Editoria Marketing

Diversamente Marketing: lo spam

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Diversamente marketing – lo spam

Impara a promuoverti in modo sano

La parola spam deriva dalla contrazione di spiced ham ed è il marchio di una carne in scatola, prodotta dalla società americana Hormel Foods Corporation.

Durante lo sketch dei Monty Pithon la parola spam viene pronunciata dalla cameriera in ogni pietanza presente sul menu, al punto da diventare indesiderabile.

In origine era lo Spam

Dai Monty Pithon al marketing

Spam

Il termine spam viene utilizzato con intento ripetitivo, ed elemento di disturbo, per la prima volta nel 1970, durante nello sketch Il circo volante dei Monty Pithon1.

Da allora, la parola spam è entrata nel nostro quotidiano con il significato di comunicazione ripetitiva e monotematica, in ambito pubblicitario

Data la sua caratteristica di invasività, la maggior parte delle volte, lo spam avviene senza il permesso del destinatario, che si limita a cestinarla: da qui il nome di Junk mail – posta spazzatura – di un certo tipo di posta.

Fino a qualche anno fa, questo fenomeno si limitava alla sola corrispondenza fisica, che riempiva – e riempie – le cassette delle lettere di tutto il mondo, almeno di quello civilizzato e dedito al consumismo, interessando il garante della privacy a disciplinare le comunicazioni indesiderate all’articolo 130 e seguenti del Codice della Privacy, sollevando il problema del trattamento dei dati personali.

Con l’avvento di internet la forma più frequente di spam è diventata quella  virtuale: newsletters, eMail pubblicitarie e interazioni sui social network. Soprattutto in questi ultimi è molto diffusa la modalità di richiesta di amicizia finalizzata a spammare i propri contenuti molesti via messaggio privato o, nei casi più eclatanti, direttamente sulla bacheca del nuovo amico.

Purtroppo, l’editoria non è esente da questo discutibile sistema di propagazione delle opere, complici i due fattori rivoluzionari degli ultimi dieci anni: il selfpublishing e la diffusione capillare dei social network. Chiaramente, questi due strumenti, da soli, non sono la causa principale dello spam, bensì il motore e il mezzo di condivisione più rapido.

Infatti, lo spam è frutto della decisione consapevole di bombardare mediaticamente altri utenti con i propri contenuti ridondanti, a prescindere dal grado di effettivo interesse.

Lo scopo dello spam può essere legale (vendita) o illegale (truffa).

Parole in Linea si occupa solo di editoria e scrittura creativa. Pertanto, in questi articoli, mi limiterò a trattare il caso in cui la finalità dello spam sia unicamente la vendita di un romanzo.

 

Caratteristiche

Come riconoscere lo spam

Quando ti imbatti in uno spammatore cerchi di liberartene al più presto. Questa forma di promozione viene percepita dall’utente finale come profondamente negativa e, spesso, funziona da deterrente all’acquisto.

Quante volte ti è capitato di ricevere un messaggio su Facebook®: “Compra il mio libro favoloso!” e aver bloccato la persona alla velocità della luce?

Se non ti è mai capitato puoi ritenerti un miracolato. In caso contrario, soffriamo insieme e vediamo gli elementi essenziali per etichettare un messaggio pubblicitario come spam.

 

È spam quando:

  • Il saluto è un optional (triste, ma vero);
  • Non conosci il mittente. Magari, è un autore di cui non hai mai sentito parlare, speri voglia solo interagire e SBAM! Ti invia in privato la richista di like/link ad Amazon & affini in mezzo nanosecondo;
  • Il romanzo proposto non appartiene a nessuno dei generi che ti piace leggere;
  • Vieni contattato con una scusa e quando rispondi o apri il contenuto, scopri che si tratta di materiale pubblicitario;
  • Non hai mai chiesto informazioni sul romanzo proposto;
  • Il messaggio contiene un giudizio – generalmente positivo – sul romanzo: stupendo, bellissimo, bestseller, affascinante, coinvolgente;
  • Chiamata all’azione: acquista, compra, prenota oggi!
  • Esclusività e scarsità: “Solo per oggi il mio coinvolgente romanzo, per te, al 99% di sconto, se acquisti anche gli atri ventordici che ho scritto. Non lasciarti scappare questa offerta clamorosa!”;
  • Invio reiterato: alla fine, per disperazione, ti ricordi di quella persona, ma non è un bene, perché la ricolleghi al suo modo molesto di proporti l’acquisto del suo libro;
  • Tempistiche di comunicazione serrate: spesso, lo spammatore seriale non guarda nemmeno a chi invia la proposta di acquisto. Perciò, nella maggior parte dei casi, non si renderà conto se ti ha mandato lo stesso messaggio il giorno prima o un mese prima (già più raro);
  • Sul suo profilo, gruppi cui aderisce, insomma, ovunque si trovi, al 99%, lo spammatore parla sempre, solo e soltanto del proprio romanzo;
  • Copertina titolo, estratti del libro e recensioni – solo positive – vengono condivise pressoché ovunque;
  • Il dubbio che si tratti di spam ormai non ti sfiora nemmeno più: è una certezza!
  • Lo spammatore approfitta di ogni discussione per parlare del proprio libro;
  • Tagga a caso persone tra i propri contatti per ottenere attenzione e proporgli il proprio libro o far vedere che è seguito;
  • Ti insulta, se gli rispondi che non ti interessa o ti permetti di fargli notare quanto sia offensivo e maleducato questo approccio.

