Serie di articoli della Writiquette – Writing Etiquette – con esercizi per creare una immagine di scrittore professionista.
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Writiquette #2: i social network

Riassunto

Bentornato al secondo episodio di Writiquette,

nel primo articolo abbiamo parlato delle qualità fondamentali cui uno scrittore professionista dovrebbe possedere. Chiaramente, possono adattarsi a qualsiasi professione, ma nella scrittura diventano ancora più importanti a causa della duplice natura di hobby-professione.

Il diavolo si annida nei dettagli

Nella società odierna la prima vetrina di uno scrittore è il social network. Prima ancora di pubblicare, presentare e promuovere il proprio libro l’autore è una persona. Quando apre un account social tenderà a interagire con altre persone, a mostrare aspetti della propria vita personale e lavorativa a futuri potenziali lettori.

Esistono alcune piattaforme dedicate in modo esclusivo al mondo lavorativo, come può essere LinkedIn®, e piattaforme dove si può scegliere se comunicare al mondo virtuale un’immagine privata o professionale.

Nel caso dello scrittore le due figure tendono a essere confuse, vuoi perché la scrittura riveste molteplici funzioni, ma anche perché c’è molta promiscuità sulla promozione professionale di un prodotto in vendita e lo spam di un testo scritto e caricato su internet. Nel mezzo esiste l’equilibrio, ed è quello cui dovrai tendere: promuovere te stesso, i tuoi lavori comunicando in modo professionale senza che la persona offuschi l’autore, e viceversa.

Decidi quindi i social network sui quali concentrarti e stabilisci la linea guida che intendi seguire.

Social Network lavorativi

In questo tipo di piattaforma la comunicazione dovrebbe essere sempre formale e rispettosa: evita il tu quando contatti le persone e cerca di mantenere un linguaggio adatto alla professione che svolgi. Non importa se curi un blog o sei un autore affermato: cura tutto ciò che scrivi e dividi lavoro e vita privata.
Nei social lavorativi non interessano post sul tuo ultimo pranzo, o la situazione sentimentale: concentrati sul percorso formativo e lavorativo, e crea un’immagine adatta al ruolo che ricopri. Mantieni un tono educatamente distaccato nelle discussioni, perché anche in queste piattaforme potrebbero innescarsi dei flame. Stanne lontano. Mostrati costruttivo e, se commetti un passo falso, un refuso, un lapsus nei tuoi post, o nei commenti, ringrazia chi ti fa notare l’errore e vivi l’esperienza come un’occasione di crescita.

“Chi agisce sbaglia. Chi non commette mai errori semplicemente non agisce.” 

Social Network misti

Esistono poi le piattaforme, come Facebook®, dove è possibile curare un account privato, una pagina personale o commerciale, e un gruppo. C’è persino la possibilità di aprire una vetrina virtuale per mostrare i propri prodotti. Questo tipo di social network sono i più insidiosi. Le persone che si iscrivono non sono necessariamente interessate al mondo lavorativo. Molti aprono un account per raccontare la propria vita, fotografare il cibo e interagire con le altre persone. Alcuni sfruttano le potenzialità di mercato che la piattaforma offre, altri mescolano i due aspetti.

Il rischio di interagire in un mondo aperto è quello di dimenticare che ogni tuo gesto, ogni tua frase è sotto i riflettori anche dal punto di vista professionale.

Evita quindi post polemici, denigratori, politici, religiosi, a meno che tu non sappia affrontarli con rispetto e maturità, e rivolgiti sempre in toni educati verso le altre persone.

In questo ambiente non è necessario dare del lei, però può capitare di incontrare persone che preferiscono una certa distanza nei primi contatti.

Bacheca privata

Valuta la situazione: usa un tono colloquiale quando scrivi sulla tua bacheca personale, condividi i tuoi interessi – lascia perdere i tuoi libri – parla di te, lasciati conoscere, parla dei romanzi che hai letto, soprattutto quelli di autori che non conosci, e cerca di coinvolgere i tuoi amici facebook® nelle discussioni.

Pagina dedicata

Prima o poi arriva il momento in cui scegli di aprire una pagina dedicata al tuo lavoro. L'errore peggiore che puoi commettere è creare un clone della tua bacheca privata. La pagina dovrà mostrare il tuo lato professionale: l'Autore.

Condividi le tue emozioni, i processi creativi, i momenti in cui sei alle prese con un capitolo coinvolgente, o particolarmente pesante, un manuale o un corso di scrittura che stai seguendo, le uscite dei tuoi libri, le citazioni, le recensioni – non solo quelle a cinque stelle, mi raccomando – ringrazia i tuoi lettori, i fan affezionati, condividi le piccole grandi gioie del tuo percorso letterario, e soltanto quello. Al massimo puoi ringraziare i tuoi collaboratori, un illustratore particolarmente bravo, ma cerca di rimanere imparziale.

Evita di scambiare recensioni e post pubblicitari, e soprattutto di creare una pagina con il nome del libro. Altrimenti quando pubblicherai il successivo dovrai trovare un modo per trasferire il tuo seguito da una pagina all'altra (rinominare la pagina ogni volta non è un buon escamotage).

Se curi un blog, come Neil Gaiman, puoi limitare l'uso professionale di facebook® a una pagina con vetrina dove comunicare gli eventi salienti. L'importante è non mescolare l'autore con la persona inondando i lettori di informazioni diverse da quelle che realmente cerca chi visita la pagina di uno scrittore: le nuove uscite dei tuoi libri, gli eventi, le citazioni, le recensioni, partecipazioni alle fiere e aggiornamenti.

