In queste ore è stata aperta una petizione (consultabile qui) per girare nuovamente l’ottava stagione di Game of Thrones, la famosa serie televisiva ispirata alle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin.

Già dalla sesta stagione la trama si è trovata di fronte a un bivio: l’autore dei celebri romanzi, George R.R. Martin, ha annunciato di non aver terminato The Winds of Winter1, il libro necessario per continuare la narrazione in modo univoco e, così, i registi David Benioff e D.B. Weiss hanno dovuto scrivere la sceneggiatura a mano libera.

Gli amanti dei romanzi delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco dovranno tenere conto che il finale della serie televisiva sarà diverso da quello dei libri, se mai usciranno: voci di corridoio dicono che sono pronti e si aspetta a pubblicarli per motivi di marketing; altri sospettano che George R.R. Martin non li scriverà mai.

Al danno si aggiunge la beffa, perché senza i romanzi a mantenere salda la complessa struttura narrativa dei Sette Regni le ultime due stagioni di Game of Thrones, la settima e l’ottava, girate a due anni di distanza, sono completamente diverse sia per registro che per coerenza narrativa

Le Cronache del ghiaccio e del fuoco si ispirano alla guerra dei trent’anni, o guerra delle due rose, dell’Inghilterra del XV secolo che ha visto due importanti casate dell’epoca, i Lancaster e gli York, contendersi il trono d’Inghilterra.

Pertanto l’autore, come ogni scrittore che si rispetti, ha svolto un ottimo lavoro di ricerca storica e pianificazione narrativa prima di iniziare a raccontare le vicende che intrecciano i destini della famiglia Stark (York) e quella dei Lannister (Lancaster).

Sarebbe, infatti, impossibile descrivere personaggi complessi in modo realistico e capaci di ammaliare il pubblico come la piccola – ma letale – Arya Stark, senza avere una solida base di partenza.

Fino alla sesta stagione i personaggi sono cambiati, creando un percorso di crescita che ha fatto pensare a un certo epilogo, appassionandoci e trasformando un mostro in grado di spingere un bambino giù da una torre, come Jaime Lannister, in un uomo capace di provare compassione e rimorso.

Già nella settima stagione del Trono di Spade si è percepita la fatica di mantenere alta l’asticella delle vicende narrate e della coerenza, ma nell’ottava, e ultima, stagione gli eventi sembrano precipitare.

Game of Thrones

Evoluzione dei personaggi

Il motivo principale che ha fatto storcere il naso a più di un fan è stata la coerenza narrativa dei personaggi.

Attenzione: Spoiler –

Jamie Lannister, the Kingslayer, l’uomo più desiderato dei Sette Regni cade in disgrazia per compiacere sua sorella gemella Cercei Lannister e, dal momento in cui perde una mano della spada, inizia il suo percorso di crescita e redenzione. Tutti si aspetterebbero che, grazie a Brienne di Tarth, possa diventare un uomo migliore e invece lui cosa fa? Corre ad Approdo del Re per salvare sua sorella e muore con lei sotto le macerie.

Cercei Lannister l’antagonista più odiata della serie, dopo suo figlio Joffrey, sembra senza timore, pronta a tutto e a battersi come una leonessa, degna erede di suo padre… e invece? Muore piangendo senza neanche avvicinarsi di mezzo centimetro a Daenerys Targaryen, né aver pensato a un piano di difesa più articolato di “resto a guardare finché non muoiono tutti e poi piango”.

Daenerys Targaryen, la Madre dei Draghi, colei che spezza le catene e tutte le manfrine… Un par di draghi! Per sette stagioni è stata l’esatto opposto del Re Folle. Ok, un po’ testarda e assolutista magari, ma pazza proprio no. Invece, ce la ritroviamo nell’ottava stagione che viene di colpo isolata, defraudata di un drago, dell’amore della sua vita, della possibilità del trono e sbrocca. Uno si aspetterebbe di vedere dei momenti di lucida follia sempre più evidenti, e invece no: rosica come una ragazzina di dodici anni e dà fuoco a tutto, nonostante il popolo che aveva giurato di liberare si fosse appena arreso. Molto coerente e matura, complimenti, sette stagioni per liberare mezzo mondo, una puntata per far fuori un’intera città. Ridateci la gemella buona!

Arya Stark ha sfidato la Morte, ha imparato a diventare letale e ha ucciso il Re della Notte. Si reca ad Approdo del Re per chiudere i famosi occhi verdi, e poi? Rinuncia a cercare Cercei Lannister, da sempre sulla sua lista nera, e vaga senza meta tutta la puntata, salvandosi solo lei dalle ire di un drago sputafuoco inferocito? Ma dai!

Tyrion Lannister. Lui è sempre stato il mio personaggio preferito. L’uomo giusto al momento sbagliato, mente sopraffina, abile stratega che in questa ottava stagione non ne imbrocca una a pagarlo oro. Boh! Ha smesso di capire il mondo tutto in una volta.

Brandon Stark. Alla fine della fiera mica si è capito perché il Night King ce l’avesse tanto con lui… Due paroline in merito potevano pure sprecarle, no?

