Serie di articoli della Writiquette – Writing Etiquette – con esercizi per creare una immagine di scrittore professionista.
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Writiquette #3: i follower

Riassunto

Bentornato al terzo episodio di Writiquette,

nel secondo appuntamento, che trovi qui, abbiamo parlato di come relazionarsi sui social network con professionalità, dividendoli per categorie, e qualche suggerimento per promuoversi senza spammare (mentre qui ti parlo di come scrivere senza senza esserne fagocitato). Logica conseguenza è quindi parlare del target, ovvero del pubblico di riferimento: i follower.

Follower o non follower

L’avvento dei social network ci hanno ulteriormente divisi in influencer e follower. Tutti vorremmo appartenere alla prima categoria, ma ci ritroviamo inesorabilmente nella seconda. In realtà, è normale se ci pensi. Tutti noi abbiamo dei gusti, leggiamo, ci interessiamo alle notizie, chi alla moda, chi alla musica. Insomma, ognuno di noi tende  ad aggiornarsi su un argomento. I social network, come Instagram® per fare un esempio, hanno solo spostato una parte delle fonti  su cui ti documenti.

Chi è vissuto prima dell’avvento di internet, era costretto a recarsi in biblioteca, comprare dei libri, riviste specializzate e quotidiani, per conoscere meglio gli argomenti che gli interessavano. Adesso basta scorrere le immagini più accattivanti e navigare in un mare di tag. Letteralmente.

To follow or not to follow…

This is the matter, diceva Shakespeare. Ok, lui non si riferiva ai social network, ma all’essenza. In effetti, alla fine di questo si tratta: per gestire un profilo con tanti follower, o seguaci, oltre ad apparire, devi mettere anche un po’ di sostanza. Essere… e non essere. Come riuscire a muoversi nel perfetto equilibrio tra professionalità e popolarità?

Pay-per-follow o Social Media Marketing

Come per la eap – editoria a pagamento – di cui ti parlo dettagliatamente in questo articolo, mai, mai, mai pagare per ottenere follower un tanto al chilo. Il tuo intento è attirare persone che sono genuinamente interessate a ciò che hai da dire, mostrare, e – si spera – ai tuoi romanzi. Prima di sollevare obiezioni, facciamo chiarezza tra il social media marketing e il pay-per-follow.

Social Media Marketing

Lo scopo di un esperto di social media marketing è di creare un punto di aggregazione, ovvero: far incontrare gli scrittori e i lettori, nel nostro caso, e creare un dialogo proficuo tra le due categorie. La promozione avviene attraverso una serie di azioni, come le pubbliche relazioni 2.0, l’ottimizzazione dei contenuti web, e molte altre strategie pianificate a tavolino.

Investire in un professionista che ha studiato – spesso anni – per fornire una consulenza mirata alle tue esigenze, pianifica e-mail e campagne pubblicitarie per attirare potenziali follower realmente interessati rientra nei costi di promozione del tuo prodotto, perché – ricordiamolo – nel momento in cui il tuo libro viene venduto nel libro mercato diventa un prodotto.

Pay-per-follow: follower un tanto al chilo

Ben diverso è pagare per ottenere i follower automatici: ogni follow costa x centesimi/euro. In questo caso si paga per un servizio generale, la cui funzione è pagare persone per cliccare sul tasto segui del tuo profilo. Raramente si produce in incontro proficuo tra te e i tuoi follower un tanto al chilo. Infatti, non sono necessariamente lettori – anche se potresti selezionare un target definito – e spesso non parlano nemmeno la tua lingua. Questi due fattori dovrebbero già far suonare i tuoi campanelli d’allarme. Pagare per ottenere dei follower è controproducente, e classificarti come un professionista low-cost. Vediamo perché:

