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Le emozioni & i sentimenti nella scrittura

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Quando scriviamo esterniamo la nostra visione del mondo, le emozioni e i sentimenti che vogliamo rendere immortali.

Alcuni di noi serberanno le pagine come un tesoro, nascosto a occhi indiscreti.

Altri cercheranno di stabilire un ponte invisibile con i lettori.

Ecco che la scrittura creativa, cioè tutta quella produzione letteraria che proviene dall’esigenza personale, diviene fonte di emozioni. Il lettore proverà rabbia, gioia, paura. In alcuni casi arriverà persino a odiare alcuni aspetti della storia o di un personaggio. Quindi, cosa sono le emozioni e i sentimenti?

Sono le due facce di una stessa medaglia. Da un lato troviamo le emozioni, che scaturiscono dal profondo: incontrollabili, e spesso non ne capiamo nemmeno l’origine tanto sono spontanee e istintive.
Dall’altro, i sentimenti sono la versione più rifinita e consapevole delle emozioni. Raramente i sentimenti sono inconsci. Possiamo non accorgerci quando è ancora nella sua fase embrionale, ma di sicuro sappiamo sempre riconoscere l’origine e attribuire le cause di ciò che proviamo.

Rendere nella scrittura sensazioni così simili, eppure poste su un piano diverso, richiede diverse tecniche stilistiche.

Il punto fondamentale è far entrare in empatia il lettore, attraverso l’esperienza e dalla fantasia dello scrittore, ma in un modo nuovo e diverso rispetto ai presupposti e le emozioni di chi ha sentito l’impulso di scrivere.

Nei prossimi articoli vedremo insieme come rendere al meglio le emozioni e i sentimenti, e qualche consiglio utile per “tastare con mano” un utilizzo efficace nella narrazione di libri, e sulla pellicola.

  • Visualizzazione:
    qualunque sia la scena è importante avere ben chiaro in mente quello che si sta descrivendo. La scena nella sua interezza, e lo svolgimento delle azioni che porteranno al culmine emotivo; Se lo vedi con l'occhio della mente sarai in grado di descriverlo con maggiore accuratezza.

"Come nessuno può vedere il vento, ma solo i suoi effetti sugli alberi, così non possiamo vedere le emozioni, ma solo i loro effetti sul viso e sul corpo."

Terri Guillemets
Scrittrice
  • Chiarezza:
    scrivi ciò che sai, ma ancora di più scrivi in modo che si capisca. Usare paroloni altisonanti o ricercati può distogliere l'attenzione del lettore dalla scena, e rompere l'incanto dell'immedesimazione, la così detta credenza secondaria. Non distrarlo;

"Il miglior modo di distruggere il ponte tra il visibile e l’invisibile consiste nel tentare di spiegare le emozioni. Le emozioni erano cavalli selvaggi, e Brida sapeva che in nessun momento la ragione era in grado di dominarle completamente."

Paulo Coelho
Scrittore
  • Similitudine:
    i sentimenti e le emozioni si sviluppano per associazione. Gioca con le parole, inserisci delle metafore, cammina sul confine tra il palese e il nascosto: vedo, non vedo; dico, non dico. Lascia che sia il lettore a completare la scena nella sua mente. Forse, questo è il punto più difficile: capire dove fermarsi, e dove inizierà la fantasia dell'altro a completare l'ambientazione; scrivi più versioni di una stessa scena e, ogni volta, spingiti oltre; svela un pezzetto in più. Troverai il giusto equilibrio;

"Se le parole non hanno vibrazione e sentimento, allora sono solo parole."

Charlotte Rampling
Attrice
  • Associazione:
    al pari del punto precedente puoi procedere per associazioni visive: assegna un colore a ogni emozione e sentimento. Descrivere un'ambientazione che richiama i colori associati a una determinata emozione aiuta a immedesimarsi nell'azione. Infatti, se ci pensi, nei racconti e nei romanzi dove il senso di oppressione e impotenza prevale si usano colori e tinte scure e decise. Il genere "Noir" prende appunto il nome dai colori che veicolano le sensazioni e le emozioni comunicate in questo genere.

"Un’idea mediocre ma capace di generare entusiasmo farà più strada di una grande idea incapace di generare emozioni."

Mary Kay Ash
Imprenditrice
  • Velocità:
    uno dei trucchi più usati per trasmettere sentimenti ed emozioni è la velocità narrativa. Una scena di azione, ricca di adrenalina, sarà caratterizzata da un ritmo veloce e azioni concatenate; mentre una scena di amore e tenerezza si concentrerà sulle sensazioni del momento allungando i secondi quasi diventassero minuti. Tuttavia, questa regola non è sempre valida. Esistono scene di azione in cui la narrazione rallenta fino a quasi fermarsi per inquadrare il dito dell'antagonista sul grilletto, e scene d'amore rapide ed effimere, appena accennate;

"Una frazione di secondo e un’eternità diventano interscambiabili quando provi emozioni intense."

Jonathan Coe
Scrittore
  • Risveglia il bambino interiore:
    gestire le emozioni e i sentimenti richiede lo studio di una vita. Ci sono persone che non impararanno mai; altre che riescono a convivere con le variazioni umorali che si alternano, nelle proprie menti, ogni giorno. Gli anni e l'esperienza ci inducono a dare per scontate determinate sensazioni. Il lavoro di ogni scrittore è tornare alla fonte più pura. Cerca di pensare: "Questa emozione come la descriverebbe un bambino?" Chi ha la possibilità può chiedere ai propri figli, o nipoti, di descrivere una specifica emozione e creare una tabella con le risposte e le sensazioni viste con gli occhi di un bambino. Rimarrai stupito dalle loro risposte;

"Le emozioni provate nei primi anni di vita, e altre sensazioni che hanno suscitato gioia o dolore, lasciano tracce indelebili che condizioneranno le nostre azioni e reazioni nell’intero corso dell’esistenza."

Rita Levi-Montalcini
Neurologa

E tu? Come descrivi le emozioni? Ti piacciono quelle rapide e selvagge che travolgono i personaggi, o quelle calme e lente, che ti concedono tutto il tempo per assaporarle?

Scrivilo nei commenti!

Buona lettura,

Parole in Linea

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Mi chiamo Bianca, anche se la mia carta di identità dice altro, ma ormai le persone mi conoscono con questo nome e soprattutto sembra riescano a pronunciare meglio il cognome teutonico che quello ufficiale... Da qualche anno mi sono avvicinata alla traduzione, all'editing e alla correzione di bozze, studiando e facendo pratica e ora mi sto addentrando nell'ambito dal punto di vista professionale anche se, in effetti devo dire che, se vogliamo vederla sotto l'ottica della revisione, mi sono sempre occupata di editing, solo che prima facevo "editing aziendale e amministrativo". Dopo 10 anni passati a "litigare professionalmente" con avvocati e commercialisti, ingegneri e compagnia bella, ho capito che se sono sopravvissuta a loro posso affrontare gli autori... Del resto ormai sono a un bilancio dall'inferno e lì, si dice, di revisori ne cercano parecchi per rimettere in riga le anime.
https://www.paroleinlinea.com

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