Scrivere per lavoro è un impegno che avrà influenza su altre persone. Chi leggerà il tuo romanzo verrà inevitabilmente cambiato dal suo contenuto. Si creerà un legame tra di voi, a prescindere dalla distanza nello spazio o nel tempo.

Lo avrai provato anche tu: quante volte hai letto un libro e ti è sembrato che si riferisse proprio a te? Alla tua situazione in quel momento? Succede con i romanzi scritti bene. Lo scrittore inizia l’opera, ma è la fantasia del lettore che la rende immortale.

Il romanzo è un ponte nel tempo

Creare questo delicato intreccio può rivelarsi più arduo di quanto non sembri. Anzitutto, devi essere in grado di scrivere in modo coinvolgente, di risvegliare emozioni e raggiungere l’immaginazione del lettore, attraverso lo studio e la pratica. Scrivendo darai vita a un tuo stile personale e riconoscibile.

Se il lettore, ascoltando il passo di un tuo romanzo, riconoscerà la tua voce autoriale, allora avrai trovato il tuo personale stile, unico e irripetibile.

Insieme a un testo grammaticalmente corretto, e alla tua creatività, potrai gettare le fondamenta per un solido ponte in grado di raggiungere qualunque persona nel mondo: sta a te fornirgli gli strumenti per completare l’opera e immaginarla.

La responsabilità dell’Autore

La scrittura è in grado di regalarti immense soddisfazioni, sia sul piano pratico, sia su quello strettamente emotivo. Sapere che qualcuno ha speso il proprio tempo per leggere qualcosa di tuo dà una carica incredibile. Se poi lascerai un ricordo positivo nella mente di questa persona, avrai capito cosa significa entrare nella mente degli altri. Letteralmente.

Oltre alle soddisfazioni personali e, per qualcuno, economiche, uno scrittore ha anche delle responsabilità.

I tuoi libri influenzano chi li legge, le tue idee verranno fuori tra le righe, più o meno esplicitamente, e indurrai persone di tutte le età a porsi delle domande in relazione ai temi che deciderai di trattare. Perciò, devi sempre tenere a mente che una storia è viva e può insegnare, scioccare, spaventare: trattala con cura, al pari dei tuoi lettori.

Il patto con il lettore

La fiducia del lettore si costruisce una parola dopo l’altra, con i paragrafi e i capitoli, un po’ come le buone relazioni. Distruggerla invece è rapidissimo. Basta una frase, l’azione di un personaggio e puff! Svanita.

Ecco, allora, che devi prestare attenzione ad alcune semplici regole per mantenere saldo il rapporto di stima e rispetto fra te e le persone che ti apprezzano e scelgono i tuoi romanzi dagli scaffali delle librerie.

Una scelta sbagliata, l’azione di un personaggio, una promessa disattesa, possono distruggere la fiducia del lettore.

1. Manieni le promesse

Qualsiasi tua comunicazione dovrà essere rispettata. Se dici che il tuo prossimo romanzo uscirà tra un anno, dovrai fare di tutto per rispettare la scadenza che tu stesso hai riferito;

Se non riesci a tener fede alla data stabilita comunica con i tuoi lettori: scrivi sui tuoi canali social e scusati per il ritardo; spiega loro la motivazione, se possibile, e stabilisci una nuova data; Non ignorarli.

2. La pistola di Cechov

Questo è il confine tra un bravo scrittore e uno che terminerà presto la propria carriera.

Si tratta del principio drammaturgico fondamentale della narrazione, rispettato nella scrittura, nel teatro e nel cinema.

Per gli addetti ai lavori si traduce spesso in una sorta di auto-spoiler, ma ti consiglio di guardare di nuovo i tuoi film preferiti, rileggere i romanzi che hai amato di più e cercare di vedere questo principio in azione.

“Se nella vostra storia descrivete un fucile, questo poi deve sparare”.

— Anton Cechov —
— Scrittore e Drammaturgo —

Se ci pensi bene, la pistola di Cechov richiama il primo punto: mantenere le promesse. Quando inserisci degli elementi, personaggi, oggetti o azioni nel tuo romanzo dovrai per forza usarli. Questo concetto è fortemente sentito da tanti scrittori, come ha ricordato anche Terry Pratchett

“Se descrivo uno scontro, qualcuno si farà male: non farlo sarebbe un tradimento“.

— Terry Pratchett —
— Scrittore —

Inserisci solo gli elementi che sei sicuro di usare, apri solo le trame e sottotrame che puoi concludere. Chiaramente, le trame aperte in previsione di un romanzo successivo sono un discorso diverso, ma non abusarne. Il rischio è che il lettore si senta preso in giro.

Non usare scene di richiamo, epiche o che promettono azioni che poi non sono presenti nella narrazione del tuo romanzo. Gli elementi civetta rompono il patto con il lettore.

