Blog

Strategie di pubblicazione: selezionare la casa editrice giusta

Tempo di lettura stimato: 9 minuti

Dopo esserti documentato, chiesto ad amici, parenti, letto articoli su internet, hai deciso di pubblicare con una casa editrice, senza avvalerti di un agente letterario. All’inizio ci può stare. Certo, se diventi Stephen King un pensierino, in te, ce lo farei…

Per quanto te lo auguri, al momento devi ancora occuparti da solo tutti gli aspetti burocratici. Perciò, armati di tanta pazienza e inizia a scegliere le case editrici. Esatto, l’invio alla cieca non paga mai: è sempre opportuno selezionare una rosa di editori, sulla base del genere letterario cui appartiene il tuo romanzo e altri fattori che andremo a trattare in questo articolo, oltre a un pizzico di gusto personale riguardo allo stile editoriale, alla grafica delle copertine e altri aspetti che dovranno piacere anche a te. Del resto come puoi sponsorizzare un prodotto che non ti piace?

Per aiutarti nella valutazione, ti scrivo i punti che reputo più importanti da tenere in considerazione. Infatti, la pubblicazione di un romanzo è un contratto vincolante e una collaborazione lavorativa a tutti gli effetti, nonostante incontrerai chi sminuisce questo aspetto fondamentale o che cercherà di far sostenere a te, in quanto autore, i costi di pubblicazione.

Ho parlato in questo articolo della differenza tra una casa editrice tradizionale che segue la Legge sul Diritto d’Autore, ovvero non chiede all’autore di sostenere le spese di pubblicazione. Se non la conosci già, ti consiglio caldamente di leggerlo.

Chiarito chi deve sostenere il rischio d’impresa e i costi di pubblicazione sta a te essere sicuro del percorso che vuoi intraprendere. Gli aspetti che sto per elencarti potrebbero non essere sempre accessibili, ma ti invito a provare ugualmente a cercare su internet delle opinioni, o informazioni, in tal senso. Ne varrà la pena.

Prima di cominciare, però, ci tengo ad avvisarti: ho deciso di evitare il consiglio sull’editing e la revisione, perché sono aspetti trattati da molti siti e di cui ti parlo qui e qui.

Infatti, in questo articolo troverai degli spunti di riflessione e degli aspetti tecnici, basati sulla fiscalità, sulla consultazione dei contratti e delle possibili domande da porre a un editore, di cui si parla molto poco se non nelle fasi più avanzate del percorso di pubblicazione.

Alla luce della selezione di una casa editrice, prima dell’inoltro del manoscritto potrebbe sembrare prematuro e, invece, credo sia un aspetto importante da capire già prima dell’invio del proprio romanzo.

Infatti, alcune informazioni potrebbero essere accessibili solo dopo il primo contatto. Ti consiglio però di effettuare delle ricerche in merito. Infatti, i siti delle case editrici spesso presentano una sezione F.A.Q. relativa alle domande più frequenti, dove sono spesso indicati alcuni degli elementi di cui ti andrò a parlare. Gli stessi autori già pubblicati da una casa editrice sono una fonte preziosa. In questo modo, risparmierai tempo e Xanax® nelle fasi successive.

Anche nel caso non dovessi trovare informazioni in merito, in questa fase preliminare, per me è importante aiutarti a riflettere sull’esistenza di questi aspetti, che spesso si scoprono troppo tardi, al pari di una doccia gelata.

Sette elementi per scegliere la casa editrice adatta a te

1. Il Rischio di Impresa

Nell’articolo precedente abbiamo visto le distinzioni tra una casa editrice free, a pagamento, doppio binario e al crowdfunding editoriale. Prima di inoltrare il tuo manoscritto, verifica chi sosterrà i costi di editing, correzione di bozze, impaginazione, illustrazione della copertina, stampa, promozione – il famoso marketing – e distribuzione.

Ho già espresso chiaramente il mio punto di vista in merito all’editoria a pagamento e, più in generale in ogni forma di esborso economico da parte dell’autore nel processo di pubblicazione, ma se avessi ancora qualche dubbio puoi sempre guardare il video di Chiara Beretta Mazzotta sugli illustri autori del passato che si sono avventurati in quelle lande.


