Questo pomeriggio il Parlamento Europeo ha approvato la “nuova direttiva sul copyright” in tema diritto d’autore, mettendo fine a un lungo iter legislativo iniziato nel 2016 e ratificando gli ultimi accordi presi a febbraio scorso. Sono stati modificati gli articoli 11 e 13 della normativa che regolamenta il diritto d’autore sulla rete. Se ne parlava da tempo, e da oggi è realtà. Ma in pratica cosa cambia e per chi?

A grandi linee, possiamo dire che si occupa di tutelare e regolamentare i rapporti tra i proprietari del materiale coperto da copyright, e diritto d’autore, e coloro che intendono riprodurre sul web tale materiale, mentre non è ancora chiaro come vengono gestite le notizie – e possibili fake news – al di fuori del cono d’ombra della normativa approvata. La direttiva, infatti, non mira ai singoli o alle piccole realtà, che ne saranno comunque influenzate per la propria sfera di competenza, ma ai colossi del web, e agli aggregatori di notizie, che utilizzano materiale proveniente da fonti terze generando traffico sui propri portali e – guadagnando indirettamente da tali movimentazioni (basti pensare alla condivisione delle testate giornalistiche sui grandi portali) – senza pagare il diritto d’autore relativo alle informazioni tutelate.

La libertà di condivisione viene però mantenuta: sarà possibile riportare stralci di articoli, ma non l’intera notizia, a tutela dell’autore originale. Restano invariate le disposizioni in materia di creazione di meme e satira.

I miei articoli sul diritto d’autore per la rivista giuridica Altalex

Riforma Copyright per i singoli utenti

Per i normali utenti della rete, in linea di massima, non cambia niente. non è stata inserita la tassa sui link, né per gli snippet – i riassunti che i motori di ricerca mostrano sulla base delle keyword fornite – così come le bacheche di Facebook®, che continueranno a permettere l’utilizzo di meme, immagini e GIF, tenendo presente che rimane invariata la responsabilità dell’individuo per il materiale che condivide sul proprio profilo, dovendosi accertare preventivamente che non sia protetto da copyright. Sarà però responsabilità del fornitore del servizio di individuare i materiali illeciti e rimuoverli, responsabilizzando i grandi aggregatori di contenuti e i social network riguardo le informazioni presenti sui propri spazi digitali.

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Tuttavia, spetterà ai paesi membri dell’Unione Europea eccepire la direttiva e applicarla entro i prossimi due anni.

Voi cosa ne pensate di queste modifiche? Limitano la libertà o regolamentano l’equo compenso per il proprio lavoro?

Buona condivisione

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Romana di nascita, nordica nel cuore, editor nell'animo. Amo la natura, i gatti e i paesi scandinavi, mi piace leggere, scrivere e viaggiare.
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