuna, se non autocorrezione, ha reso i lettori sempre più esigenti quando si tratta di autopubblicazione. Un conto è voler pulire il proprio testo prima di consegnarlo a un professionista (vedi qualche consiglio nella rubrica m’editar is so good), ben diverso è pensare di poter individuare le incoerenze della propria storia da soli. Ricordi cosa ti diceva l’insegnante di italiano durante i temi? “Aspetta a rileggerlo. Lascialo riposare, altrimenti non vedrai gli errori“.

Poi, che c’era poco tempo e stavamo imparando, per cui gli errori non li avremmo visti neanche con il binocolo, è un altro discorso. Però, per i romanzi vale lo stesso discorso. A maggior ragione, perché non si tratta di un tema di sei colonne. È un mondo che hai creato tu e di cui conosci ogni minimo dettaglio. Per cui è facile dare per scontate informazioni e creare buchi di trama e incoerenze;

  • Correzione di bozze:

l’autopubblicazione non giustifica la presenza di refusi e l’impaginazione sommaria; Anche qui, il mercato invaso da self pieni di refusi, danneggia chi invece ha avuto cura di investire tempo e denaro per la revisione e l’impaginazione. Per cui, vale il principio delle scuole private: devi studiare il doppio rispetto agli studenti una scuola pubblica per essere apprezzato allo stesso modo.

  • Illustrazione grafica per la copertina:

a meno che tu non sia un grafico professionista, o un illustratore, dubito tu riesca a realizzare una copertina efficace e accattivante, che rispetti i canoni del marketing. Inoltre, se prevedi un cartaceo, dovrai preparare due copertine: per l’e-book sono sufficienti la prima e la quarta di copertina (che non viene mai visionata, infatti alcuni la omettono), mentre per il cartaceo dovrai fornire la famose quattro facciate. Sei sicuro di riuscire da solo? Potresti essere l’eccezione alla regola. Però, fossi in te punterei su un professionista;

  • Gestione del cartaceo:

quasi tutti gli store online, al giorno d’oggi, si occupano della stampa e spedizione delle copie cartacee vendute (mentre per la distribuzione nelle librerie è un discorso più complesso). Tuttavia, dovrai impostare il formato cartaceo del tuo libro. Ciò potrebbe richiedere più di qualche prova, soprattutto se non hai mai impaginato un libro destinato alla stampa tradizionale; In termini di tempo, e acquisto copie di prova, è un costo da valutare;

  • Stesura della quarta di copertina;

come abbiamo visto in questo articolo, la quarta di copertina (che è diversa dalla sinossi) è il primo testo del tuo libro che il lettore vedrà, dopo la copertina; Per cui è importante che sia scritto in modo da lasciar intuire la trama e incentivare la lettura. Una scelta saggia è lasciarlo scrivere a terzi, che hanno letto il libro, ma non conoscono tutti i retroscena;

  • Scelta del titolo:

sicuramente, hai già il tuo titolo bene in mente. Magari, è la prima cosa che hai deciso. immagini già la copertina con quel nome sopra, addirittura hai scelto i segnalibri da regalare ai fan. Bene, meraviglioso. Sicuro sia il titolo adatto? Magari cambiarlo potrebbe essere la scelta giusta.

  • Piano marketing:

autopubblicare significa diventare l’editore di te stesso. Una casa editrice seria si occupa anche della promozione dei propri titoli, e certamente non si muove il giorno della pubblicazione. Qualora tu sia un esperto di marketing che ha deciso di scrivere un libro saprai meglio di me come muoverti. In caso contrario, informati prima di stabilire la data di uscita del tuo romanzo. La promozione porta via tantissimo tempo e richiede pianificazione;

  • Consulenza legale:

la prima cosa che viene in mente, quando si parla di avvocati, in ambito editoriale, è far causa a qualcuno per problemi contrattuali, o di royalties: Dio te ne scampi e liberi! Prima di arrivare a litigare cerca di dirimere sempre pacificamente le controversie. Ogni avvocato saggio ti dirà che “la causa vinta è quella che non inizia”. Certo però dovrai leggere i contratti papirici degli store online, che spesso sono più lunghi e complessi di quelli di una casa editrice italiana di dimensioni medio-piccole; prima di firmare e cedere i tuoi diritti, assicurati di ottenere in cambio condizioni accettabili e di comprendere bene tutte le clausole;

  • Fiscalità:

di solito, gli editori pagano dopo la pubblicazione del libro, ovvero semestralmente, o a fine anno. La maggior parte degli store online, invece, riconosce le royalties ogni trenta giorni (Amazon), o trimestralmente. Il che significa che potresti trovarti a dover emettere un documento fiscale appena un mese dopo la pubblicazione. Come fatturare? Apri la partita IVA? È presto? Ne hai già una, ma svolgi un lavoro differente? Sono tutte domande da porti prima di autopubblicare. Inoltre, per alcuni store dovrai anche compilare il temuto modulo w8-ben, per evitare la doppia tassazione, per quei paesi che hanno degli accordi con l’Italia, qualora la piattaforma di autopubblicazione che scegli abbia una sede estera (vedi Amazon). Onestamente, non è la cosa più complicata del mondo, però ogni situazione fiscale è a sé stante e si tratta di una dichiarazione valida in termini di legge e fiscalità.

