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Buona la seconda: quando il titolo determina il successo di un libro

Ce l’hai fatta, l’editore ti ha scritto comunicandoti che la tua opera è stata selezionata, tutte le spese sono a suo carico: dall’editing all’illustrazione della copertina, ti pagherà royalties vantaggiose, ma… vuole cambiare il titolo del tuo libro.

Dramma!

Già, perché tu sei affezionatissimo al titolo del tuo manoscritto: lo hai scelto con tanta cura, e ormai ti ci sei abituato. Sei tentato addirittura di rifiutare la proposta editoriale.

Respira!

L'importanza del titolo

Per quanto il nome da te scelto sia accattivante, altisonante e perfetto, ti invito a riflettere: l’editore lavora nel campo della pubblicazione di romanzi del tuo genere da molto tempo prima che tu gli inviassi il tuo meraviglioso titolo. Perciò, se decide di cambiarlo, avrà sicuramente un motivo valido.

Nell’articolo sulle case editrici free ti ho parlato del rischio d’impresa: l’editore è un impreditore che deve fare i conti con la spendibilità del tuo testo sul mercato. Pertanto, prima di investire il suo capitale per revisionare il manoscritto, impaginarlo, stamparlo, pagare l’illustratore e impiegare il tempo dei suoi creativi ,per individuare un titolo adatto al tipo di contenuto, avrà ponderato attentamente se il gioco vale la famosa candela.

Per cui fermati e respira.

Almeno, prima di rifiutare, ascolta le sue proposte in tal senso. Potrebbe suggerirti nomi cui non avevi pensato che possono davvero cambiare volto al tuo romanzo e renderlo più appetibile ai lettori.

Buona la seconda

Nel panorama editoriale mondiale ci sono tantissimi testi che hanno trovato il successo dopo aver abbracciato un titolo completamente diverso da quello originale. Ne ho selezionati dieci, tre dei quali hanno visto modifiche dopo la pubblicazione. Altri, hanno ascoltato i consigli del proprio editore prima delal stampa, ma c’è anche chi ha concordato il nuovo titolo, non soddisfatto dalle proposte iniziali.

Dieci libri il cui titolo originale è stato cambiato

1. Harry Potter e la pietra filosofale di J.K.Rowling

Nel caso del famoso maghetto, il primo libro della fortunata saga era stato già pubblicato con il titolo che conosciamo anche in Italia “Harry Potter e la pietra filosofale. (Titolo Uk: “Harry Potter and the Philosopher’s stone”). Tuttavia l’editore era titubante nel proporre lo stesso titolo al pubblico americano, dubbioso che i lettori potessero accogliere un elemento così specifico come lo è la pietra filosofale. Tra le possibili variazioni fu proposto: “Harry Potter e la scuola di magia”. La Rowling mantenne il punto che il titolo fosse più specifico e così si modificò il titolo americano in “Harry Potter and the Sorcerer’s Stone”, letteralmente “Harry Potter e la pietra del Mago”. Il cambiamento fu accolto in modo positivo dalla popolazione e il resto è storia.

2. Il buio oltre la siepe di Harper Lee

Il buio oltre la siepe è la traduzione italiana non letterale per il titolo “Come uccidere un usignolo”. Già la scelta italiana ha cambiato il titolo dalla versione originale, per renderlo più accattivante al pubblico nostrano. Un grande miglioramento, soprattutto se pensiamo che il titolo inglese originale avrebbe dovuto essere semplicemente “Atticus”.

3. Guerra e pace di Lev Tolstoj

Un titolo imponente, che lascia presagire grandi avvenimenti in contrapposizione tra loro. Sebbene, nella sua stesura originaria, questo romanzo sia scritto in russo, presenta alcuni dialoghi in francese, come rimando alla forte influenza franca nel territorio sovietico. Per cui è un’opera dai forti contrasti già nello stile scelto. Nella sua prima stesura prevedeva un lieto fine e il titolo banalmente lo spoilerava con un piattissimo “Tutto è bene quel che finisce bene”.

Il cambio del titolo, insieme ad alcune vicende, ha reso più accattivante la storia, nonostante nella lingua russa la parola che indica “Pace” si usa anche per “Mondo”, per cui ci sono stati molti dubbi riguardo all’effettivo nuovo titolo dell’opera. Quando si dice un testo complicato.

4. 1984 di George Orwell

Se la casa editrice avesse dato retta alle idee di George Orwell, oggi il suo libro si chiamerebbe “L’ultimo uomo in Europa – La fattoria degli animali: una storia incantata”, oppure “Satira contemporanea”. Per fortuna, l’editore optò per il più iconico “1984” che ancora tutti ricordiamo.

5. Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald

Il classico di Francis Scott Fitzgerald, che narra le vicende di un personaggio estremamente carismatico, ha rischiato di chiamarsi “Tra cumuli di cenere e milionari”, “Sulla strada per West Egg”, mentre la prima traduzione italiana, del 1936, lo ha introdotto nella penisola con il nome de il “Gatsby il Magnifico” poi cambiata nel 1950 con l’attuale titolo “Il Grande Gatsby”.1

6. Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen

I pettegolezzi della Signora Bennet, e le sue fatiche per maritare le figlie avrebbero avuto la stessa importanza se il titolo fosse rimasto “Prime impressioni?” E che dire delle incomprensioni tra Elisabeth Bennet e il Signor Darcy? Questo classico della letturatura inglese ha decisamente guadagnato dal cambio.

7. L'urlo e il furore di William Faulkner

Con il senno di poi, questo libro si è salvato… pensare che avrebbe potuto chiamarsi “Twilight”… e ritrovarsi a competere con vampiri sbrilluccicanti, con tanti saluti allo studio del flusso di coscienza narrativo e alla comparazione delle condizioni delle famiglie sudiste americane decadute dalla ricchezza. Quando si dice il colpo di fortuna…

8. Lolita di Vladimir Nabokov

Il controverso romanzo di Vladirm Nabokov doveva inizialmente chiamarsi “Il regno del mare”. Senza leggere il libro… quanto ti dà l’idea del suo contenuto? Molto più d’impatto Lolita. Non trovi?

9. Via col Vento di Margaret Mitchell

Chi non ricorda la famossisima scena “Dopotutto, domani è un altro giorno”. Ecco, originariamente questo sarebbe dovuto essere il titolo del famoso romanzo “Via col vento”. Alla luce del successo cinematografico è certamente un titolo iconico, dato che è l’ultima frase che Vivian Leigh pronuncia nella pellicola tratta dal libro. Eppure, sulla carta stampata non avrebbe avuto lo stesso impatto mediatico. Così si scelse di cambiarlo.

10. Dracula di Bram Stoker

Il redivivo più famoso di tutta Hollywood. Su di lui sono state realizzate oltre cinquanta trasposizioni cinematografiche1 per non parlare di quelle teatrali e delle opere letterarie derivate. Il Conte di Valacchia è forse il mostro più famoso dell’epoca moderna. Eppure, all’inizio Bram Stoker aveva pensato di chiamarlo “Il morto non-morto”… avanguardia pura.
Decisamente usare il suo nome come titolo: Dracula.

Non la senti l’ansia? Se non fossi allergica andrei a prendere un po’ d’aglio. Va beh, vado a controllare se ho chiuse le finestre.

Sei ancora convinto di voler rifiutare un’offerta vantaggiosa per mantenere il tuo amato titolo? In te ci penserei bene, apri la mente e metti la tua opera in discussione: l’editoria free ha interesse a pubblicare con successo il tuo libro esattamente quanto te. Anzi, investendo un capitale sostanzioso, forse anche di più.

Buona scelta,

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