E potremmo continuare per ore in questo modo, e ci sarebbe molto da dire… Purtroppo.

Mappa di Westeros che mostra Grande Inverno o Winterfell.
Mappa di Westeros che mostra Grande Inverno o Winterfell.

Game of Thrones

E luce fu… L’importanza della fotografia sul set

Scene di un buio che notte prima della creazione spostati!

– Attenzione: Spoiler! –

Nonostante i registi volessero rendere l’idea di quanto la notte fosse buia e piena di orrori un’epoca priva di elettricità si sono poi persi in piccoli dettagli come il bicchiere di Starbucks in piena vista, un Parco degli Dèi bello illuminato a giorno e – dulcis in fundo – un castello invaso dai non-morti senza quella sorta di bufera omnipresente che avvolge tutto in presenza degli Estranei, tanto che Arya Stark riesce a vedere al buio, di notte, e in una stanza chiusa, i non-morti che vagano tra le librerie. Chapeau!

Game of Thrones

Deus Ex-Machina e battaglie improbabili

Molte delle lamentele sono state mosse anche in relazione all’episodio 08×03. La strategia difensiva adottata nella battaglia decisiva a Grande Inverno contro il Re della Notte sembra studiata da bambini alle prime armi, anziché dalla fine mente di Tyrion Lannister il cui unico pregio – stando a Daenerys Targaryen – sarebbe proprio la sua intelligenza.

– Attenzione: Spoiler! –

Durante l’episodio, gli unici soldati che sembrano avere una vaga idea di cosa accada sono gli immacolati. Per il resto, tra i Dothraki e i Draghi mezzi rimbambiti, c’è la sensazione che stiano tutti giocando di ruolo, e a fine sessione tutti a bere birra insieme, perciò “chissene” se anche si muore. Insomma, il pathos lo abbiamo lasciato a casa, tanto più che a salvarsi sono sempre i soliti noti.

La puntata termina con le abilità di circensi di Arya che – immaginiamo – si sia avvicinata al Night King di soppiatto o – forse – ha preso il volto di uno di loro (cosa meno probabile). In ogni caso, è tutto lasciato all’immaginazione dell’osservatore, perché a parte un Estraneo che volge il capo di lato prima dell’attacco furtivo non c’è nessun altro elemento che fa presupporre ciò che sta per accadere. Una coltellata e puff! Anche il Night King ce lo siamo tolto dalle scatole. Ma come? Non doveva essere invincibile? Ha fatto fuori un drago con una lancia scagliata a mano nuda ed è bastata una pugnalata al fianco (grazie armatura, tu sì che mi sei stata di grande aiuto!) a farlo fuori e con lui tutta l’allegra brigata? Puzza di Deus-ex-Machina? Un po’ sì.

E per fortuna che la battaglia contro gli Estranei doveva essere più epica di quella del Fosso di Helm!

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Gli attori non sono soddisfatti

– Attenzione: Spoiler!

Ora che la puntata sulla morte di Jaime e Cercei è uscita, l’attore Nikolaj Coster-Waldau parla apertamente del proprio personaggio. Sembrerebbe, infatti, che abbia provato a far cambiare idea ai registi riguardo alla fine del caro Jaime, ma che alla fine non ci sia stato verso di fargli cambiare idea.3

E se anche gli attori del cast ti fanno notare che qualcosa non va, forse due domande sarebbero lecite.

Game of Thrones

Ha tradito le aspettative dei fan

Dopo aver visto a grandi linee i motivi che hanno deluso il fandom, credo che la vera ragione per cui questa ottava stagione non piace, e si sta chiedendo di girarla ex-novo, consista nel fatto che i registi hanno consapevolmente ignorato le aspettative dei fan, rompendo quello che, in gergo letterario, si chiama “il patto con il lettore” o in questo caso con il patto con il fan (se non sai cos’è puoi leggere questo articolo). Un po’ come dice il nostro Nikolai Coster-Waldau nell’intervista. Cosa? Per saperlo premi play.

Non guardare il video se non hai ancora visto l’ottava stagione.

Nikolaj Coster-Waldau parla del suo personaggio nel Trono di Spade, Jaime Lannister.

Game of Thrones

Chi vincerà il gioco del trono?

Dopo tutte queste belle dissertazioni, la mia unica paura è che alla fine di tutti i giochi a sedere sul Trono di Spade sarà proprio quella che ha combinato tutto sto casino ovvero Sansa-vi-seppellirò-tutti-Stark, e per me sarebbe davvero la madre di tutte le beffe!

Tu che ne pensi? Ci sono altri elementi che non ti sono piaciuti dell’ottava stagione di Game of Thrones? Come pensi finirà a questo punto? Cosa ti aspetti della puntata di domani notte? Sei d’accordo con la petizione?
Scrivilo nei commenti.

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Romana di nascita, nordica nel cuore, editor nell'animo. Amo la natura, i gatti e i paesi scandinavi, mi piace leggere, scrivere e viaggiare.
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