Queste valgono in particolar modo per i gruppi sui social network:

  • Presentarsi è superfluo: il primo messaggio è promozionale;
  • Lo spammatore non risponde ai commenti, soprattutto a quelli di protesta;
  • Spesso, lo spammatore non torna più su un gruppo, almeno fino alla prossima spammata: quello che hai da dire non gli interessa, sei solo un portafoglio virtuale. Zitto e compra!

Come avrai notato, non si parla della qualità del testo, della copertina o degli estratti: lo spam esula dalla bontà del testo proposto. Però è sicuro, come la pioggia nel weekend, che spammare danneggia sia un testo scadende, sia uno di qualità, con l’aggravante che quest’ultimo si brucia la possibilità di essere apprezzato dai lettori e l’autore potrebbe precludersi collaborazioni professionali da parte di editori tradizionali e gratuiti (se non conosci al differenza tra editore free ed eap, leggi questo articolo) che si occupano di marketing in modo serio e non apprezzano questo comportamento.

La sottile linea rossa tra il Social Media Marketing e lo Spam

“Cugino” vs. Professionista

Sicuramente, ti starai chiedendo qual è la differenza tra il social media marketing, ovvero la pubblicità sui social network e lo spam selvaggio.

Bella domanda.

Quella che chiamiamo banalmente pubblicità è il risultato di anni di studio e interdisciplinarietà, volta a ca(r)pire i gusti delle persone e proporre loro un prodotto facendolo sembrare esattamente l’oggetto del loro desiderio più recondito o semplicemente ciò di cui hanno bisogno in quel momento.

Perciò, capirai bene che in un semplice articolo non si può tirare fuori la ricetta della pubblicità del secolo. Però, direi che si può iniziare con il rispetto.

Aridaje!


Sì, lo so. Sono monotematica, una spammatrice del rispetto, se vogliamo. Però tutto parte da quello. Hai scritto un libro? Vuoi proporlo? Almeno ricordati che il lettore è importante sia come persona, sia come possibile acquirente.

Se hai ancora qualche dubbio leggi il patto con il lettore quel contratto non scritto che si stipula tra autore e lettore ogni volta che si propone un romanzo sul mercato.

Perciò, iniziamo dal saluto. Sarà banale, ma tanti messaggi di spam che ho ricevuto iniziavano direttamente con “Ecco il nuovo bestseller… Compra una copia qui”.

Insomma, non ero neanche degna di un semplice ciao. La pubblicità è comunicazione, come il tuo libro del resto. Certo, il messaggio di un romanzo è un po’ diverso, ma alla fine, che tu sia un pubblicitario o uno scrittore, in entrambi i casi, ti rivolgerai a una persona cui, relativamente, con le tue parole, potrai cambiare la vita: sta a te decidere se in meglio o in peggio.

Di sicuro se spammi, la sua vita peggiorerà, ma anche la tua non trarrà grandi benefici, ma vediamo qualche aspetto che differenzia il social media marketing dallo spam.

Chiaramente, questo elenco non ti renderà un mago della pubblicità. Sono semplici consigli di buon senso per aiutarti a capire come evitare lo spam e crocifiggerti da solo nell’Olimpo Degli Autori Molesti. Se ti avvali di un professionista del settore, segui le sue indicazioni.