3. Ricordati del Lettore

La scrittura è un mestiere complesso e non sempre, almeno in Italia, permette di ricavarne uno stipendio decente. Quando ciò avviene può capitare che l’autore dimentichi chi lo ha portato al successo.

Tu dirai che è stata la tua bravura, la casa editrice, che hai scelto con cura, l’impegno, lo studio. Vero, tutto dannatamente vero, ma sono i lettori che hanno comprato il tuo romanzo, speso denaro e tempo per leggerlo e recensirlo, nel bene o nel male (per sopravvivere alle critiche negative e le recensioni fake leggi questo articolo).

Per cui, quando nuoterai nell’oro, come Zio Paperone, continua a scrivere. Tieni fede agli impegni, e se hai iniziato una saga ti prego, TI PREGO, finiscila!

Iniziare a ignorare i lettori, dedicarsi ad altri progetti, sfruttare l’onda del successo per imporre idee magari già bocciate in precedenza o pubblicare romanzi meno curati dei precedenti o, peggio, scritti da ghostwriter, è un grosso errore.

Il duro lavoro ti ha portato al successo, il duro lavoro ti manterrà sul podio: resta umile.

4. Non barare

Ci sono persone che, occasionalmente, sentono il bisogno di raccontare una storia, magari autobiografica, desiderano partecipare a un progetto benefico e scelgono la vendita di un romanzo, sono personaggi pubblici o svolgono un altro lavoro e pensano che un saggio di settore possa aiutare la loro carriera. Queste persone non si occupano di scrittura, ma hanno l’esigenza di scrivere un libro.

Sia per mancanza di tempo, sia per l’oggettiva difficoltà che si riscontra nel portare a termine un progetto complesso come un libro, molto spesso, queste persone si rivolgono a un ghostwriter, ovvero una persona che scrivere per terzi.

In alcuni casi, il ghostwriter viene indicato nel colophon, ma la maggior parte delle volte rimane nascosto, rimane uno scrittore fantasma.

Uno scrittore scrive.

Se vuoi diventare autore di romanzi di narrativa e raggiungere il successo sei tu a dover scrivere. Altrimenti perché il lettore dovrebbe preferire i libri che hai commissionato a un altro scrittore?

Non commettere mai l’errore di assumere un ghostwriter pensando che i lettori non se ne accorgeranno. Oltre a rompere il patto con il lettore, la tua reputazione ne uscirà distrutta… perché lo scopriranno, prima o poi.

5. Non cambiare la trama

Le saghe e i romanzi di maggior successo sono arricchiti dai commenti dei fan e dalle supposizioni su cosa accadrà al personaggio preferito, a quello più odiato, fino a prevedere l’epilogo. Qualcuno nel mucchio potrebbe anche capire la trama che hai ideato. Per nessuna ragione al mondo devi cambiarla. Chapeau mentale e vai avanti con la tua storia così come l’avevi ideata.

Anche se i lettori capiscono il finale, non cambiare mai la trama del tuo romanzo. Piuttosto cerca di rendere quel finale memorabile!

Modificare la sorte di un personaggio o di un evento cardine potrebbe ritorcersi contro di te. I lettori non sono stupidi, potrebbero avvertire la forzatura nelle azioni dei personaggi e nelle fila della storia. Questo li allontanerebbe non solo dal romanzo, ma da te!

Rispetta sempre i tuoi lettori.

A parte queste linee guida non ce ne sono molte altre da ricordare per mantenere un buon rapporto con i tuoi lettori.

Tutto si basa sul rispetto e l’onestà intellettuale. Anche se non puoi vederli, se c’è un intero oceano a dividervi, ricordati sempre di chi ha avuto fiducia in te, chi ha creduto nelle tue storie ed è stato in grado di dare un volto ai tuoi sogni!

Buona scrittura,

Parole in Linea

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Mi chiamo Bianca, anche se la mia carta di identità dice altro, ma ormai le persone mi conoscono con questo nome e soprattutto sembra riescano a pronunciare meglio il cognome teutonico che quello ufficiale... Da qualche anno mi sono avvicinata alla traduzione, all'editing e alla correzione di bozze, studiando e facendo pratica e ora mi sto addentrando nell'ambito dal punto di vista professionale anche se, in effetti devo dire che, se vogliamo vederla sotto l'ottica della revisione, mi sono sempre occupata di editing, solo che prima facevo "editing aziendale e amministrativo". Dopo 10 anni passati a "litigare professionalmente" con avvocati e commercialisti, ingegneri e compagnia bella, ho capito che se sono sopravvissuta a loro posso affrontare gli autori... Del resto ormai sono a un bilancio dall'inferno e lì, si dice, di revisori ne cercano parecchi per rimettere in riga le anime.

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