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M’editar is so good: pianificatore vs. esploratore | pillola #4

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Ciao e bentornato a un nuovo episodio di m’editar is so good: pillole di autoediting.

Nell’episodio precedente della formattazione dei dialoghi e di come usare le virgolette e la differenza tra caporali, italiane e inglesi e come esprimere i pensieri dei personaggi.

In questo quarto appuntamento parliamo del grande spartiacque degli Scrittori: pianificatori vs. esploratori e dell’importanza della pianificazione nella scrittura di un romanzo.

Il pianificatore e l’esploratore nella scrittura creativa

outlining or discovery

Pianificatore vs Esploratore:
Prima regola del #WritingClub:
Chi non programma non deve scassare le penne a chi lo fa
Seconda regola del #WritingClub:
Chi programma non deve dare del pazzo a chi non lo fa
Terza regola…

… fatevi le penne vostre che campate cent’anni e con quel tempo finite di scrivere il vostro romanzo.

Il pianificatore e l’esploratore nella scrittura creativa

chi sono?

Stephen King nel suo famoso On Writing – Autobiografia di un mestiere (ne parlo qui) afferma di scoprire la storia una pagina alla volta, lasciandosi condurre dai personaggi.

Agli antipodi troviamo George R.R. Martin che pianifica la storia di ogni personaggio, tanto da poter scrivere usando un punto di vista multiplo, ovvero narrando ciò che accade ai diversi personaggi durante lo stesso arco temporale.

Tralasciando le tempistiche dei due autori, il primo considerato un fulmine in grado di sfornare un due romanzi l’anno, il secondo… Beh, la serie TV di Game of Thrones ha fatto in tempo a iniziare, svilupparsi e terminare… Ecco, a parte questa peculiarità dei due autori, possiamo dire che entrambi i metodi di scrittura sono validi. Ogni scrittore deve scoprire il metodo a lui più congeniale.

E tu quale scrittore sei? Pianifichi vita, morte e miracoli dei tuoi personaggi e del mondo in cui si muovono oppure vai dove ti porta il vento? Sei indeciso e vuoi saperne di più? Ecco pro e contro di entrambe le modalità:

Il pianificatore e l’esploratore nella scrittura creativa

Pianificatore

Pianificazione – pro e contro

Noto oltreoceano come outlining writer, il pianificatore o programmatore seriale è uno scrittore che progetta la trama nei minimi dettagli: George R.R. Martin per intenderci. Ora sapete perché ci mette un’eternità per pubblicare il nuovo libro di GoT!

Pro

  • Conosce esattamente cosa accadrà nella sua storia; i pianti se li è fatti mentre pianificava, ma godrà ugualmente nell’uccidere i suoi personaggi;
  • Ha deciso il finale prima di iniziare a scrivere e può quindi inserire gli indizi con maggiore efficacia;
  • Pianificare gli permette di effettuare ricerche mirate, prima della stesura;
  • Completa la scrittura più rapidamente anche se non è uno scrittore esperto;
  • Difficilmente soffrirà del blocco dello scrittore; nel caso gli basterà consultare gli appunti per proseguire.

Contro

  • Rischia di bloccarsi per anni in stile J.R.R. Tolkien (per non tirare sempre in ballo il caro George) a pianificare e riscrivere il proprio romanzo senza esserne mai soddisfatto;
  • L’infodump è il suo peggior nemico: a nessuno interessa sapere se il protagonista canta mentre si toglie il cerume dalle orecchie;
  • Potrebbe stressarsi e vedere la scrittura come un lavoro d’ufficio;
  • Rischia di perdere interesse nel progetto se impiega troppo a completarlo;
  • Se in corso d’opera un personaggio prende vita e cambia il corso degli eventi è la fine!

Il pianificatore e l’esploratore nella scrittura creativa

Esploratore

Al contrario, il discovery writer o l’esploratore è uno scrittore che ha in mente un’idea, un personaggio, più o meno accennato, e inizia scrivere lasciandosi guidare dall’ispirazione o dalla scena che gli è balenata per la mente. Stephen King, come ha dichiarato nella sua autobiografia On Writing, appartiene a questa categoria e a quanto pare il suo metodo – per lui – funziona alla grande.

Pro

  • Maggiore entusiasmo: rimane scioccato dai colpi di scena inaspettati;
  • Completa la stesura rapidamente (se esperto);
  • Giova maggiormente del lato terapeutico della scrittura, grazie all’istintività del metodo;
  • Lascia la porta aperta a evoluzioni narrative che potrebbero avere un guizzo di genio;
  • Con l’esperienza può ampliare la propria capacità di sviluppo di temi complessi attraverso le figure retoriche;
  • Maggiore facilità a creare una voce propria;
  • Può cambiare facilmente idea sui personaggi, perché non ha costruito confini netti;
  • Si affeziona meno ai personaggi secondari.

Contro

  • Non ha idea del prodotto finale;
  • La storia potrebbe essere piena di errori di coerenza e contenuto o peggio di incongruenza nelle date;
  • Potrebbe creare antagonisti poco credibili o motivazioni poco plausibili a innescare il conflitto;
  • Potrebbe interrompere la scrittura per delle ricerche, o dimenticare di integrarle nel testo, se effettuate in un secondo momento;
  • Il blocco dello scrittore è suo amico, soprattutto se non ha bene in mente come funziona la struttura delle storie; E non ci sono appunti a salvarlo;
  • Il blocco dello scrittore è suo amico, soprattutto se non ha bene in mente come funziona la struttura delle storie; E non ci sono appunti a salvarlo;
  • Entra in lutto se gli muore un personaggio che gli piace; In crisi nera se si tratta dell’eroe!
“In medio virtus stat.”
Aristotele
Filosofo

La cosa migliore è cercare di trovare un equilibrio tra le due tipologie. Da un lato, eviterai il temuto blocco dello scrittore; dall’altro, limiterai il numero di correzioni di contenuto che dovrai apportare in fase di rilettura e revisione, sia nella fase di autoediting preliminare sia in compagnia del tuo editor.

Senza esagerare nella progettazione, con pochi punti ben mirati, riuscirai a dare alla luce il tuo amato/odiato pargoletto: perché, non importa se sei pianificatore o esploratore, ci saranno momenti in cui lo vorrai gettare tra le fiamme; e altri in cui lo seguirai fino all’inferno per salvarlo!

Occhi aperti e buona revisione!

Cristina Mantione

©️ Riproduzione riservata


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Mi chiamo Bianca, anche se la mia carta di identità dice altro, ma ormai le persone mi conoscono con questo nome e soprattutto sembra riescano a pronunciare meglio il cognome teutonico che quello ufficiale... Da qualche anno mi sono avvicinata alla traduzione, all'editing e alla correzione di bozze, studiando e facendo pratica e ora mi sto addentrando nell'ambito dal punto di vista professionale anche se, in effetti devo dire che, se vogliamo vederla sotto l'ottica della revisione, mi sono sempre occupata di editing, solo che prima facevo "editing aziendale e amministrativo". Dopo 10 anni passati a "litigare professionalmente" con avvocati e commercialisti, ingegneri e compagnia bella, ho capito che se sono sopravvissuta a loro posso affrontare gli autori... Del resto ormai sono a un bilancio dall'inferno e lì, si dice, di revisori ne cercano parecchi per rimettere in riga le anime.
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