Alfabeto Braille

Nell’anniversario della nascita del suo inventore è stata istituita la giornata mondiale dell’alfabeto Braille.

A causa di un infortunio, il francese Luis Braille perse la vista nella bottega del padre, prima all’occhio sinistro e, successivamente un’infezione gli ha portato via anche all’occhio destro.

All’età di dieci anni vinse una borsa di studio alla Institution des Jeunes Aveugles che gli permise di imparare un mestiere e studiare le tecniche di lettura dell’epoca. Si trattava di un metodo lacunoso, in grado di mettere in risalto le lettere, ma che impediva la possibilità di scrivere, isolando così sulle lunghe distanze le persone ipovedenti e relegandole all’impossibilità di comunicare per via epistolare, senza un intermediario.

Il metodo di lettura precedente all’alfabeto Braille non permetteva alle persone di scriversi e interagire a distanza in maniera autonoma.

Un militare in visita alla scuola gli parlò del codice usato dall’esercito per i dispacci notturni, basato su dodici punti scritti in risalto, riconoscibili anche al buio.

Luis Braille modificò e perfezionò tale metodo riducendo i punti a sei, combinabili per ottenere 64 simboli compreso lo spazio vuoto1, permettendo alle persone con bassa o nulla visilibilità di leggere e di scrivere.

L’alfabeto Braille si basa su un codice militare riconoscibile al buio.

L’unica difficoltà era nel metodo di scrittura, speculare a quello di lettura, in quanto i punti andavano punzonati sul retro del foglio, da destra verso sinistra, permettendo la percezione al tatto.

Successivamente, ampliò l’alfabeto, che porta ancora oggi il suo nome, per la matematica e la musica.2

L’alfabeto Braille si scrive in modo speculare rispetto al verso di lettura, ovvero sul retro.

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Foto CC0 di Eren Li da Pexels

Leggere il mondo con le dita

Da circa due secoli, l’alfabeto Braille ha permesso a milioni di persone di comunicare tramite la carta stampata e descrivere il mondo come lo percepiscono attraverso gli altri sensi.

Noi siamo abituati a guardare il mondo con i nostri occhi. Spesso diamo per scontato questo senso.

Eppure, è uno dei cinque sensi più importanti per la sopravvivenza e la percezione del mondo, con le sue sfumature e i suoi colori: grazie alla vista determiniamo i cambiamenti metereologici alzando gli occhi il cielo – o mascheravano il disappunto –, i nostri antenati si orientavano per mare imparando a riconoscere alle stelle, scorgevano le prede immerse nella vegetazione.

Inoltre, siamo in grado di percepire le emozioni e i sentimenti altrui guardando il nostro interlocutore.

Fisica della scrittura

Può sembrare scontato, ma il senso della vista ci permette di coordinare i movimenti occhio-mano e digitare sulla tastiera, oggi  fattore importantissimo, di orientarci nel mondo e percepire pericoli e opportunità intorno a noi.

Già solo questi elementi possono aiutarti a immaginare come sia influenzata la percezione di chi è abituato a basarsi sugli altri sensi.

Per vedere come cambia la scrittura di un autore esperto privato della vista puoi leggere il Notturno di Gabriele D’Annunzio.

Rimasto temporaneamente cieco a causa di un incidente aereo, in questa serie di meditazioni, Gabriele D’Annunzio – il Vate – si concentra su una riflessione interiore, abbandonando l’esuberanza e il carattere volitivo che si percepisce fortemente in tutta la sua produzione letteraria prima dell’infortunio.

Invece, se vuoi orientarti su un Autore più vicino al tuo tempo, confronta i romanzi di Camilleri e vedi come la sua capacità descrittiva è mutata nel tempo.

La vista di Andrea Camilleri è progressivamente calata nell’arco degli anni e nel 2017 ha affermato:

“Sono cieco, ma perdendo la vista tutti gli altri sensi si riacutizzano, vanno in soccorso. La memoria è diventata più forte, ricordo più cose di prima con molta lucidità e scrivo sempre”.

