Serie di articoli della Writiquette – Writing Etiquette – con esercizi per creare una immagine di scrittore professionista.
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Writiquette #4: le recensioni

Riassunto

Bentornato al quarto episodio di Writiquette,

nell’articolo precedente abbiamo parlato dell’importanza dei follower di qualità. Analogamente, se vuoi costruire la tua carriera letteraria in modo professionale, c’è un altro aspetto da valutare attentamente: le recensioni.

Recensione: croce o delizia

In pochi anni il mondo è cambiato. Anche le società che basano il proprio commercio sulle trattativa vis-à-vis hanno un sito internet e cercano di attirare clienti promuovendo la propria attività, e riportando le recensioni dei clienti più soddisfatti. Infatti, per quanto un acquisto possa concludersi di persona, molto spesso è preceduto da una ricerca online per trovare il professionista più adatto alle proprie esigenze. È il cosiddetto passaparola 2.0.

Le recensioni diventano allora materiale prezioso, una sorta di garanzia di qualità in grado di incrementare le entrate di un’impresa… O sprofondarle nell’Averno.

L’imprenditore, nel nostro caso lo scrittore, non deve solo assicurarsi di comunicare efficacemente, ma deve coltivare il rapporto con il proprio pubblico, e ringraziarli per il tempo impiegato per le recensioni scritte.

Esistono molteplici strategie di Web Marketing che si occupano di creare e migliorare le interazioni con i lettori, per avvicinarli a te, e far descrivere loro l’ottima esperienza vissuta leggendo il tuo libro attraverso una recensione positiva.

Bene o male purché se ne parli

Parafrasando Oscar Wilde, l’obiettivo spesso è far parlare di sé, non importa se in modo positivo o negativo. Una recensione, in entrambi i sensi, se ben scritta, potrebbe attirare molti curiosi e, tra questi, nuovi acquirenti. Ti avevo già parlato delle recensioni fake in questo articolo, dei trucchi per sopravvivere e uscirne pulito e professionale. Questo quando sono gli altri a inventare esperienze false a discredito del tuo lavoro. Però, può succedere il contrario: che sia l’autore, a pagare per una recensione fasulla. Ecco allora fioccare le famose cinque stelline come se piovesse a dirotto; In breve tempo tantissime persone si rendono conto che quell’autore sconosciuto, magari esordiente, è il nuovo George Martin e – spesso passando sopra a errori ortografici, grammaticali e sintattici – trovano superbo, sublime, meraviglioso, stupendo il tuo lavoro.
Poi i lettori paganti leggono l’anteprima e… Gli sanguinano gli occhi.

Recensioni un tanto al chilo

Esistono vari modi per falsificare le recensioni, ovvero per permettere al un libro di salire in classifica, anche senza i numeri giusti. Fortunatamente, molte società verificano se il libro oggetto di recensione stato acquistato sulla propria piattaforma, ma al tempo stesso sono lente a processare la bontà delle segnalazioni delle recensioni che ospitano sul prorio spazio web. Per cui, in ogni campo, esiste chi eleva il proprio punteggio in classifica per farsi notare. Nel caso dei servizi è più difficile capire se una recensione è vera o falsa, perché si basa sulla percezione di un’esperienza vissuta, che è soggettiva. Nel caso dei libri siamo invece in un limbo: leggere è un viaggio, una esperienza soggettiva, ma al tempo stesso dotata di aspetti oggettivi; un romanzo pieno di errori grammaticali difficilmente emozionerà come uno grammaticalmente corretto. Se ogni due secondi ci fermiamo per rileggere una frase, perché la punteggiatura è sbagliata, possiamo amare il genere cui il romanzo appartiene, ma a un certo punto ci verrà mal di testa e chiuderemo il libro.

Ogni recensione letteraria amatoriale (quindi non parliamo di critici letterari professionisti) è pertanto formata da questi due aspetti: uno soggettivo, e uno oggettivo. Sul primo c’è poco su cui lavorare; se il lettore dichiara di aver sognato grazie a un libro pieno di errori, perché è in grado di passare sopra questi aspetti, è oggettivamente incontestabile; tuttavia, laddove lodasse l’abilità dell’autore nel descrivere gli eventi, ecco, lì si può valutare e contestare la bontà di una recensione. Chiariamo subito che c’è chi scrive recensioni a pagamento per lavoro. In questo caso è più difficile valutare la recensione, ma se si dovesse sapere che hai pagato un professionista per falsare il tuo punteggio recensioni puoi tranquillamente dire addio alla tua credibilità e avrai rotto il patto con il lettore. Non sai cos’è? Te ne ho parlato qui.

Tre etti di recensioni

Ho chiarito sopra che l’utilizzo di recensioni a pagamento, secondo me, non è professionale, denota mancanza di autostima, di rispetto per i lettori che acquisteranno il tuo libro sulla base di recensioni inventate e, soprattutto, indica scarsa gestione imprenditoriale (te ne ho parlato nell’articolo sui follower). Tuttavia, ho iniziato questa rubrica per fornirti dei consigli che reputo utili per aiutarti a costruire la tua immagine di scrittore professionale, per cui è giusto che tu sia a conoscenza di tutti i tipi di concorrenza con cui potresti avere a che fare. Ci sono privati e agenzie che vendono pacchetti di recensioni positive e negative1. Esatto! Hai letto bene: recensioni negative

Esistono persone che impiegano il proprio denaro per acquistare recensioni a danno dei concorrenti.