Prima di inoltrare il tuo manoscritto, verifica chi sosterrà i costi di editing, correzione di bozze, impaginazione, illustrazione della copertina, stampa e promozione e distribuzione.
#casaeditrice #editing #noeap #pubblicazione #selfpublishing #marketing #paroleinlinea

2. La gallina dalle uova d’oro

La linea continua che unisce ogni editore che si rispetti, ma più in generale imprenditore serio, è l’approccio verso gli autori e i collaboratori.

Come ti ho già detto, l’editoria tradizionale, assumendosi i costi di tutto il progetto editoriale, cerca una figura professionale sulla quale investire e una storia commercialmente funzionale che può proporre al mercato con esiti positivi. Questo può portare a credere che l’autore sia la gallina dalle uova d’oro, coccolato e vezzeggiato fino allo spasmo.

Mi spiace deluderti, ma l’autore è solo la persona che ha scritto il libro: è il romanzo la vera star!

Perciò se, prima della firma, l’editore ti coccola troppo, se lusinga il tuo ego oltre ogni aspettativa, magari paragonandoti a un grande autore della letteratura straniera (raramente citano gli italiani, come se fossero di minore impatto)… fattela una domanda. Vuole te – leggi i tuoi soldi – o crede nel tuo libro? Non serve inoltrare il manoscritto, basta leggere la pagina dei contatti per capire come si rivolgerà a te, ma soprattutto se si rivolge agli autori o ai lettori.


Se l’editore ti coccola troppo, e lusinga il tuo ego, già prima della firma, o ti paragona ai grandi della letteratura, assicurati che miri al tuo manoscritto e non ai tuoi soldi.
#casaeditrice #editing #noeap #pubblicazione #selfpublishing #paroleinlinea

3. Assistenza tecnica e legale

La star deve essere il romanzo, non l’autore!
#casaeditrice #editing #noeap #pubblicazione #selfpublishing #paroleinlinea

Il romanzo è la star, il bambino-che-è-sopravvissuto, il Santo Graal, e finirai per odiarlo o entrare in competizione con lui, un po’ come successe Sir Arthur Conan Doyle, che entrò in competizione con il suo personaggio più celebre: Sherlock Holmes.

Sopravvivi agli istinti omicidi e, da bravo genitore, pensa ad aiutarlo a crescere. Come? Semplice: lasciati aiutare dall’editore e dai suoi collaboratori.

Prima di accettare la proposta editoriale, però, leggi il contratto se è disponibile su internet (magari, sottoponilo a un avvocato competente, o chi ha già pubblicato) e poni alla casa editrice ogni domanda o dubbio ti sorga in mente.

Un editore serio, o un suo collaboratore, sarà più che disponibile a rispondere ai tuoi dubbi, a spiegarti i termini del contratto che non capisci – nei limiti del possibile che esulano da una consulenza legale –, a contrattare alcune clausole (non sempre si ottengono cambiamenti, ma tentar non nuoce), e aiutarti a capire se la vostra collaborazione può funzionare.

Infatti, è nel pieno interesse della casa editrice che voi stipuliate un contratto senza dubbi irrisolti o timidezze, che potrebbero dar vita a risentimenti, per lavorare in modo sereno e proficuo.

Discutere in corso d’opera per un cavillo che non è stato affrontato prima, per l’ansia di pubblicare, rovinerebbe l’armonia e la riuscita del progetto: a chi andrebbe di sponsorizzare il romanzo di un autore con cui ha discusso?

Tuttavia, si parla sempre dell’editore-mostro-cattivo che potrebbe danneggiare l’autore. Perciò, te la rigiro: a chi andrebbe di sponsorizzare, attraverso il proprio romanzo, la casa editrice con cui ha avuto a che ridire?

Quindi, se hai la possibilità di vedere in anteprima come l’editore si relaziona con gli autori fanne tesoro.