Molti si rivolgono a parenti e amici o, purtroppo, vengono raggirati da chi si spaccia per professionista, pur non avendo le reali competenze per gestire professionalmente una campagna promozionale in campo editoriale. I cosiddetti cugini sono sempre in agguato. Costano poco e promettono faville, salvo poi rivelarsi petardi contraffatti che si spengono appena finita la miccia.

L’ideale sarebbe potersi permettere un professionista. Tuttavia, dato che un pubblicitario costa. Perciò, almeno all’inizio o finché non deciderai di avvalerti delle sue competenze, tieni sempre a mente i punti che seguono, perché ti renderanno la vita più semplice e, soprattutto, ti eviteranno discussioni, pubblicità negativa o, peggio, insulti da chi è esasperato dalla pubblicità invasiva.

  • Il lettore è al centro della comunicazione;
  • Crea contenuti che possano intrattenere le persone cui appartiene il genere che tratti;
  • Parla poco del tuo romanzo, lasciati conoscere;
  • Valuta le persone che interagiscono con te, per capire chi potrebbe essere interessato a un messaggio promozionale;
  • Instaura un dialogo con le persone che leggono il genere di cui scrivi e, se ti sembrano interessate al tuo romanzo, introduci l’argomento o chiedi direttamente se puoi condividere il link del tuo libro o un estratto;
  • Cerca dei gruppi dove si possono condividere gli estratti dei propri romanzi;
  • Iscriviti a gruppi di lettura o scrittura, e condividi la tua pagina autore (mi raccomando all’immagine pubblica) nelle giornate dedicate, e solo in quelle.
  • Lascia che siano gli altri scrittori a consigliare il tuo romanzo, sono pur sempre lettori, ma più esigenti in quanto conoscono le dinamiche e le strutture narrative che si nascondono dietro a una buona storia.
  • Se hai dubbi domanda ai tuoi colleghi scrittori come comportarti oppure ai gestori dei gruppi;
  • Partecipa ai contest di scrittura sui gruppi;
  • Interagisci anche con altri scrittori – che sono prima di tutto lettori –, e lettori semplici, parla di scrittura, di narrativa, dei romanzi che ti piace leggere;
  • Ruba con gli occhi: vedi come si promuovono gli altri scrittori – che non spammano – e adotta i comportamenti che trovi più congeniali alla tua situazione. Se siete in buoni rapporti puoi anche chiedere consigli. Ci sono molti scrittori che amano condividere la conoscenza, che poi è l’essenza dei libri.
  • Segui la pagina o un gruppo di un Social media Marketing: al pari dei blog di scrittura, esistono esperti di marketing che parlano della propria professione e dispensano consigli utili;
  • Cerca un corso online, o un bel libro su come condividere i tuoi lavori in modo efficace;
  • Rispetta le tempistiche: tra una condivisione e l’altra lascia passare del tempo;
  • Comportati come vorresti che un altro autore si rivolgesse a te;

Per quanto il marketing sia una materia vasta e complessa, puoi addentrarti nella giungla della promozione con pochi semplici passi, che ti torneranno utili anche quando deciderai di avvalerti di un social media manager professionista o verrai pubblicato da una casa editrice che si occupa attivamente della promozione (qui c’è qualche consiglio per sceglierne una), perché tu sei il primo agente di te stesso e dovrai sempre promuoverti.

Se questo articolo ti è stato utile condividilo, aiuta gli altri autori a non spammare.
Buona condivisione,

Parole in Linea

© Riproduzione riservata

Parole in Linea
Mi chiamo Bianca, anche se la mia carta di identità dice altro, ma ormai le persone mi conoscono con questo nome e soprattutto sembra riescano a pronunciare meglio il cognome teutonico che quello ufficiale... Da qualche anno mi sono avvicinata alla traduzione, all'editing e alla correzione di bozze, studiando e facendo pratica e ora mi sto addentrando nell'ambito dal punto di vista professionale anche se, in effetti devo dire che, se vogliamo vederla sotto l'ottica della revisione, mi sono sempre occupata di editing, solo che prima facevo "editing aziendale e amministrativo". Dopo 10 anni passati a "litigare professionalmente" con avvocati e commercialisti, ingegneri e compagnia bella, ho capito che se sono sopravvissuta a loro posso affrontare gli autori... Del resto ormai sono a un bilancio dall'inferno e lì, si dice, di revisori ne cercano parecchi per rimettere in riga le anime.
https://www.paroleinlinea.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Solve : *
19 + 7 =