Cerchio con iscrizione: Meditar is so good su parole in linea
Meditar is so good Pillole Rubriche

M’editar is so good: pillola #2

Ciao a tutti e bentornati a M’editar is so good: pillole di auto editing.

In questo secondo episodio, conosceremo le principali

figure professionali e amatoriali coinvolte nella revisione dei testi

Editor, correttore di Bozze o proofreader e beta-reader

Prima regola del #WritingClub:
Non confondere gli editor con i beta-reader!
Seconda regola del #WritingClub:
Non confondere i proofreader con i beta-reader!
Terza regola…

insomma, i beta reader leggono e danno un feedback. Punto.

Partiamo con ordine: terminata la prima stesura è bene lasciarla riposare per un periodo che va da due settimane a un mese. Più a lungo si lascia da parte il proprio testo meglio è. La parola chiave è dimenticare.

Prima di proporre il tuo romanzo

Chi ha intenzione di sottoporre il proprio testo a una casa editrice dovrà pulirlo dai refusi e dagli errori più evidenti. Di solito, le case editrici preferiscono occuparsi di editing e correzione di bozze, in modo da confezionare il libro in linea con le esigenze di mercato e il proprio taglio editoriale. Pertanto, correzioni professionali esterne potrebbero rivelarsi inutili, se non deleterie.

In caso di dubbi sulla bontà del proprio manoscritto, si può ricorrere a una scheda di valutazione, che evidenzia le criticità, senza agire sul testo. Chiaramente, essendo una prestazione professionale sarà a pagamento.

Coloro che preferiscono tentare la strada dell’autopubblicazione, dovranno invece avvalersi di professionisti freelance, per rendere il testo un prodotto finito godibile e adatto al mercato.

L’ordine più efficace per correggere un testo è: autocorrezione, line, copy o content editor, proofreader e infine beta reader. Quest’ultimo leggerà il lavoro ultimato e darà la propria impressione in veste di lettore.

Editor, Correttore di bozze e Beta reader

Quando autocorreggete, perciò, vi avvicinate alla seconda figura: Il correttore di bozze, o proofreader; ma vediamo i compiti di ciascuna figura al di fuori di una casa editrice:

  • L'editor

line, copy o content, si occupa di grammatica, sintassi, punteggiatura e – a livello più profondo – di ridondanza, coerenza stilistica, temporale e comportamentale di forma, trama e personaggi. Individua quindi gli errori di contenuto, difficilmente percepibili dallo scrittore del testo;

  • Il correttore di bozze

o proofreader corregge i refusi, i typo, le d eufoniche, gli errori non legati al contenuto ma risultanti da modifiche, riscritture o distrazioni e si occupa della formattazione;

  • Il beta reader

è un lettore, professionale o amatoriale. Il suo compito è leggere il libro nella sua totalità e fornire la propria opinione. Pertanto, non corregge nulla, ma è una preziosa risorsa prima di pubblicare un libro editato e corretto.

Nota: a volte, si parla di alfa reader. Il concetto è identico al beta reader, con l’unica differenza che il primo legge il testo non ancora editato, né corretto, spesso in fase di stesura, o appena completata la prima bozza.

In questa pillola, il nostro scopo è quello di conoscere queste figure per cercare di pulire il più possibile il testo per permettere all’editor di concentrarsi sui problemi strutturali e di contenuto; al correttore di bozze di rifinire e formattare il testo, in modo da risultare ordinato alla vista e semplificare la lettura, togliendo solo i refusi più persistenti; e invogliare il lettore a voltare pagina senza affaticarsi. Ovvero, permettere e al beta-reader di leggere più agevolmente il nostro libro, per avere un feedback basato sulle emozioni che gli ha trasmesso.

Ogni figura professionale segue un percorso di analisi, più o meno simile, e si pone delle domande (puoi leggerne alcune nella pillola #6). Per questo è importante conoscerle tutte e capire come intervengono nel processo di revisione.

Consigli utili

Il consiglio di questa settimana è di rileggere il vostro testo, una volta conclusa la prima stesura, minimo tre volte, a intervalli regolari di un mese, o più, tra una lettura e l’altra, e almeno una volta a voce alta.

In questo modo, il testo vi apparirà lontano, quasi estraneo. Noterete più facilmente le frasi difficili e faticose. La lettura a voce alta sarà poi preziosissima per correggere la punteggiatura, e i famosi muri di parole: paragrafi così lunghi da formare un muro omogeneo all’interno della pagina; e tutta una serie di modifiche, aggiunte o caratterizzazioni, che in prima stesura non vi erano venute in mente.

Occhi aperti e buona revisione!

Parole in Linea

©️ Riproduzione riservata


Questo articolo

Spargi la voce e condividi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Solve : *
17 − 11 =