Bando alle timidezze e poni le tue domande apertamente: parla di soldi, parla di clausole, parla di scadenze, tiratura, delle modalità di rescissione dal contratto e penali; parla di ogni aspetto che ti senti di trattare. Il contratto editoriale è un contratto di lavoro a tutti gli effetti. C’è il tuo nome in gioco… e anche quello dell’editore. Dimostrati sempre professionale – se vuoi qualche consiglio segui la rubrica #Writiquette –, anche se l’altra parte non dovesse esserlo: male che vada avrai capito che quello probabilmente non è l’editore giusto per te. 

Chiaramente, questo consiglio può essere applicato prima dell’inoltro dell’opera, in misura minore, a quelle case editrici che inseriscono, tra le modalità di inoltro, un’apertura allo scambio di informazioni. Sfruttala: risparmierete entrambi tempo e delusioni.

Il contratto editoriale è un contratto di lavoro a tutti gli effetti.
#casaeditrice #editing #noeap #pubblicazione #selfpublishing #paroleinlinea

4. Il contratto

La durata della cessione dei diritti d’autore, che per la L.D.A., non deve superare i 20 anni,
#casaeditrice #editing #noeap #pubblicazione #selfpublishing #DirittodAutore #Paroleinlinea

Questa è l’informazione più ardua da reperire prima dell’inoltro del manoscritto, ma la serietà di una casa editrice si vede anche, e soprattutto, dal modo in cui cura e stila i propri contratti. Per comprenderli a fondo occorre un avvocato specializzato in editoria. Tuttavia, già dai piccoli dettagli puoi capire molte cose, a partire dall’attenzione riposta nell’individuare ed esporre le condizioni in modo trasparente.

Più un contratto è complesso e maggiori saranno le possibilità di nascondere al proprio interno clausole a suo vantaggio. Il legalese ci sarà, è la grammatica della legge, c’è poco da fare, ma un conto è un contratto pieno di terminoni pleonastici e un conto un contratto semplice limita i termini tecnici allo stretto indispensabile.

La Privacy e il trattamento dei dati personali (GDPR)

Di solito, il primo punto dolente è la privacy. Ho visto contratti stipulati dopo il 2010 riferirsi alla L.675/1996, sostituita dalla L.196/2003 e più recentemente soppiantata dal Regolamento UE/2016/679 entrato in vigore il 25 maggio 2018, ma anche le famose tessere punti, per uscire dall’ambito editoriale per un attimo. Per cui è un indicatore molto utile.

Sembra una sciocchezza da puntigliosi nazi grammar legali, invece ti aiuta con quale attenzione, professionalità e frequenza, i contratti vengono stilati e aggiornati.

Cessione dei diritti di sfruttamento e royalties

La Legge sul Diritto d’Autore, Legge n. 633/41, regolamenta il rapporto di lavoro tra l’autore, che cede i diritti di distribuzione, pubblicazione, traduzione e trasposizione cinematografica (opzionali), e promozione del proprio romanzo, e la casa editrice, che sostiene i costi di pubblicazione, distribuzione e marketing e in cambio riconosce all’autore un compenso, definito royalties derivanti dal diritto d’autore, ovvero una somma, fissa, variabile – generalmente in percentuale – riconosciuta all’autore per la cessione dello sfruttamento economico del romanzo.

La cessione dei diritti economici afferenti al diritto d’autore può avvenire solo e soltanto tramite la stipula di un contratto scritto. Diffida sempre dalla casa editrice che ti propone di pubblicare prima di firmare il contratto.

Inoltre, guarda sempre la durata della cessione dei diritti d’autore che, come sancisce l’omonima legge n. 633/41 e successive modificazioni, non deve superare i 20 anni.

Un altro aspetto importante è guardare lo sfruttamento dei diritti riservati rispetto a quelli effettivamente utilizzati. Se una casa editrice pubblica solo in eBook, non in cartaceo e opera solo in Italia, dici che gli serviranno i diritti di pubblicazione cartacea, di traduzione, trasposizione cinematografica e distribuzione nelle librerie fisiche o la cessione dei diritti all’estero?

Rendicontazione delle vendite

La regolarità con cui l’editore inoltra il report delle vendite e corrisponde le royalties all’autore è molto importante per capire se la casa editrice è seria e solvente.

