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M’editar is so good: pillola #10

Ciao a tutti e benvenuti!

Bentornati al nono episodio della rubrica M’editar is so good: pillole di autorevisione. Questa settimana cerchiamo di rendere visivamente ordinato il proprio manoscritto durante la correzione di bozze, attraverso la differenziazione della punteggiatura. Come abbiamo già detto nelle pillole precedenti, questo lavoro è solo un’opera di pulizia preliminare, e non sostituisce un occhio professionale.

Correzione di bozze: la punteggiatura

Prima regola del #WritingClub:
i puntini di sospensione… sospendono.
Seconda regola del #WritingClub:
I trattini interrompono.
Terza regola…

… La formattazione si decide all’inizio.

Si sente tanto parlare di correzione di bozze in ambito editoriale, ma in realtà ogni volta che agiamo su un testo, lo formattiamo, e correggiamo sviste, lapsus e refusi, stiamo agendo in tal senso. Per cui, si può parlare di correzione di bozze sia quando rileggiamo le e-mail di lavoro, prima di inoltrarle, sia quando attenzioniamo un testo complesso, quale è un romanzo.

Come abbiamo visto nella pillola #7, in entrambi i casi, è consigliabile effettuare più letture, ovvero più giri di bozza, e – soprattutto – lasciar passare un po’ di tempo tra una fase e l’altra. Infatti, la mente tende a ricordare il contenuto di un testo e leggere correttamente le parole contenenti refusi, purché la prima e l’ultima lettera siano corrette.

Nel caso di una e-mail, i tempi possono essere più brevi. Magari, si prepara tutta la corrispondenza da inoltrare a stretto giro, e poi ci si dedica ad altre attività, o si può bere un caffè, prima di rileggerle.

Quando invece si affronta un testo lungo, che richiede tempi di elaborazione notevoli, si possono scegliere varie strade, ed espedienti, per impedire alla mente di abituarsi al registro usato.

Abbiamo visto questi trucchi nelle pillole precedenti, mentre in questo articolo, voglio soffermare l’attenzione su alcune scelte nella punteggiatura, che mostrano gli stati d’animo, senza doverli descrivere esplicitamente.

Puntini di sospensione o trattino?

Esprimono incertezza, interrompono una frase, segnalano una sequenza dialogica. Questi segni grafici sono usati in vari modi. Per cui è opportuno stabilire all’inizio della stesura in quale chiave impiegarli.

Il trattino

Ci sono tre tipi di trattino: corto, medio – spesso confuso con il precedente – e lungo. I trattini sono spesso interscambiati, come se indicassero lo stesso segno grafico, nonostante abbiano destinazioni differenti.

Il trattino corto

Si usa nelle parole composte, come ad esempio: e-mail, post‑produzione, prima guerra mondiale 1914‑1918 etc. Unisce quindi due parole strettamente correlate tra loro.

Il trattino medio

Nonostante molti scrittori utilizzino il trattino corto, poiché presente sulla tastiera, il trattino medio è il più corretto da usare per aprire una stringa di dialogo, e per gli incisi, anche se viene spesso sostituito dai due punti, dalla virgola – o, peggio ancora – dalle parentesi tonde, come se i due segni grafici fossero equivalenti; si usa, inoltre, per i cambi di argomento all’interno di una stessa frase.

Il trattino lungo

Poco usato dagli scrittori autopubblicati (l’ho visto usare molto di rado, sostituito – erroneamente – dai puntini di sospensione). Il trattino lungo indica una interruzione brusca, usato soprattutto nei dialoghi, per troncare la conversazione quando il personaggio smette di parlare all’improvviso, o viene interrotto da un altro interlocutore.

Sulla tastiera qwerty è presente solamente il trattino corto. Per ottenere gli altri due basta andare, su Word®, nei simboli e selezionare altri simboli -> caratteri speciali. Sia per chi usa questo editor di testo, che per quelli che preferiscono un altro programma, come abbiamo visto nei precedenti episodi, è possibile stabilire una sequenza di tasti scorciatoia per digitare i trattini medio e lungo, oppure ricorrere al codice ASCII:

Trattino medio (–) ALT + 0150

Trattino lungo (— ALT) + 0151

Adesso avete tutti gli strumenti per mostrare graficamente correlazioni, incisi, dialoghi e interruzioni in modo chiaro e univoco. L’unico consiglio è però di non abusare del trattino medio per enfatizzare le informazioni: si tratta pur sempre di una variazione nella fluidità del testo. Il lettore interrompe la lettura domandandosi inconsciamente cosa sta per accadere. Troppe micro-interruzioni potrebbero minare la sua attenzione, e fargli chiudere il vostro romanzo.

I puntini di sospensione

Sopra vi ho accennato della tendenza di molti autori a usare i puntini di sospensione per indicare una interruzione di un dialogo. Si tratta invece di un elemento di ritardo nella comunicazione. I puntini di sospensione vengono usati soprattutto nei dialoghi per mostrare allusività, esitazione, reticenza, ripensamenti o, quando un personaggio pensa mentre parla, soffermandosi su una riflessione. Possono essere usati per stupire, per creare ansia, attesa, ma non per interrompere il dialogo in modo brusco. Quando vengono usati per ostacolare il discorso di un personaggio, magari perché il suo interlocutore vuole impedirgli di completare la frase, o vuole intervenire nonostante stia parlando un’altra persona, tente conto che usare i puntini di sospensione indurrà a percepire il cambio in modo morbido e delicato. Quindi, se il vostro intento è impedire con veemenza, al personaggio coinvolto nel dialogo in quel momento, di completare il discorso è opportuno affidarsi al trattino medio.

I puntini di sospensione sono utili anche quando si riporta un testo omettendo le parti non interessanti ai fini della citazione.

L’uso della ‘d’ eufonica, (…), dovrebbe essere limitato ai casi di incontro della stessa vocale, (…).

In questo modo, si indica con chiarezza che l’estratto appartiene a un testo più lungo.

L’aspetto più importante da ricordare dei puntini di sospesione, a prescindere dal loro impiego, come specificato in “Elementi di Stile nella Scrittura“, è la struttura rispettare rigorosamente:

I puntini di sospensione sono sempre tre: non due, né quattro, né quindici. Tre.

Inoltre, quando si utilizzano i puntini di sospensione in una frase, laddove cambia l’argomento, la parola successiva inizia con la lettera maiuscola.

Anche in questo caso, il consiglio è moderazione. Esagerare con questo segno grafico produce molte pause nella lettura, e alla lunga potrebbero annoiare il lettore.

Esercizio #1

Per quanto sia molto semplice capire quando usare i trattini e i puntini di sospensione, apri un libro che ti piace, o riscrivi una frase del tuo romanzo nelle due versione: usando i trattini e i punti di sospensione. Leggi ad alta voce entrambe le versioni e valuta l’effetto.

Occhi aperti e buona revisione!
Parole in Linea

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