Chiaramente, queste pratiche richiedono capitali cospicui, per cui difficilmente incontrerai persone che spenderanno soldi per danneggiare i libri degli altri, soprattutto tra gli scrittori esordienti ed emergenti. Nulla vieta, però, di chiedere ad amici, vicini e parenti di scrivere recensioni negative per gli altri e positive per sé. Ti piacerebbe essere subissato di recensioni fake che denigrano il libro sul quale hai speso tempo, denaro, emozioni e in cui hai riposto fiducia e speranze? Ecco, allora, comportati con gli altri come vorresti si comportassero con te. Anche se può sembrare il contrario, sulle lunghe distanze è un comportamento che paga sempre.

Tre motivi per evitare le recensioni a pagamento

L’astroturfing, come viene definita la pratica di pagare per ottenere recensioni positive o negative, volte a dirottare l’opinione pubblica verso un determinato risultato,  nasce negli anni sessanta del secolo scorso come tecnica di alterazione della percezione della qualità di un prodotto commerciale2. Ha acquisito maggiore importanza con l’avvento del web, dove i giudizi positivi e negativi influenzano massivamente le scelte dei consumatori, orientandoli su un acquisto o inducendoli a percepire come positivo un prodotto sul mercato.

Pubblicità ingannevole

Alterare la realtà, e le classifiche dei libri, darà ai tuoi lettori una percezione diversa dal prodotto che stai realmente vendendo. Potranno acquistare uno dei tuoi romanzi, ma appena si renderanno conto che la qualità del prodotto, per cui hanno speso il loro denaro, dandoti fiducia, non rispecchia la percezione che si erano creati nella mente grazie alle recensioni fake non ne compreranno un secondo.

“Na vota si futti a vecchia.”

(Una volta si frega la vecchia)

Detto Calabrese

Concorrenza Sleale3

Senza tutte quelle recensioni a cinque stelline avresti venduto lo stesso numero di copie? Avresti raggiunto la stessa posizione nelle classifiche sugli store online? La tua copertina sarebbe finita sugli scaffali principali delle librerie? 

Strettamente collegata alla correttezza professionale la concorrenza sleale è data da quella serie di comportamenti volti competere sul mercato utilizzando metodi non convenzionali, spesso illeciti, che danneggiano direttamente o indirettamente i propri concorrenti3. Scalare la classifica di uno store online, ottenere maggiore visibilità – non per meriti, ma per aver pagato – danneggia indirettamente quegli Autori che hanno ottenuto quello stesso punteggio grazie alla qualità del proprio libro e per il lavoro di Social Media Marketing, su cui magari hanno (ben) investito del denaro.

Reato

Ci sono casi in cui la concorrenza sleale potrebbe configurare un reato (che dipende dai casi, e lascerei discutere ad altre sedi più opportune), ma di sicuro, pagare per ottenere recensioni negative ai danni di un concorrente è diffamazione, ovvero un reato. Famoso a tal fine è il caso di Trip Advisor e le recensioni a pagamento4.

Come difendersi dalle recensioni fake

Abbiamo già visto che instaurare delle relazioni solide con i tuoi follower è un ottimo modo per invogliarli a lasciare delle recensioni positive. Ringrazia le persone che impiegano il proprio tempo a parlare del tuo lavoro, coinvolgili nei tuoi post (attento allo spam). Condividi sui social network le recensioni più coinvolgenti, soprattutto quelle che comprendono una foto del tuo libro o del tablet, magari del follower che sorride felice mentre stringe la sua copia del romanzo tra le mani: difficilmente una recensione falsa può esibire una copia del libro che scredita. Quando un profilo anonimo, senza foto, o con poche informazioni, scrive una recensione negativa su di te, cerca il confronto, chiedigli maggiori dettagli, magari di presentarsi nel gruppo dove ha scritto, o nei commenti sotto al post. Cerca di capire se è un profilo falso (nel caso segnalalo seguendo la policy del social network interessato), dagli modo di argomentare: mostrerai di saper accettare le critiche costruttive e cercare il dialogo e, se non risponde, aiuterai i lettori a valutare la bontà di quella critica. Se il tuo pubblico si abitua a vedere sui tuoi canali social recensioni positive, o anche negative in cui c’è un confronto costruttivo, uno scambio, magari un dibattito civile sui punti che sono piaciuti di meno, imparerà a riconoscere le recensioni false e – come mi è capitato di leggere – saranno loro stessi a prendere le tue difese e smentire informazioni mendaci. Rispetta i tuoi lettori e loro rispetteranno te, e ti difenderanno da chi cerca di diffamarti.

Consiglio #4

Sembrerà banale, ma il consiglo di questa settimana è di puntare tutto sui lettori. Hai lavorato per mesi al tuo romanzo, lo hai coccolato, amato, revisionato, adesso è il momento di lasciarlo andare e farlo conoscere, farti conosere. Del resto, lo hai pubblicato per questo, no?

Grazie per avermi seguito fino a qui, ci rileggiamo nel quinto episodio di writiquette. Mi raccomando condividi questo articolo e, se pensi di poter aiutare altri scrittori in cerca di informazioni, lascia una recensione genuina sulla mia pagina facebook®  😉 .

Buona comunicazione,

Parole in Linea

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