Il consiglio è di cercare su internet opinioni e feedback, ma anche di parlare con autori che hanno già pubblicato con quella casa editrice per capire se ricevono report e pagamenti con puntualità e per sapere se la tiratura delle copie è adeguata al tipo di target prefissato e se c’è discrepanza tra dati di vendita rendicontati e quelli che ti risultano in base ai tuoi conteggi.

Alcune case editrici tengono segretissimo il contratto editoriale, riservato solo ai pochi eletti che superano la selezione. Altre, stilano una sezione di domande frequenti dove rispondono ai quesiti afferenti la contrattualistica o pubblicano il contratto direttamente sul proprio sito,  e secondo me, le ultime due soluzioni sono la scelta vincente: indicano trasparenza e risparmiano tempo ad ambo le parti.

Assicurati che l’editore inoltri i report delle vendite e paghi le royalties con regolarità e puntualità.
#casaeditrice #editing #noeap #pubblicazione #selfpublishing #DirittodAutore #Royalties #Paroleinlinea

5. Opinioni, pregresso e genere letterario

Un ottimo modo per valutare le risposte della casa editrice è quello di cercare su internet le opinioni dei lettori e degli autori che hanno già pubblicato.

Inoltre, santa tecnologia, oggi puoi vedere se un romanzo è effettivamente conosciuto, se ha raggiunto le classifiche negli store, se la gente ne parla. Insomma, hai tanti elementi che ti permettono di capire se una casa editrice ha i numeri giusti per il tuo romanzo. Hai sentito bene, non è l’editore che sceglie te: vi scegliete a vicenda.

Ci sono casi in cui si parla di libri alle vette delle classifiche Amazon per settimane e, addirittura, mesi! Poi vai a vedere e il libro in questione si trova nella categoria:

Fantasy/Ucronico/Punk/Deserto/cetacei-vampiri-nell’epoca-vittoriana-ma-anche-nell-antico-egitto-premuturata-a-destra.

Diciamo che le possibilità di finire al secondo posto con una categoria cucita ad hoc rasenta lo zero assoluto e una casa editrice professionale è in grado di collocarti nella categoria adatta al tuo genere letterario senza ricorrere a questi espedienti.

Non è l’editore che sceglie te: vi scegliete a vicenda.
#casaeditrice #editing #noeap #pubblicazione #selfpublishing #paroleinlinea

6. Le Royalties

La casa editrice non ti pubblica per farti un favore: investe sul tuo progetto e guadagnerà sulle copie vendute.
#casaeditrice #editing #noeap #pubblicazione #selfpublishing #paroleinlinea

Anche gli artisti devono parlare del vile denaro. Come dicevano i saggi pecunia non olet. Se l’affare con la casa editrice va in porto dovrai cedergli i diritti di sfruttamento dell’opera. Il minimo che tu possa ricavarne è un guadagno economico su tutte le copie vendute, dalla prima. Esatto! Sei tu che ricevi un pagamento per la pubblicazione, non il contrario. Non acquistare mai copie dall’editore e se il contratto prevede tale clausola scappa.

Alcuni cercheranno di farti sentire in debito per la grande opportunità che ti offrono pubblicando il tuo libro, per indurti – di tua “spontanea volontà” – ad acquistare almeno un certo numero di copie. Il mio consiglio è di non accettare.

La casa editrice investe sul tuo romanzo e guadagnerà dalle vendite: ha valutato un progetto economico, non ti pubblica per farti un favore!

Nel caso potete concordare un costo agevolato per le copie che vorrai acquistare per regalarle a chi vuoi tu, ma ricordati: le copie per le presentazioni le dovrebbe fornire la casa editrice e pagarti le royalties sulle vendite, lo ripeto, fin dalla prima copia venduta, perché quando presenti il tuo romanzo concorri alla sponsorizzazione e al marketing con l’autore in una mutua collaborazione: il marketing è tra i compiti dell’editore, cui si affianca l’autore. Perciò, le copie per le presentazioni sono a carico della casa editrice che ti pagherà per le vendite al netto dei resi.

Ci sono case editrici che, per la crisi, il gatto sulla pentola a pressione, i presagi astrali, ti dicono di poterti pagare le royalties solo dalla 1001 copia venduta.

