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M’editar is so good: la D eufonica | pillola #1

Ciao a tutti e benvenuti!

Eccoci finalmente al primo incontro della rubrica M’editar is so good: pillole di autoediting. Nei prossimi dodici incontri cercherò di aiutarvi a correggere, e pulire il vostro testo, prima di consegnarlo nelle mani esperte di un professionista.

In questa prima pillola iniziamo trattando un tema a me molto caro, e troppo spesso bistrattato:

La D Eufonica:

Prima regola del #WritingClub:
Le d eufoniche sono vietate!
Seconda regola del #WritingClub:
Le d eufoniche sono vietate!
Terza regola…

… ok, non sono proprio vietate.

La D eufonica svolge la funzione di agevolare la pronuncia di alcune parole che, in mancanza di un elemento di coesione, sarebbero difficili da articolare, o addirittura produrrebbero suoni cacofonici. Si tratta, quindi, di un elemento volto a creare armonia musicale all’interno di una frase.

Per utilizzarle in modo corretto bastano poche accortezze. Infatti, la d eufonica segue una regola molto semplice, spiegata dall’Accademia della Crusca, uno dei massimi esponenti di linguistica italiana. Vediamo cosa dice:

L'uso della 'd' eufonica, (…), dovrebbe essere limitato ai casi di incontro della stessa vocale, (…). Si tratta di una proposta di semplificazione (…) ma dobbiamo comunque tener presente che la d eufonica non è un elemento posticcio, ma trova le sue radici nella struttura originaria delle due parole interessate che in latino erano et e ad.

In base a quanto dice l’Accademia della Crusca, è quindi corretto utilizzare la d eufonica in casi come:

  • Ad avere;
  • Ad aggiungere;
  • Ed ecco;
  • Ed elementi;
  • Ed educare;
  • Od odorare.

Invece, è considerato errore scrivere:

  • Ed ultimo;
  • Ad ottenere;
  • Ed andiamo;
  • Ad oltranza.

Casi specifici

È importante ricordare che le d eufoniche si devono evitare anche in alcuni casi particolari:

Davanti all’H aspirata di parole o nomi stranieri:

  • Suono per piacere o hobby;
  • Dillo ad Harry;
  • Dillo a Harry;

Quando precede un inciso:

  • E, come ogni volta, è arrivato in ritardo!

Quando l’aggiunta crea cacofonia, ovvero un suono disarmonico e sgradevole. Per cui, nei tre esempi che sto per riportare è opportuno togliere la d eufonica nonostante la regola suggerisca di inserirla:

  • Fino a adesso;
  • A adempiere;
  • Case e edifici.

Sono considerate invece eccezioni consolidate, all’interno della Lingua Italiana, i seguenti casi:

  • Ei ed io;
  • Ad esempio;
  • Ad eccezione;
  • Ad ogni;
  • Fino ad ora;
  • Dare ad intendere.

Nei secoli il gusto estetico e la Lingua Italiana si sono evoluti. Perciò, questa regola è mutata nel tempo in base alle esigenze e alle evoluzioni linguistiche.

Occorre quindi ricordarne la ratio, che nasce dalla necessità di creare armonia all’interno di una frase. Pertanto, in caso di dubbio, è bene affidarsi al proprio istinto, leggere la frase a voce alta e valutare se l’insieme risulta armonico o cacofonico. Oppure, aprite Google™ e verificate la versione più utilizzata.

Per quanto sia molto semplice applicare questa regola è spesso bistrattata o ignorata. Ciò denota uno scarso livello di conoscenza dell’uso corrente della lingua italiana e può rappresentare un pessimo biglietto da visita per chi vuole intraprendere la carriera professionale di scrittore.

Infatti, molto spesso gli editori si limitano a vedere l’utilizzo della d eufonica all’interno della sinossi e del manoscritto proposto, prima di decidere se proseguire con la lettura della proposta editoriale o scartarla.

Per cui, occhi aperti e buona revisione!

Arrivederci alla prossima pillola,
BHK

Parole in Linea

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