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M’editar is so good: pillola #4

Ciao a tutti e bentornati a m’editar is so good: pillole di auto editing.

In questo episodio parleremo dell’importanza della programmazione e delle due tipologie predominanti tra gli scrittori:

 

L'outlining writer e il discovery writer

Outlining vs Discovery:
Prima regola del #WritingClub:
Chi non programma non deve scassare le penne a chi lo fa
Seconda regola del #WritingClub:
Chi programma non deve dare del pazzo a chi non lo fa
Terza regola…

fatevi le penne vostre che campate cent’anni e con quel tempo finite di scrivere il vostro romanzo.
Qualche che sia la vostra categoria, ci sono pro e contro per entrambe. Perciò, state sereni.
Definiamo anzitutto chi sono:

Outlining writer

  • L'outlining writer, o il programmatore seriale è uno scrittore che pianifica la storia nei minimi dettagli: George R.R. Martin per intenderci. Ora sapete perché ci mette un'eternità per pubblicare il nuovo libro di GoT!
  • PRO:

Conosce esattamente cosa accadrà nella sua storia; i pianti se li è fatti mentre pianificava, ma godrà ugualmente nell’uccidere i suoi personaggi;
Ha deciso il finale prima di iniziare a scrivere e può quindi inserire gli indizi con maggiore efficacia;
Pianificare gli permette di effettuare ricerche mirate, prima della stesura;
Completa la scrittura più rapidamente anche se non è uno scrittore esperto;
Difficilmente soffrirà del blocco dello scrittore; nel caso gli basterà consultare gli appunti per proseguire;

  • CONTRO:

Rischia di bloccarsi per anni in stile J.R.R. Tolkien a pianificare e riscrivere il proprio romanzo senza esserne mai soddisfatto;
L’infodump è il suo peggior nemico: a nessuno interessa sapere se canta mentre si toglie il cerume dalle orecchie;
Potrebbe stressarsi e vedere la scrittura come un lavoro d’ufficio;
Rischia di perdere interesse nel progetto se impiega troppo a completarlo;
Se in corso d’opera un personaggio prende vita e cambia il corso degli eventi è la fine!

Discovery writer

  • Il discovery writer, al contrario, è uno scrittore che ha in mente un'idea, un personaggio più o meno accennato e inizia scrivere lasciandosi guidare dall'ispirazione o dai personaggi stessi. Stephen King, come ha dichiarato nella sua autobiografia On Writing, appartiene a questa categoria.
  • PRO:

Maggiore entusiasmo: rimane scioccato dai colpi di scena inaspettati;
Completa la stesura rapidamente (se esperto);
Giova maggiormente del lato terapeutico della scrittura, grazie all’istintività del metodo;
Lascia la porta aperta a evoluzioni narrative che potrebbero avere un guizzo di genio;
Con l’esperienza può ampliare la propria capacità di sviluppo di temi complessi attraverso le figure retoriche.
Maggiore facilità a creare una voce propria;

  • CONTRO:

Non ha idea del prodotto finale;
La storia potrebbe essere piena di errori di coerenza e contenuto o peggio di incongruenza nelle date;
Potrebbe creare antagonisti poco credibili o motivazioni poco plausibili a innescare il conflitto;
Potrebbe interrompere la scrittura per delle ricerche, o dimenticare di integrarle nel testo, se effettuate in un secondo momento;
Il blocco dello scrittore è suo amico, soprattutto se non ha bene in mente come funziona la struttura delle storie; E non ci sono appunti a salvarlo;
Entra in lutto se gli muore un personaggio che gli piace; In crisi nera se si tratta dell’eroe!

In medio virtus stat.

La cosa migliore è cercare di trovare un equilibrio tra le due tipologie. Da un lato, eviterete il temuto blocco dello scrittore; dall’altro limitare il numero di correzioni di contenuto che dovrete apportare in fase di rilettura e revisione, sia che siate soli o in compagnia del vostro editor.

Con pochi punti ben mirati, riuscirete a dare alla luce il vostro amato/odiato pargoletto. Perché, non importa se siete outlining o discovery writers, ci saranno momenti in cui lo vorrete gettare tra le fiamme; e altri in cui lo seguirete fino all’inferno per salvarlo!

Occhi aperti e buona revisione!

Parole in Linea

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