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M’editar is so good: dialoghi e virgolette | pillola #3

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Ciao e bentornato a un nuovo episodio di m’editar is so good: pillole di autoediting.

Nell’episodio precedente abbiamo parlato delle figure coinvolte nella filiera editoriale della revisione: editor, correttore di bozze e la differenza con alfa reader & beta reader.

In questo terzo appuntamento parleremo della formattazione dei dialoghi e di come usare le virgolette e la differenza tra caporali, italiane e inglesi e come esprimere i pensieri dei personaggi.

Formattazione dei dialoghi

Le virgolette nei dialoghi

Prima regola del #WritingClub:
La formattazione deve essere omogenea
Seconda regola del #WritingClub:
La formattazione deve essere univoca
Terza regola…

… non intercambiate le virgolette una volta decisa la funzione di ciascuna.

Formattazione dei dialoghi

Virgolette – cosa sono?

Le virgolette sono un segno tipografico utilizzato per evidenziare una parola, distinguere una citazione o indicare il discorso diretto – o dialogo – all’interno di una narrazione.

La loro introduzione nei testi stampati avviene per la prima volta nel 1502 in un’opera a caratteri latini, il “Dicta et facta memorabilia” di Valerio Massimo, con la finalità di risaltare dei passaggi ritenuti particolarmente importanti1.

“Sono sempre usate in coppia e dimenticarne una può generare confusione nel lettore”
Parole in Linea
Editing e Traduzione

Formattazione dei dialoghi

Virgolette – quali sono?

Esistono quattro tipi di virgolette2:

  1. Virgolette basse doppie, note anche come virgolette francesi, sergenti o caporali: « » (Codice ASCII Alt+174 e Alt+175);
  2. Virgolette basse singole, o caporali singole: ‹ › ma sono poco usate in Italia;
  3. Virgolette alte doppie, o italiane: “ ” oppure ” “;
  4. Virgolette alte singole, o semplici, dette apici o virgolette inglesi: ‘ ’ oppure ‘ ‘;
  5. Nota bene << e >> non sono virgolette ed è ritenuto un errore da principiante, spesso usato dalle case editrici per scartare un manoscritto.

L’utilizzo delle virgolette dipende dalla via di pubblicazione che hai decido di intraprendere: self publishing o casa editrice.

Formattazione dei dialoghi

Casa editrice vs self publishing
quali virgolette?

Abbiamo visto nell’episodio precedente che la via del self publishing comporta sostenere i costi di editing e correzione di bozze, ma quando sei l’editore di te stesso sei anche libero di scegliere la formattazione che più ti piace.

Tuttavia, non sottovalutare questa libertà di scelta, optando per dei criteri a caso, soprattutto se vuoi scrivere una serie di romanzi incentrati sullo stesso personaggio. Dualogia, trilogia o saga è importante che abbiano tutte la stessa formattazione per comunicare un’idea di professionalità e omogeneità al lettore, ma anche per avere meno dubbi quando scrivi il volume successivo del tuo romanzo.

Mentre, se hai deciso di sottoporre il tuo manoscritto a una casa editrice è bene valutare le norme redazionali che utilizza. Infatti, ogni casa editrice adotta una serie di norme redazionali che la contraddistingue. Se hai scelto una sola casa editrice, puoi valutare di formattare il tuo romanzo secondo le sue norme editoriali, dimostrando di aver scelto consapevolmente un editore, anziché buttare “nel mucchio” la tua opera.

Nel caso tu abbia selezionato una rosa di editori cui inviare la tua opera, invece, puoi applicare una formattazione standard facilmente modificabile e adattabile alle diverse policy.

L’ideale sarebbe inoltrare il manoscritto a pochi editori selezionati e adottare lo stile di quello più “rinomato”, in modo da non impazzire a modificare il manoscritto ogni volta. Come avrai notato leggendo i libri dei diversi editori, alcune case editrici utilizzano addirittura il trattino medio – (- più raro) o il trattino lungo (— ALT + 0151) per indicare l’apertura del dialogo.

