Bentornato al settimo episodio di Writiquette,

negli articoli precedenti abbiamo parlato delle doti basilari di un professionista, pay-per-follow e recensioni a pagamento e immagine pubblica. Questa settimana proseguiamo il discorso, già accennato nel secondo episodio, parlando delle relazioni sui social network.

Comunicazione (in)efficace: uomo che urla contro una cornetta del telefono.

Presentarsi nel modo corretto

Il mondo virtuale accorcia le distanze. È un dato di fatto: puoi parlare con una persona fisicamenete dall’altra parte del pianeta e avere la sensazione di conoscerla dopo pochi minuti.

Questa percezione falsata può indurti a commettere dei passi falsi, a dare per scontato che l’altra persona sappia chi sei, e abbia del tempo a disposizione da dedicarti.

Per cui, soprattutto nei gruppi sui social network, ricorda sempre di presentarti. Poche righe su te come autore, e come persona, possono cambiare il modo in cui verrai accolto all’interno della comunità virtuale, soprattutto se vuoi farti conoscere come scrittore professionista. Abbiamo già parlato nei precedenti episodi di questa rubrica degli errori da evitare, ma in questo caso non si parla di marketing diretto, bensì del tuo modo di relazionarti con le persone per non danneggiare mesi o, addirittura, anni di lavoro con un post.

Per tua utilità ho stilato una lista dei comportamenti, che ho visto in molti gruppi di scrittura su tre principali social network, che ti sconsiglio di utilizzare:

1. Mancanza di trasparenza

Leggo spesso post in cui si propone una grande opportunità, si parla di un argomento, senza specificare se il messaggio sia di natura personale, professionale o commerciale. Se stai sponsorizzando il tuo libro devi dirlo chiaramente. Girare intorno al punto, mascherandolo con post filosofeggianti o – peggio ancora – di critica verso terzi non ti farà guadagnare punti. Al contrario, li perderai senza nemmeno accorgertene. Rispetta il tuo pubblico e parla con trasparenza, perché quando i tuoi potenziali lettori capiranno che dietro ai tuoi messaggi ci sono solo finalità commerciali perderanno l’interesse, si sentiranno presi in giro. Sia che parli del tempo, dei tuoi gusti, o quando ti rivolgi ai potenziali acquirenti sii diretto. Abbandona le richieste di contatto. Perché un lettore dovrebbe scriverti in privato, magari fornirti i suoi dati, per avere maggiori informazioni, quando stai scrivendo un post con la stessa finalità? Metti in chiaro l’oggetto della tua comunicazione.

2. Sprecare il tempo altrui

Il tempo è denaro: un adagio vecchio come il mondo, ma sempre attuale. Quando si tratta di comunicazione il tuo mantra dovrebbe essere essenzialità.

Il tempo è denaro sia per te, che scrivi il messaggio, sia per il lettore che interrompe le proprie attività, o potrebbe dedicare il tempo di lettura del tuo post in qualcosa di più produttivo. Non dare mai per scontato che le persone dall’altra parte dello schermo stiano aspettando i tuoi messaggi, o il tuo libro.

Vuoi vendere il tuo libro? Non partire dagli alberi nella foresta con cui hanno prodotto la carta per stampare il romanzo. Scrivi le informazioni in modo esaustivo, chiaro e semplice.

3. Attento alle critiche

I social network sono la culla del giudizio. Prima di premere invio poniti delle semplici domande:

  • Ho espresso il mio concetto chiaramente;
  • Parlo dei miei interessi personali o di scrittore, o sto sponsorizzando il mio lavoro?
  • Sto offendendo qualcuno?
  • Critico un mio concorrente?

Se hai risposo in modo soddisfacente a tutte le domande puoi procedere, altrimenti correggi quello che non va e ricorda: qualunque critica ti venga posta non insultare mai il prossimo; tieni bene a mente che non puoi piacere a tutti.

Come vedi le regole per relazionarsi con le persone sono poche e molto semplici. Tienile sempre a mente e annota come cambia la percezione che gli altri utenti hanno di te, man mano che adotti nuovi comportamenti.

Buona comunicazione,

Cristina Mantione

©️ Riproduzione riservata

Parole in Linea

Mi chiamo Bianca, anche se la mia carta di identità dice altro, ma ormai le persone mi conoscono con questo nome e soprattutto sembra riescano a pronunciare meglio il cognome teutonico che quello ufficiale... Da qualche anno mi sono avvicinata alla traduzione, all'editing e alla correzione di bozze, studiando e facendo pratica e ora mi sto addentrando nell'ambito dal punto di vista professionale anche se, in effetti devo dire che, se vogliamo vederla sotto l'ottica della revisione, mi sono sempre occupata di editing, solo che prima facevo "editing aziendale e amministrativo". Dopo 10 anni passati a "litigare professionalmente" con avvocati e commercialisti, ingegneri e compagnia bella, ho capito che se sono sopravvissuta a loro posso affrontare gli autori... Del resto ormai sono a un bilancio dall'inferno e lì, si dice, di revisori ne cercano parecchi per rimettere in riga le anime.

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