2. Denaro

Pensavi avessi finito, di’ la verità! Purtroppo mio caro, se pensi che il tempo sia l’unico costo da mettere a bilancio devo a malincuore darti una brutta notizia.

Già, perché tutti i servizi, di cui ti ho parlato sopra, vengono forniti da professionisti che hanno studiato e, in alcuni casi si sono abilitati a un ordine professionale dopo anni di praticantato. Per cui, se vuoi confezionare un prodoto professionale e venderlo dovrai metter mano al portafoglio. Con questo non voglio dire che avrai bisogno di ogni singola figura che ti ho descritto, però almeno editing, correzione di bozze e illustrazione la affiderei a professionisti del settore. Ci metteri anche il marketing (almeno segui un corso base per farti un’idea. Anche online), ma capisco che la revisione professionale e la grafica hanno già preso una parte cospicua nel processo di pubblicazione, e non sempre le risorse economiche da investire sono presenti o vale la pena farlo in termini di costo-ricavo.

A questo punto, credo ti sia chiaro il motivo per cui un editore free valuta con tanta accortezza se investire su di te, prima di avanzare una qualsiasi proposta editoriale.

3. Psiche

Scrivere un libro e pubblicarlo è un grande atto di coraggio: stai lasciando andare un pezzo di te, che altri potranno leggere. Dalle righe che hai scritto, attraverso i personaggi e le loro azioni trapeleranno le tue idee, la tua personalità, le tue scelte e i tuoi gusti. È inevitabile. Per quanto tu sia bravo a mascherare le tue emozioni, ciò in cui credi, e a dare vita a personaggi diversi da te, alla fine è il tuo mondo: è impossibile che tu non ci sia.

Sogni, speranze, gioie e delusioni. Mettile in conto. Il libro potrebbe essere un successo, oppure un fiasco. Magari avrà una crescita lenta, una copia alla volta, come uno stillicidio. L’aspettativa potrebbe essere gelata da una recensione negativa, o da nessuna recensione.

Insomma, la spesa emotiva potrebbe essere una voce da considerare e non ci sarà l’editore a darti l’acqua al pit-stop: è una maratona in solitaria.

Zona di Comfort & Opportunità

La scelta finale spetta a te. Nessuno potrà, né dovrà, dirti come comportarti. Come pubblicare. Solo tu. Ogni scelta, finché non è editoria a pagamento, è quella giusta.

Certo, tu ora potresti domandarmi la differenza tra l’editoria a pagamento e l’autopubblicazione: semplice, con la prima stai dando il tuo denaro a una persona che guadagna sulla stampa del tuo libro che poi rivenderà a te, sottoforma di contributo copie; nel secondo caso, decidi di diventare l’editore di te stesso e investi su professionisti che ti aiuteranno a realizzare un prodotto di qualità che venderai ai lettori.

Per molti versi, scegliere la casa editrice può essere vista come una zona di comfort. Aspetti che qualcuno ti scelga, prenda il tuo libro, lo elabori, studi una veste grafica commercialmente vincente, si occupi della stampa cartacea, della distribuzione, promozione e tu devi solo scrivere (e promuovere nel tuo piccolo). Mentre, chi si autopubblica ha maggiore iniziativa e libertà decisionale.

La verità è che non esiste una risposta univoca: dipende da te. Dalla tua personalità, se sei una persona in grado di autogestirti, e sai relazionarti con tante figure professionali diverse; o, se invece preferisci un intermediario che ti aiuti nel processo di pubblicazione e di tutti gli aspetti più tecnici. L’unica cosa che posso dirti con certezza è che ognuno ha il proprio lavoro: non puoi essere contemporaneamente scrittore, editor e correttore di bozze di te stesso, grafico, pubblicitario, legale, fiscalista, etc.

Tu sei un professionista della scrittura, ed esattamente come tu vuoi riconosciuta la tua professionalità, riconosci agli altri la propria.

Spero che questo articolo ti abbia aiutato a prendere una decisione ponderata e consapevole.

Buona pubblicazione,

Parole in Linea

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