Vediamo qualche esempio pratico.

Invece di inserire stralci di dialogo ho preferito usare le anteprime Amazon per darti modo di verificare tu stesso le differenze di ogni casa editrice e notare chi usa i caporali, chi il trattino, chi mette la punteggiatura dentro le virgolette e chi fuori. I libri sono scelti a caso tra le varie case editrici maggiori. L’elenco non è esaustivo, perché voglio lasciarti il gusto di cercare tra i tuoi libri le case editrici che mancano qui.

Però, se preferisci, sotto le anteprime ho comunque selezionato un brano che contiene un dialogo, a te notare le differenze.

Formattazione dei dialoghi

Casa editrice – esempi di formattazione.

Correva attraverso l’intrico degli alberi, poi si girava con enfasi e trasaliva portandosi il dorso della mano alla fronte. «Voi non mi ucciderete mai!» diceva. «Perché io sono di sangue reale, e un giorno sarò regina, due volte più potente della mia matrigna. E le taglierò la testa.»
MONDADORI
E i tre vecchietti nel lettone ridacchaivano, scoprendo le rosee gengive sdentate.
«Che cosa mai lo tiene per aria, questo coso pazzesco?» gracchiò Nonna Josephine.
«Signora» le rispose il signor Wonka, «questo ‘coso’ non è più un ascensore. Gli ascensori si limitano ad andare su e giù dentro i palazzi. Ma ora questo qui, che ci ha portati su nel cielo, è diventato un ascensorazzo. Oh, sì, sì! è il grande ascensorazzo di cristallo».
SALANI
Giunto che fu presso il varco delle mura, gli andò incontro un monaco infagottato in una tonaca. Era padre Geraldo da Pinerolo, il cellario. Tirò indietro il cappuccio, scoprendo una lunga barba corvina e uno sguardo attonito. «Dove vai fratello?», gli domandò. «Rientra, prima che si scateni la bufera».
NEWTON COMPTON
— Ammazza ‘sti tedeschi, comandante! — disse. — So’ proprio tosti! – e soffiò anche un sibilo sottile, di ammirazione, che gli uscì tra le labbra in un pennacchio di vapore.
EINAUDI
Lei guardò alle spalle del marito. «Dove sono gli altri?»
«Stanno assicurando le imbarcazioni. Vieni, Merytaton, non indugiamo oltre.»
LONGANESI
Fu Percy Wetmore ad accompagnare Coffey al braccio, al grido che si vorrebbe tradizionale di: «Uomo morto che cammina! Uomo morto che cammina!»
PICKWICK
«No, non sono io» disse, infatti, andandole incontro. «La Grande mietitrice non si scomoderebbe mai per una come te.»
FANUCCI
«Allora?» si sentì chiedere.
«Allora cosa?»
«Non hai nulla da dire a tua discolpa?»
«Non ho colpito abbastanza forte.»
LA CORTE EDITORE
“Il primo capitolo è fondamentale, Marcus. Se ai lettori non piace, non leggono il resto del libro. Tu come intendi cominciare il tuo?”
“Non lo so, Harry. Pensi che un giorno ci riuscirò?”
“A fare cosa?”
“A scrivere un libro.”
“Ne sono certo.”
BOMPIANI
“Ragazzo mio, se non lo avessi visto con i miei occhi, non ci avrei mai creduto,” disse in tono solenne uno dei medici che si era avvicinato senza che Dalmau se ne fosse accorto.
FELTRINELLI

Dialoghi e Virgolette

Consigli per la formattazione

Come avrai notato, per indicare i dialoghi molte case editrici utilizzano i caporali « » che, prendono il nome dai gradi militari, sono quelle più complicate da sostituire, in quanto gli editor di testo, come Word® non le formattano automaticamente come virgolette di apertura o chiusura in base alla posizione, come avviene invece per le virgolette italiane ” “.

Per questo è importante stabilire un ordine ben preciso prima di iniziare a scrivere. Ciò ti aiuterà a individuare le sequenze dialogiche e i pensieri dei personaggi anche in fase di rilettura e successivamente di editing, oltre a rendere più veloce la fase di correzione di bozze.