Credibilità

Ogni lavoro ha le sue regole e si basa sulla capacità di svolgerlo, e sulla credibilità. La scrittura non fa eccezione. L’autore scrive e in cambio guadagna sulle vendite dei propri romanzi. Per questo ha necessità di creare una cerchia di persone interessate a ciò che propone. Attirare follower un tanto al chilo equivale a pagare per pubblicarsi. Se pubblichi ti pagano, se paghi non stai pubblicando: se attiri ti seguono, se paghi non ti stanno seguendo realmente. Come ho già spiegato in questo articolo, la legge sul diritto d’autore è molto chiara in merito a chi deve sostenere il rischio d’impresa e chi riceve pagamenti per la cessione dei diritti sul proprio romanzo. Lo stesso discorso vale per i follower: pagare per farsi seguire da nuovi follower denota insicurezza in te stesso e nel tuo romanzo. Se tu per primo non credi nel prodotto che vendi perché dovrebbe crederci uno sconosciuto? Nel migliore dei casi, riceverai nuovi follower che si limiteranno a cliccare sul pulsante “segui” senza interessarti più a te. Se poi si scopre che hai pagato per aumentare il tuo seguito, perderai credibilità (con possibili conseguenze sulle classifiche di Google™) e potresti allontanare potenziali futuri follower realmente interessati a te e ai tuoi romanzi.

Ritorno economico

Nel caso tu abbia deciso di autopubblicarti (vedi pro e contro qui) un romanzo comporta dei costi di produzione, come editing, correzione di bozze, copertina, promozione, spedizione alle biblioteche nazionali, e via dicendo. Aggiungere il costo per ottenere follower disinteressati al tuo lavoro aumenta la soglia di investimento, e avrai bisogno di maggiori ricavi per coprire le spese. L'asticella della difficoltà aumenta creando squilibrio nel tuo progetto. Come abbiamo visto sopra, pagare per i follower automatici è un servizio superfluo ai fini della promozione, per cui è meglio tagliarlo. Molto meglio pagare un esperto di social media marketing che, oltre ad avere competenze pubblicitarie specifiche, si occuperà di pianificare una campagna pubblicitaria studiata per creare un dialogo fra te e i potenziali follower-lettori.

Pubblicità ingannevole

Questo punto si ricollega alla credibilità. Nel caso venissi scoperto di utilizzare un servizio automatico per aumentare il numero dei tuoi follower, i tuoi lettori affezionati, ma anche i potenziali nuovi fan, potrebbero sentirsi presi in giro. Ti mostri come un autore di successo seguito da millemila persone e poi – nella realtà dei fatti – è tutta fuffa. Molto probabilmente Google™ ti penalizzerà nelle classifiche delle ricerche (il che la dice lunga su quanto sia benvista questa pratica), sprofondandoti negli abissi del tartaro, e le persone dubiteranno anche dei contatti, che realmente ti seguono, interessati ai tuoi romanzi. Rompi il patto con il lettore (di cui ti ho parlato qui) e, persino sul fronte del ritorno economico, sarai nei guai!

Arroganza

Se appartieni alla categoria "Tanto non se ne accorge nessuno" non solo sei arrogante, ma pensi che gli altri siano stupidi. Fossi in te, rileggerei i punti precedenti, ma anche il primo episodio di questa writiquette.

Scarsa gestione imprenditoriale

Premesso che ognuno investe il proprio denaro come meglio crede, spendere dei soldi per un servizio automatico che aumenta i tuoi follower dietro un compenso per click denota una scarsa capacità nella gestione delle risorse. In questa società, gli editori e gli autori collaborano nella promozione. Dimostrare di non saperti gestire verrà valutato negativamente da un editore che, assumendosi il rischio di impresa, investe tempo, denaro, e risorse, su di te e il tuo romanzo. Se poi venisse a scoprire della tua pratica dopo la firma del contratto potrebbe incrinarsi il rapporto di fiducia alla base di ogni collaborazione, con tanti saluti a credibilità e ritorno economico. Usare il proprio denaro per assumere un esperto di social media marketing, seguire un corso sull'argomento sono invece visti come segni di proattività e capacità di lavorare per obiettivi.