E il guadagno delle prime 1000 copie? Lo doniamo in beneficienza? Mi può stare bene se è una vera causa benefica concordata in precedenza, ma se l’editore vuole sottrarti il guadagno delle prime copie, che per un autore esordiente sono poche, ti sta di fatto privando della controparte per la quale gli hai ceduto i diritti di sfruttamento economico.

Ecco che il contratto editoriale ti potrebbe tornare utile per verificare questo aspetto. In mancanza cerca su Google™ o parti dagli autori in già pubblicati e contattali.

L’autore incassa le royalties sulle vendite, non acquista le copie pubblicate.
#casaeditrice #editing #noeap #pubblicazione #selfpublishing #paroleinlinea

7. Le modalità di pagamento

Anche qui, casa editrice che vai usanza che trovi. Consulta sul contratto, la frequenza con cui vengono riconosciute le royalties, e vengono inoltrati i resoconti sulle vendite cerca su internet, o consulta l’area FAQ del sito dell’editore. Insomma, segui i punti di cui abbiamo parlato in questo articolo: infatti, la casa editrice potrebbe pagare al raggiungimento di un determinato importo, per minimizzare il costo delle commissioni sui bonifici, oppure pagare semestralmente o dopo un anno.

Potrebbe richiedere un codice IBAN, o pagare sulla Postapay® semplice, che non ha le stesse tutele di un conto corrente in caso di controversia dei pagamenti, oppure Paypal®, che invece per avere la tutela sui pagamenti applica una fee, e via dicendo.

Assicurati che ti verranno corrisposti anche i relativi oneri di legge, nei modi e nei tempi in cui devono essere versati all’Erario. Se hai dubbi in merito puoi consultare un Commercialista specializzato nella fiscalità editoriale (che, giustamente, potrebbe chiederti un compenso per la consulenza) o chiedere all’editore – se ti sembra affidabile – se ha un fiscalista esterno cui porre le domande.

Informati per tempo, così sarai pronto ad ogni evenienza, anche alle tristezza infinita che ti assalirà quando capirai quanti soldi se ne andranno per le imposte.

Consulta un commercialista per pagare in modo corretto le imposte sulle royalties
#casaeditrice #editing #noeap #pubblicazione #selfpublishing #royalties #fisco #paroleinlinea

7+1. Umiltà

Tanta, tanta, tanta, umiltà e lo dirò fino a diventare ripetitiva: se anche dovessi aver scritto la nuova trilogia del Signore degli Anelli, resta umile! Dall’altra parte ci sono persone che lavorano e conoscono l’ambiente editoriale da più tempo di te e valutano romanzi in base al valore commerciale oltre che letterario. Poniti sempre in modo assertivo, ma educato.

Bene, direi che abbiamo visto più o meno tutte le caratteristiche salienti da tenere in considerazione prima di selezionare la rosa delle case editrici a cui inoltrare il tuo manoscritto. Come ti ho detto all’inizio, si tratta di una lista che previene delusioni, arrabbiature, e – dove ci sono le informazioni – permette di risparmiare tempo e restringere le possibilità di rifiuto e incomprensioni.

In bocca al lupo,

Cristina Mantione

©️ Riproduzione riservata


Questo articolo

Spargi la voce e condividi!
Parole in Linea
Mi chiamo Bianca, anche se la mia carta di identità dice altro, ma ormai le persone mi conoscono con questo nome e soprattutto sembra riescano a pronunciare meglio il cognome teutonico che quello ufficiale... Da qualche anno mi sono avvicinata alla traduzione, all'editing e alla correzione di bozze, studiando e facendo pratica e ora mi sto addentrando nell'ambito dal punto di vista professionale anche se, in effetti devo dire che, se vogliamo vederla sotto l'ottica della revisione, mi sono sempre occupata di editing, solo che prima facevo "editing aziendale e amministrativo". Dopo 10 anni passati a "litigare professionalmente" con avvocati e commercialisti, ingegneri e compagnia bella, ho capito che se sono sopravvissuta a loro posso affrontare gli autori... Del resto ormai sono a un bilancio dall'inferno e lì, si dice, di revisori ne cercano parecchi per rimettere in riga le anime.
https://www.paroleinlinea.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Solve : *
24 + 4 =