Al fine di rendere il tuo manoscritto facilmente adattabile alle norme redazionali, e alle richieste della casa editrice o del mercato, ti consiglio di scegliere questo ordine di formattazione:

  1. Le virgolette basse caporali (« ») per le sequenze dialogiche , ovvero per il discorso diretto tra i personaggi;
  2. Le virgolette doppie alte doppie, o italiane (” “) per evidenziare una determinata parola, o per racchiudere una definizione;
  3. Il trattino medio (–) o lungo (— meglio) per i pensieri, scrivendo il testo in corsivo; → Per i pensieri puoi usare anche il corsivo, purché tu non abbia già pensato di usarlo per risaltare alcune parole durante la narrazione.
  4. Le virgolette alte singole, o inglesi, (‘ ‘) per le citazioni o per riportare il contenuto – o stralci di contenuto – di testi che i personaggi si scambiano all’interno del discorso diretto o che vuoi far risaltare agli occhi del lettore;

In questo modo potrai modificare le virgolette utilizzando la funzione trova e sostituisci di MS Word®.

È molto più complicato – ma non impossibile – far capire all’editor di testo quali virgolette caporali devono essere aperte e quali chiuse in fase di sostituzione automatica, ma si può inserire il comando che tutte le virgolette caporali aperte o chiuse siano sostituite dalle più semplici – e univoche – virgolette italiane, inglesi o da un trattino (lungo).

«Virgolette Caporali»

Come digitarle
dal codice ASCII alle scorciatoie da tastiera

I caporali o virgolette caporali non sono presenti sulla tastiera QWERTY, ma si possono ottenere utilizzando quattro tipi di inserimento diretto.

  1. Il codice ASCII, ALT+174 e ALT+175 per le virgolette caporali doppie basse aperte e chiuse;
  2. Impostando i tasti di scelta rapida di MS Word® andando nel menu Inserisci → Simboli → Altri Simboli → Tasti di scelta rapida. (valido anche per Scrivener® partendo dal menu Strumenti → Opzioni, Correzioni, Modifica Sostituzioni, cliccate sul “+” e inserite la tua scelta);
  3. Utilizzando la sezione Inserisci → Simboli e scegliendo i caporali di volta in volta, o usare la funzione copia-incolla per gli inserimenti successivi;
  4. Inserendo una macro all’interno di MS Word®.

Qualunque sia la tua scelta ricordati di applicarla sempre e in modo omogeneo.

Il lettore imparerà a riconoscere le parti del testo più facilmente. La lettura scorrerà fluida, e senza interruzioni, impedendo al lettore di domandarsi se stia leggendo un pensiero, un dialogo o una citazione. Lo stesso sarà per te e il tuo editor quando rileggerete il testo in cerca di errori.

Come ti ho detto sopra non esistono regole di formattazione dialogica universale, pertanto la parola chiave nella scelta delle virgolette è: univocità.

Occhi aperti e buona revisione!

Cristina Mantione

©️ Riproduzione riservata


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Parole in Linea
Mi chiamo Bianca, anche se la mia carta di identità dice altro, ma ormai le persone mi conoscono con questo nome e soprattutto sembra riescano a pronunciare meglio il cognome teutonico che quello ufficiale... Da qualche anno mi sono avvicinata alla traduzione, all'editing e alla correzione di bozze, studiando e facendo pratica e ora mi sto addentrando nell'ambito dal punto di vista professionale anche se, in effetti devo dire che, se vogliamo vederla sotto l'ottica della revisione, mi sono sempre occupata di editing, solo che prima facevo "editing aziendale e amministrativo". Dopo 10 anni passati a "litigare professionalmente" con avvocati e commercialisti, ingegneri e compagnia bella, ho capito che se sono sopravvissuta a loro posso affrontare gli autori... Del resto ormai sono a un bilancio dall'inferno e lì, si dice, di revisori ne cercano parecchi per rimettere in riga le anime.
https://www.paroleinlinea.com

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