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I libri cattivi servono

Quando ho iniziato a studiare attivamente la scrittura creativa, nel 2012, ho cominciato a leggere manuali, seguire corsi che trattavano, direttamente o indirettamente, l’argomento fino ad arrivare all’editing e alla correzione di bozze.

Benché non smetterò mai di sostenere lo studio alla base di ogni professione, in questo campo l’esperienza conta tantissimo. Sia come scrittore che come editor l’occhio critico si forma sul campo.

I consigli principali sono quelli di leggere i grandi autori, passati e contemporanei; di imitarli in fase di apprendimento, riscrivere scene che ti sono piaciute e modificarle secondo il tuo stile. Nessuno però mi ha mai detto di leggere i libri cattivi.

I grandi autori ti insegnano a scrivere una prosa fluida, dalla punteggiatura funzionale. Certo, le eccezioni esistono, ma in linea generale dai grandi autori c’è sempre da imparare.

Il dilemma è nato quando sono incappata nei libri cattivi. Ma cosa sono? Ammetto che se stai pensando al libro-mostro di Harry Potter non posso darti torto, ma sei sulla strada sbagliata.

I libri cattivi sono tutti quei romanzi, racconti, antologie di storie scritte male, perché acerbe, non editate, prive di punteggiatura corretta, e con tutti i possibili errori di trama, e struttura, che si possano immaginare.

All’inizio chiudevo questi libri infastidita e arrabbiata. Sì, arrabbiata. Avevo perso tempo e denaro in un libro che non creava la magia di trasportarmi nel suo mondo. Notavo tutte le imperfezioni riga dopo riga: quel personaggio non era coerente, due pagine prima eravamo a cena con l’Imperatore Costantino e adesso salta fuori una stilografica! Insomma, uno stillicidio di inesattezze e verbi sballati.

Poi, ho cominciato a soffermarmi sugli errori e riflettere su come avrei potuto migliorarli, scriverli a mia volta (è un ottimo esercizio che ti consiglio). Alla fine ho cominciato a studiare i libri cattivi. Ed è stato allora che la mia formazione ha mostrato i miglioramenti più evidenti.

Ovviamente, senza gli studi precedenti non sarei stata in grado di percepire gli errori e migliorare, ma leggere libri incoerenti e pieni di buchi nell’ambientazione, trama e coerenza è il miglior regalo che tu ti possa fare per migliorare la tua scrittura.
Le emozioni che proverai, ogni volta che la credenza secondaria si rompe e tornerai alla consapevolezza che si tratta di un racconto, imprimeranno nella tua mente l’errore che ti ha disturbato. Provare per credere.

Puoi scegliere libri ad ambientazione ucronica, reale, oppure fantasy. Personalmente, preferisco le ambientazioni basate sul mondo reale, o al massimo ucronico: mi forniscono spunti per approfondire la storia. Inoltre, è più facile accorgersi degli errori.

Inizia con questi due tipi di ambientazione. Quando ti sentirai sicuro potrai passare alle ambientazioni fantasy: ovvero, quelle inventate completamente dall’autore. Infatti, è più difficile rendersi conto di una inesattezza di un mondo inventato. Ogni incongruenza potrebbe essere voluta, o frutto di un evento che verrà spiegato successivamente. Perciò, comincia annotando le domande che ti sorgono durante la lettura. Con il tempo imparerai a capire cosa non funziona anche nei mondi fantastici.

L’ideale è alternare un libro cattivo e uno buono. Altrimenti, corri il rischio di assuefarti a uno stile e non accorgerti più degli errori.

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Buona lettura,

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