Narcisismo

L'editoria a pagamento viene definita Vanity Press. Infatti, l'unico ricavo dell'autore, nel pagare per pubblicare, è coccolare il proprio ego. Nei social media vale lo stesso discorso. A tutti piace vedere like e commenti ai propri post, e articoli. Per quanto l'apparenza sia molto importante in questa società, soprattutto in quella virtuale, bisogna stare attenti ad attirare la visibilità sana, ovvero quella che risalta il tuo lato professionale di autore. Se scrivi solo per auto elogiarti, o fregiarti del titolo di autore, poter dire che hai pubblicato, allora non stai svolgendo la professione di scrittore, perché lo scrittore professionista guadagna tramite le pubblicazioni dei propri romanzi. Ottenere follower un tanto al chilo è pertanto visto come un balsamo per l'ego, che ti mostrerà come un narcisista interessato solo a sentirsi confermare quanto sia bravo e bello, a prescindere dai contenuti dei tuoi romanzi. Lasciati valutare per la qualità.

Follow/Unfollow

Questa simpatica pratica, famosa soprattutto su Instagram®, è odiatissima dalle persone di tutto il mondo. Se il tuo unico scopo è seguire qualcuno per avere il follow a tua volta, significa che non sei realmente interessato ai suoi contenuti. Quindi, l’esatto opposto rispetto ciò che cerca una persona che vuole mostrarsi professionale. Avere migliaia di follower scambiati, non è come pagare, perché di fatto impieghi il tuo tempo – che è comunque denaro – ma in termini di ritorno economico, ovvero la vendita dei tuoi libri, ne avrai davvero poco. Cosa ti assicura che un profilo che ti segue in cambio del tuo following interagirà con te perché gli interessi e non perché vuole che tu faccia altrettanto sul suo profilo? Circondarti di persone interessate solo allo scambio, e a ciò che possono ricevere, non ti aiuta a costruire una rete solida di follower. Il rischio di essere smascherato, oltre al fatto che le persone che interagiscono in modo sano tra di loro parlano, è di ricevere molti commenti fuori contesto ai tuoi post. Segui solo i profili che ti interessano, e cerca di farti seguire solo da chi ha reale interesse per te: valorizzati.

Terreno di caccia

Aggiungere migliaia di amici e/o usare i follower pagati per spammare il tuo lavoro ti procurerà molti ban dai gruppi, e verrai bloccato da chi vive queste invasioni come una violenza. Parola forte? Pensa alle televendite all’ora di cena. Come le accogli? Invasione del territorio? Persecuzione? Semplice rottura di scatole?
Ecco, tu mi chiedi l’amicizia per spammare (che non è marketing, come spiego in questo articolo) il tuo meraviglioso libro: in pratica entri in casa mia, bussi alla mia porta (messaggio privato) e ti aspetti che io interrompa la mia vita, i miei impegni, per accoglierti a braccia aperte. Poi, magari quando mi mostro non interessata mi rimuovi dalle amicizie. È uguale alla pratica del follow/unfollow. Rifletti prima di chiedere l’amicizia a chiunque, ma ancora di più prima di spammare il tuo libro.

Social Media Marketing Vs. Pay-per-follow

Consiglio #3

Sembrerà banale, ma il consiglio di questa settimana è di essere te stesso il più possibile. Circondati di persone che hanno i tuoi stessi interessi, oltre a quelli letteari, anche altri hobby, sport, argomenti comuni. Interagisci, lasciati conoscere, parla poco dei tuoi libri. Le persone che frequentano i social network sono curiose. Tendono a spulciarsi i profili altrui (non tutti) per cui se il tuo libro vale (e lo sai promuovere) lo troveranno. 

Grazie per avermi seguito fino a qui, ci rileggiamo nel quarto episodio di writiquette.

Buona comunicazione,

Parole in Linea

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