Esercizio di scrittura sensoriale #1

Oltre a leggere la produzione letteraria di Autori che hanno perso progressivamente la vista, per capire come è cambiato il loro modo di comunicare, puoi provare a immergerti in una prova in pieno stile Stanislavskij e immaginare come descriveresti la tua stanza, l’ufficio dove scrivi, il balcone con i fiori, i passerotti nel cielo se non potessi vederli.

Ecco allora che ti sarebbe preclusa la descrizione della fluidità con la quale volteggiano nel cielo, ma sentiresti i loro cinguettio, magari, mescolato al rumore del traffico; la voce dei vicini, la musica del ragazzo del terzo piano, la sensazione vellutata dei fiori invernali sotto le dita, il freddo pungente sulla pelle.

Le possibilità sono infinite.

Per assurdo, apri gli occhi della mente e inizia a percepire il mondo in una nuova forma piena di suoni, sensazioni e impressioni.

Esercizio di scrittura sensoriale #2

Un altro esercizio di scrittura creativa molto utile per affinare la descrizione sensoriale, quando non è possibile usare tutti i cinque sensi, è entrare in un negozio di oggettistica – non uno di oggetti fragili, mi raccomando! –, magari quelli dove i prodotti variano dagli incensi indiani ai prodotti per il disegno o per la casa.

Imbocca una corsia qualunque senza guardare la merce esposta.

Chiudi gli occhi e allunga la mano.

Percepisci il cartellino di plastica del prezzo, come potresti sapere a cosa serve senza vedere l’importo stampato?

Prosegui verso il ripiano, cosa senti? Che oggetto ti sembra? È ruvido, liscio, spigoloso, morbido, freddo, a temperatura ambiente. Ci sono etichette attaccate sopra? È un pezzo unico, oppure è composto di più parti? Cerca di capire di cosa si tratta, sfrutta la tua memoria, cerca di capire se emette suoni, o il rumore che produce quando sfreghi le dita sulla sua superficie.

E poi apri gli occhi.

Era l’oggetto che hai immaginato? Oppure, sei andato completamente fuori strada?

Magari, è la classica storia dell’elefante: le persone bendate ne toccano solo una parte, allora chi gli accarezza una gamba può pensare a un tronco; chi tocca il fianco a qualcosa di molto grande, chi sfiora la proboscide potrebbe addirittura ritrarsi spaventato pensando a un serpente.

La prospettiva cambia tutto: se chiedi a 10 persone bendate di toccare un elefante, ognuna ti darà un’interpretazione limitata e immaginerà animali diversi.

Conclusione e Bonus

Mi piacerebbe conoscere la tua esperienza. Scrivila nei commenti e aiutami a percepire il nuovo mondo che hai esplorato attraverso la descrizione sensoriale.

Se ti è piaciuto l’articolo e vuoi lavorare sulle descrizioni sensoriali prenota una sessione dedicata di Writing CoachLezione one-to-one descrizioni funzionali e dialoghi” usando il codice sconto “DescrizioniSensoriali10” per ottenere uno sconto del 10%.

Buona esplorazione!

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Parole in Linea

Mi chiamo Bianca, anche se la mia carta di identità dice altro, ma ormai le persone mi conoscono con questo nome e soprattutto sembra riescano a pronunciare meglio il cognome teutonico che quello ufficiale... Da qualche anno mi sono avvicinata alla traduzione, all'editing e alla correzione di bozze, studiando e facendo pratica e ora mi sto addentrando nell'ambito dal punto di vista professionale anche se, in effetti devo dire che, se vogliamo vederla sotto l'ottica della revisione, mi sono sempre occupata di editing, solo che prima facevo "editing aziendale e amministrativo". Dopo 10 anni passati a "litigare professionalmente" con avvocati e commercialisti, ingegneri e compagnia bella, ho capito che se sono sopravvissuta a loro posso affrontare gli autori... Del resto ormai sono a un bilancio dall'inferno e lì, si dice, di revisori ne cercano parecchi per rimettere in riga le anime.

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