Gruppi

Un ottimo modo per crescere e confrontarti con le persone è partecipare ai gruppi di lettura e di scrittura. Sono punti di aggregazione molto eterogenei. Alcuni sono caotici e pieni di spam, ma se cerchi bene esistono delle piccole perle organizzate per favorire le discussioni pacifiche, la condivisione dei propri lavori, e i confronti su dubbi e gusti letterari.

Anche qui, dovrai curare la comunicazione, rileggere ogni tuo post prima, e dopo averlo postato, mostrare una prosa pulita e curata – che non significa aulica e pomposa – e rivolgerti educatamene verso ogni interlocutore. Cerca di limitare il turpiloquio. Leggo spesso autori, aspiranti o che hanno alle spalle qualche pubblicazione, che colorano i propri post di parolacce. L'italiano è una lingua ricca di termini: sicuramente, ne esisterà una che sostituisce il turpiloquio che hai in mente. Mostrati professionale: ogni tuo post è una vetrina, l'ho scritto sopra, e non mi stancherò mai di ripeterlo.

Post sgrammaticati, punteggiatura errata, parolacce e ridondanze sono un pessimo biglietto da visita per i potenziali lettori.

Poi, certo, come dice il grande Gigi Proietti, ci sono volte in cui non si possono usare altre parole, ma direi che si tratta di casi molto limitati, da gestire con abilità per mantenere sempre un tono adeguato, e non scadere nella volgarità.

Messaggi privati

Questa funzione è una terra di mezzo, una sorta di zona grigia in cui ci sono due scuole di pensiero:

  1. Siamo su un social e io socializzo;
  2. Il messaggio privato è l'equivalente virtuale dell'sms o della telefonata, lo uso con cautela.

Quando contatti una persona tramite il servizio di messaggistica del social network, magari per parlargli del tuo meraviglioso ultimo libro, che dovrebbe assolutamente acquistare (allarme spam!), hai infranto... molte regole, e sappi che esiste un girone apposta per le persone come te.

Il messaggio privato può rivelarsi uno strumento di comunicazione potentissimo o l'equivalente del porta-a-porta che vuole venderti un'aspirapolvere, che – guardacaso - ha la forma di un libro e,  persino, una coloratissima copertina.

Se stai usando la messaggistica per intesere nuove relazioni, o chiedere informazioni sii rispettoso, usa il registro più adatto al tipo di piattaforma usata: su LinkedIn è fortemente consigliato l'uso del lei, sugli altri social non è altrettanto indispensabile, ma è il caso di valutare caso per caso come impostare la conversazione.

Ricorri ai messaggi di lavoro solo per le comunicazioni brevi – più urgenti e rapide di una e-mail e meno prioritarie di una telefonata – che richiedono privacy, e non possono essere divulgate in un post pubblico. Oppure, per instaurare un primo contatto, di solito, dopo la richista di amicizia. Durante questo primo confronto capirai come continuare a gestire la conversazione e i messaggi privati, ma per accordi contrattuali, condizioni economiche, e inoltro di file richiedi sempre una e-mail sulla quale inviare, e scambiare, il materiale lavorativo.

La regola suprema

Ovunque tu scriva, LinkedIn®, Facebook®, o qualsiasi altro social network, vale la regola massima: niente spam! La migliore pubblicità che puoi fare a te stesso e ai tuoi libri è condividere le tue esperienze e i momenti di crescita e gioia. Permetti agli altri di conoscerti, sii umano, ammetti gli sbagli, ridi dei tuoi passi falsi – nei limiti della decenza – scherza, interagisci, condividi ciò che sai e impara dagli altri; mostra le tue opere senza gridare al mondo quanto sei bravo: saranno gli altri a valutare la qualità del tuo lavoro.

Consiglio #2

Decidi l’immagine privata e lavorativa che vuoi mostrare al mondo virtuale, anche in base alla tua personalità e al genere che scrivi. Non sforzarti di apparire solare ed estroverso squando sei l’opposto. Sii naturale. Scegli un massimo di cinque social e utilizzali per un periodo non inferiore a sei mesi. Poi valuta quali mantenere e quali abbandonare. Se la cura di un particolare account ti risulta difficoltosa cerca di capire se stai saltando qualche passaggio o, semplicemente, non sei affine a quella particolare piattaforma. La condivisione deve essere naturale, sii te stesso, non devi piacere per forza a tutti, non puoi piacere a tutti.

Social vademecum

L’altra volta abbiamo parlato di rispetto, onestà intellettuale e umiltà. Soprattutto nel mondo virtuale, dove le parole sono scritte (e c’è chi scatta gli screenshot) mostrati coerente:

“Offri ciò che chiedi.”

Andresti mai da un medico che rimane vago sulla propria formazione? Da un commercialista che sbaglia i conti, o li sistema in modo approssimativo? Oppure, frequenteresti una persona che parla ininterrottamente del proprio lavoro, magari incensandosi e autoelogiandosi di continuo? Ecco. Per la scrittura vale lo stesso principio. Show, don’t tell!

Grazie per avermi seguito fino a qui, ci rileggiamo nel terzo episodio, e non dimenticare di scrivere nei commenti quali social preferisci, e perché.

Buona comunicazione,

Parole in Linea

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